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sabato 10 gennaio 2015

Schizofrenia paranoide... diagnosi sospetta

Il racconto che segue è tratto dal libro “Follia e criminalità” del dottor Tito Gattoni, psichiatra e criminologo. Il testo l’ho curato io, per cui mi fa piacere offrirvi un assaggio di questo libro che si trova anche online, edito da Liberedizioni

Un giorno mi arrivò in reparto un uomo sui trent’anni, magro, biondo, lineamenti nordici… Poteva sembrare un venditore o un impiegato. Dal primo colloquio, notai che non aveva nulla che lo accomunasse a un malato di mente. Era uno di quei tipi languidi e poco incisivi; non avrebbe mai alzato la voce per stra­da né aizzato una rissa in un bar. Chiacchierammo uno di fronte all’altro, con la scrivania e le scartoffie di mezzo, e alla fine mi convinsi che non aveva bisogno di alcun tipo di farmaco, neppure di ansiolitici, in genere richiesti dai tossicomani. Lui non aveva mai fatto uso di sostanze, neppure di alcolici, non aveva mai fumato, insomma era uno “pulito”. Uno che teneva alla sua salute.
Stavo aspettando con ansia che mi portassero la sua cartella clinica. In accordo con la dottoressa che lo aveva in cura e con lo psicologo, lo sottoposi a una lunga serie di test diagnostici e per maggiore sicurezza decisi con i miei colleghi di avvalermi anche della collaborazione di un istituto universitario.
Opg di Castiglione d/S. Foto di Luciano Perbellini
Non era evidentemente uno pulito e innocuo come sembrava. Era qui perché aveva commesso numerose violenze sessuali e rapine in Lombar­dia. Lavorava regolarmente come rappresentante per una famosa ditta di elettrodomestici e non era sposato. 
Sembrava il classico tipo insospet­tabile, serio e affidabile, mentre in verità era pericolosissimo. Aveva un debole per le commesse. Quando non lavorava, al mattino presto, usciva di casa e vagava per le strade; individuava un negozio con dentro una giovane commessa, si introduceva oltre la vetrina e, dopo aver minacciato la donna con un coltello, la faceva spogliare completamente per abusarne. Dopo la violenza, la chiudeva a chiave in uno stanzino e prendeva tutto il denaro che trovava. Rapidamente cercava poi di far perdere le sue tracce: disattivava ogni tipo di telefono e si allontanava con la sua auto.
La ragazza, bloccata sul retro del locale, ci metteva del tempo per ri­prendersi e dare l’allarme, così nel frattempo lui riusciva a seminare più chilometri in mezzo e a far perdere le proprie tracce.
Dopo una serie di fatti simili, gli investigatori riuscirono ad avere la te­stimonianza precisa di una donna il cui identikit corrispondeva nei tempi, nelle modalità e nei luoghi al violentatore seriale. A quel punto fu facile arrestarlo. Aveva commesso una superficialità: adoperava sempre la stessa auto, la sua auto. Durante la perquisizione in casa sua, fu­rono trovati dei flaconi di un potente antipsicotico nascosti nell’armadio. Che egli ammise di assumere perché sentiva continuamente “voci dialo­ganti tra loro e disturbanti”.
Condotto in carcere, l’insospettabile rappresentante di elettrodomestici fu sottoposto a perizia psichiatrica, ma non ne fece soltanto una, ne col­lezionò ben nove!
Il suo caso non convinceva. E più strano era il fatto che, nell’im­minenza della visita psichiatrica, egli smetteva di lavarsi, si urinava e defecava addosso, si rendeva impresentabile e appena vedeva il perito cominciava a mugugnare e a straparlare. La risposta al quesito del magi­strato era sempre la stessa: schizofrenia paranoide...


giovedì 18 dicembre 2014

Follia e criminalità nella narrazione di uno psichiatra

Questa sera presentazione di
Follia e criminalità
dello psichiatra Tito Gattoni
presso la Libreria Podavini-Castelli in via Roma 20, Desenzano del Garda


“Davanti a una persona che ha commesso un reato, nessuno psichiatra al mondo sa fino in fondo dove termina l’incapacità ‘di intendere e di volere’ – più che di intendere, sottolineo di volere – e  se c’è un barlume di consapevolezza del disvalore di un atto…
Sappiamo che non tutti i malati di mente, per fortuna, arrivano a compiere reati, ma solo quelli che soffrono di disturbi della personalità di base e che non sono curati con una terapia adeguata possono diventare pericolosi. Il volume narra di queste perdute umanità”.

La narrazione di un’esperienza unica, vissuta dallo psichiatra Tito Gattoni, a lungo operante presso l’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, raccolta in un libro - Follia e criminalità (Brescia, Liberedizioni 2014), che ho curato personalmente. 
Nel testo convivono due anime, due temi che incutono ugualmente timore e sospetto, dentro i quali lo scrittore ci guida attraverso la sua personale sensibilità maturata a contatto con i pazienti e fra i corridoi dell’istituto, unico in Italia deputato alla cura della malattia mentale con soli operatori sanitari.
Il libro sarà presentato per la prima volta a Desenzano del Garda, città in cui l’autore vive, presso la Libreria Castelli-Podavini in via Roma 20, questo giovedì 18 dicembre alle 20.45 (ingresso libero, seguirà un piccolo rinfresco).
Nella prima parte il volume offre al lettore una panoramica della sua professione con una varietà di storie, selezionate tra i tanti casi umani e familiari incontrati nella realtà dell’ospedale psichiatrico giudiziario (opg), nella seconda parte l’autore approfondisce il dramma della malattia mentale nelle sue molteplici forme, gli aspetti sanitari, la difficile battaglia contro i pregiudizi della società moderna, la normativa attuale e l’incertezza del “dopo opg”. Una scrittura immediata, intessuta di vibranti emozioni che con semplicità conduce il lettore entro i meandri della sofferenza e della speranza. Il volume narra di queste perdute umanità.

Disegno in copertina di Emma Cian
Tito Gattoni, psichiatra, psicoterapeuta e criminologo, ha lavorato per oltre trent’anni in strutture psichiatriche sia civili che giudiziarie, anche come primario.  È autore di diverse pubblicazioni scientifiche da solo e con altri autori. Ha scritto articoli pubblicati su quotidiani della sua città natale, Potenza, su argomenti storici e culturali e da anni è promotore di una riforma della legge 180, insieme ad associazioni di famigliari di ammalati mentali. Ha frequentato numerosi corsi in ambito psicoterapeutico ed è relatore di conferenze su argomenti psichiatrici, psicologici e sociali. Docente al Master sulla Mediazione Familiare dell’Università Cattolica di Brescia, collabora con lo sportello “Spazio Donna” nel Comune di Desenzano del Garda, dove vive con la sua famiglia.


Follia e criminalità
Narrazione di uno psichiatra presso l’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere.
di Tito Gattoni (a cura di Francesca Gardenato)
(Brescia, liberedizioni, 2014)
128 pagine - € 12,50

ISBN 978-88-98858-19-4


venerdì 24 ottobre 2014

Scrivere. Sedici buone regole per viaggiare sicuri!

Io aggiungerei anche la diciassettesima, se posso. Attenti ai viaggi nel tempo!

“Quello che scrivete, e come lo scrivete, 

può cambiare la vostra vita” 

(Beppe Severgnini)

domenica 24 novembre 2013

Arte e Cultura al servizio del territorio

Ringrazio di cuore l'Associazione culturale CircumnavigArte e la sua Giuria per aver pensato a me nell'assegnare il Premio speciale "Arte e Cultura al servizio del territorio". 
Uno...
Dopo oltre cento "piccoli" eventi organizzati, dai concorsi di canto agli incontri culturali alle sfilate di moda, con onore ricevo questo premio, che è ancora più speciale e gradito perché viene da un'associazione desenzanese al servizio della nostra comunità e della sua popolazione, con risonanza nel Basso Garda e oltre. Tanti i soci e gli scrittori e i poeti provenienti da varie località d'Italia, arrivate ieri pomeriggio, sabato 23 novembre, nel Teatro San Michele arcangelo di Rivoltella (praticamente... nel teatro di casa!) per la conclusione del Premio nazionale "Sirmione Lugana".

Due...

DESENZANO. La cerimonia di consegna

Una pioggia di premi
al «Sirmione Lugana»

mercoledì 27 novembre 2013 PROVINCIA, pagina 20 (dal quotidiano BRESCIAOGGI)
Affollata cerimonia di consegna dei riconoscimenti del premio letterario «Sirmione Lugana», promosso dall´associazione culturale Circumnavigarte di Desenzano, nei giorni scorsi nel teatro San Michele di Rivoltella. I premi sono andati a Franco Ponseggi di Bagnacavallo, che ha vinto la sezione Grotte di Catullo in dialetto, mentre Giacomo Soldà di Mestre si è aggiudicato il primo posto della Rocca Scaligera per la poesia in italiano «Morte di un barbone». Il premio di narrativa Graffiti Comuni è andato al romanzo «La nuvola di Giada» della veronese Giovanna Mangiaracìna. Per la sezione Racconti di Vino, primo classificato Enzo Gremelli di Pisa con «Bicchieri pieni di parole». La giovane poetessa Gaia Devoto di soli 9 anni si è aggiudicata il premio Clara Bombaci Vivaldi per giovani talenti. Il riconoscimento Arte e cultura 480° è stato assegnato alla scrittrice sarda Giovanna Mulas. Altri riconoscimenti all´imprenditrice Laura Marsadri, all´assessore alla Cultura di Manerba Andrea Nonfarmale e alla giornalista Francesca Gardenato. S.MA. 
E tre...






domenica 1 settembre 2013

Desenzano, in arrivo il primo talk show!

In arrivo il primo talk show desenzanese. Nome forse poco originale – “La Gardesana” – e tema assai attuale – “La bellezza” – che verrà declinato sotto molteplici aspetti nelle conversazioni in piazza, con un team di autori di Mediaset e tanti ospiti (alcuni di casa) nel salotto della nostra città. Appuntamento in piazza Malvezzi, la prossima settimana. Seguiremo in diretta la realizzazione di un progetto in cantiere da mesi per tentare di restituire smalto e vivacità “culturale” a Desenzano del Garda.

Il salotto di piazza Malvezzi, a Desenzano, è pronto ad accogliere quattro serate in stile talk show, per la prima edizione di “La Gardesana”. Dal 10 al 13 settembre 2013, per rianimare il centro storico della "capitale" benacense, la città apre le porte a ospiti di livello nazionale, chiamati a confrontarsi con il pubblico su diversi aspetti di un unico tema: “La bellezza”. Posta in termini interrogativi e - si auspica - provocatori, l’affermazione del principe Myskin nell’Idiota di Dostoevskij, l’obiettivo della manifestazione sarà quello di rispondere a una domanda: “La Bellezza salverà il Mondo?”
Pensato in stile “Maurizio Costanzo Show”, ogni sera dalle 21 in piazza Malvezzi, il salotto cultural-mondano sarà moderato dal giornalista Giovanni Terzi (giornalista e collaboratore del Giornale, anche opinionista televisivo) e animato da ospiti e pubblico. 
Sotto la regia esperta di Mario Maellaro, attuale regista di Paolo Bonolis per il programma “Avanti un Altro”, e un team di autori Mediaset che riprenderanno l’evento, Desenzano ospiterà  tra i vari nomi: Gianluigi Nuzzi (giornalista e direttore di Video news), Lucio Presta (agente dello spettacolo), Don Antonio Mazzi, Paolo Nespoli (astronauta), Livia Pomodoro (Presidente del Tribunale di Milano), Massimo Picozzi (criminologo), Giuseppe Di Piazza (editorialista Corriere della Sera) Francesca Lancini (fotomodella e scrittrice) e Camilla Baresani (scrittrice). 
L’iniziativa è della Fondazione Desenzano Sviluppo Turistico, che unisce commercianti e albergatori, con il sostegno e il patrocinio del Comune (Assessorato al Turismo) e della Camera di Commercio. Ingresso libero.



domenica 30 giugno 2013

La prima cena vegana di Desenzano... e del Garda

Sicuramente è stata un evento per Desenzano - e forse anche per il Garda - di certo per molti animalisti e vegani che da tempo cercavano un posto dove mangiare sulle rive del nostro bel lago, senza macinare chilometri nell'entroterra. 
Ho scelto il Ristorante Desenzanino, gestito dalla Cooperativa sociale La Cascina di Giuseppe Tosi, sia per l'accoglienza del posto fronte lago e del suo bravo chef Gilles sia per la sensibilità già manifestata in più occasioni per i prodotti locali, a km 0 e il rispetto dell'ambiente.
Se per anni ci si era spinti tra Brescia e Verona per cene tra amici Vegan, questo giugno l'estate ha portato la novità: la prima cena-evento dedicata ai vegani e a quanti vogliono avvicinarsi a questo stile di vita, scelta alimentare ed etica, non tanto un capriccio o una moda bizzarra. 
Organizzare questo evento insieme agli amici del Canile intercomunale di Desenzano, Lonato e Montichiari - con scopo benefico proprio a sostegno degli amici a quattro zampe accolti e accuditi dall'associazione Compagni di strada - mi ha dato la soddisfazione sia di condividere un progetto importante con tanti amici (anche parenti!) sia la possibilità di conoscere meglio il mondo vegano e soprattutto l'autrice simpatica e preparatissima del libro "La dieta di Eva", Aida Vittoria Eltanin... una autentica forza! Contagioso il suo stile e la passione nel raccontare in modo semplice e spiritoso consigli salutari e ricette...


“Un quarto di quello che mangiamo ci tiene vivi, gli altri tre quarti tiene vivi i nostri dottori”. Scherza la scrittrice ed esperta vegana Aida Vittoria Eltanin, citando un proverbio egiziano contenuto nel suo libro “La dieta di Eva – come disobbedire in cucina e guadagnarsi il paradiso!” (2012) e del ricettario di piatti vegani “Le tentazioni di Eva – ricette made in Eden per un mondo più buono” (2013), editi da Cosmopolis di Torino.
Lo scorso 25 giugno, ho incontrato Aida Vittoria Eltanin – pseudonimo della scrittrice che preferisce non rivelare il suo vero nome – alla prima cena vegana organizzata a Desenzano del Garda per far conoscere questo tipo di dieta e alcuni piatti semplici, a dimostrazione di una filosofia di vita salutare che non è solo ‘moda’ alimentare, ma «orgoglio etico». 
La serata a sostegno dell’associazione Compagni di strada del canile intercomunale di Desenzano, Lonato e Montichiari ha proposto sotto forma di un ricco buffet molte “ricette di Eva”.
Un esempio di pasto vegano? Riso con le verdure, pasta e ceci, insalatina con la frutta secca, una pizza senza mozzarella… I vegani, in sostanza, sono contro ogni forma di “sfruttamento animale”, per questo non mangiano né carne né prodotti derivati da animali. Quindi niente latte e latticini, uova, miele...

“La dieta di Eva” però sostiene anche un ritorno a un’alimentazione più frugivora. Precisa Aida, da 15 anni vegana: «Non è una “dieta”,  né un innovativo modo di mangiare. È semplicemente il titolo di un libro che fa capire come e perché sia possibile togliere i prodotti animali dalla propria alimentazione (uno alla volta o tutti insieme) nel modo più semplice possibile, tornando a quella che era l’alimentazione dei nostri bisnonni, molto più ricca di frutta fresca e secca, legumi e prodotti integri rispetto a quella odierna, a una cucina povera, con pochi ma salutari ingredienti, veloce da preparare e buona da godersi, senza troppi sforzi».
Nel libro Eva riassume con semplicità e spiccata simpatia concetti, dati e statistiche sulle abitudini alimentari corrette e scorrette, attingendo da fonti autorevoli e internazionali, per trasmettere il suo messaggio: «il mio è un consiglio, è diventata la mia missione nell’ultimo anno e mezzo: fare più vegani possibili! Perché tutti dovremmo sapere dove sono le proteine o dove si trova il calcio in natura, cosa ci serve realmente per stare bene. Altrimenti siamo in balia di un’industria che ci vende prodotti di cui non abbiamo bisogno, spacciandoceli come necessari per la nostra salute, quando invece sono spesso dannosi... per noi, per il pianeta, per gli animali».
Aida si è presa del tempo per dedicarsi alla scrittura e soprattutto alla promozione della dieta vegana e frugivora. Gira l’Italia presentando i suoi libri e le sue ricette, distribuendo consigli in scuole e associazioni e tenendo corsi sulla “Cucina di Eva”. «Sostengo la stessa frugalità dei nostri bisnonni, riscopro piatti tradizionali che fanno bene, prodotti e ricette stagionali, senza colesterolo, senza lattosio, ma anche senza soia, tofu, seitan e altri alimenti spesso identificati – a torto – come nutrimento necessario per i vegani».

Non occorre essere grandi chef! 
Le ricette di Eva propongono di gustare piatti basati su quattro categorie di alimenti, senza mescolare troppi ingredienti e senza strafare: frutta fresca e secca, cereali, legumi, verdure e ortaggi. L’obiettivo è recuperare l’energia perduta, mangiando più frutta e verdura crudi, e abolire fastidiosi malesseri come il reflusso gastrico, crampi e gonfiore addominale… dopo i pasti».
L’autrice è da sempre un’appassionata di cucina semplice,  di salute femminile e diritti degli animali. Dopo anni che si dedicava alla divulgazione della dieta e cultura vegana, ha deciso di mettere per iscritto i suoi consigli e accorparli nelle varie schede, divise per argomenti con ricette stagionali che rimandano alla dolcezza dell’Eden o all’essenzialità dei tempi moderni (dispensa mezza vuota e tempo contato!). 

Vegetariana da quando aveva 23 anni, Aida è poi passata a una dieta vegana per motivi etici. 
Attraverso le sue conoscenze, l’approccio pragmatico, un entusiasmo contagioso e un linguaggio semplice, Aida ha già ispirato centinaia di persone ad «eliminare i prodotti animali, chiarendo i troppi miti e i dubbi che ancora circondano l’alimentazione al 100% vegetale, ricca di frutta e verdura, e che l’industria farmaceutica e della carne hanno tutto l’interesse a tenere in vita».

Se volete sapere di più sulla dieta di Eva e sulle attività della scrittrice, che tiene anche corsi di cucina vegana, date un’occhiata al suo sito: http://www.la-dieta-di-eva.com/



martedì 14 maggio 2013

Amore latitante... in piazza Deodara

Sabato 18 maggio sarà di nuovo a Rivoltella il programma radiofonico di Noi Musica “Torno subito!”: ospite la scrittrice veronese Fiorella Carcereri con il suo ultimo e appassionante romanzo, "Amore latitante" (Arpeggio Libero, aprile 2013)


Altro pomeriggio in piazza con Radio Noi Musica (www.noimusica.org), per un aperitivo culturale in centro a Rivoltella.
Dopo l'incontro con Eliana Bordogna il prossimo sabato 18 maggio, alle 17.30 a Desenzano del Garda, nell’accogliente salotto di piazza Deodara nel centro storico di Rivoltella l'autrice veronese Fiorella Carcereri presenta il suo ultimo romanzo "Amore latitante", edito da Arpeggio Libero. Interviste a cura di Francesca Gardenato, per il programma itinerante “Torno subito!” di Radio Noi Musica; regia di Giovanni Boscaini. In caso di pioggia l'evento si terrà presso il Bar Deodara, che si affaccia sull’omonima piazza. Ingresso libero.

Scrittrice e poetessa pluripremiata, autrice di numerose pubblicazioni, Fiorella Carcereri presenta per la prima volta nel Bresciano il suo romanzo d'amore e di formazione sentimentale, fresco di stampa. “Amore latitante” è una sorta di diario scritto per mano della protagonista, Valeria, desiderosa di tirare le fila della sua esistenza sentimentale. 
Invece di ripercorrere i ricordi a ritroso, dà vita a un flashback che riporta indietro di oltre quarant’anni, quando Valeria era in quinta elementare. Curiosità morbose e sogni di principi azzurri abitano la sua giovinezza. Ben presto si dovrà risvegliare: aprirà gli occhi sulla cruda realtà e l’insensibilità delle persone e degli uomini in particolare. Ma ogni uomo 'sbagliato' contribuirà alla crescita psicologica e affettiva della protagonista, tra delusioni, cadute e risalite...

Vi aspettiamo sabato in piazza Deodara per conoscere l'autrice!




sabato 11 maggio 2013

Torri del Benaco, anni '50

Oggi ci dedichiamo una pagina di 'nostalgie lacustri', con l'ultimo libro di Giorgio Vedovelli.

In molte fotografie degli anni ’50-’60 che documentano scampagnate, anniversari o convivi colpisce la presenza del vino nei fiaschi o nei bicchieri (i gòti). Quasi una costante. Con la dovuta distinzione fra vino bianco e vino rosso: d’altronde, “dalla scelta fra le due varietà si poteva conoscere anche la provenienza del bevitore! Se si andava a Garda e si ordinava un ‘rosso’ subito capivano che venivi da Torri, mentre i Gardesani solitamente preferivano il bianco… La bala era quasi assicurata, la domenica, ma pur sempre limitata a una alla settimana”. 

Quando il beone arrivava a casa, “la moglie per fargli passare la spiónsa, gli faceva tracannare una scodella colma di acqua e cenere”. Tutte le cene terminavano con un brindisi e il vino scorreva nelle case dei contadini, anche se nelle famiglie si consumava solitamente la versione più leggera, detta vì picol.



È una Torri del Benaco in bianco e nero, quella descritta dal professor Giorgio Vedovelli - pensionato ed esperto di storia e cultura gardesana - nel suo ultimo libro, fresco di stampa per i tipi di Cierre Grafica (Sommacampagna, Verona). 
“Torri negli anni ’50 con gli occhi dei bambini” è un lavoro che, dato alle stampe dopo un paio di anni di incubazione e appassionata ricerca, racconta quel periodo che fu per il borgo affacciato sulla riviera veronese del Garda “l’ultimo scampolo di Medioevo”. In quegli anni, la vita dei Torresani non era poi così diversa dai secoli prima. Ricorda l’autore: “c’erano ancora stalle in paese e la léssia, il bucato collettivo al lago, impegnava donne e bambini che si ritrovavano a riva”. Durante la bella stagione i bimbi venivano lavati all’aperto, nelle corti o anche in piazza. E i primi volti forestieri che nell’entroterra si perdevano via a raccogliere le more tra i rovi erano visti con occhi ben poco adoranti, battezzati dagli autoctoni magnamóre.
La piazza, la chiesa e la riva. I tre punti principali dove si consumava la vita di paese. Le famiglie numerose si aiutavano a vicenda, i bambini del vicinato crescevano insieme e ogni persona aveva il suo soprannome, che affiancava il nome di battesimo, o spesso lo sostituiva del tutto e andava a identificare l’intero casato. Agricoltura e pesca scandivano i ritmi della comunità. Poco dopo sarebbe esploso il turismo e le rive del Benaco sarebbero rifiorite con una nuova economia, che avrebbe dato uno scossone all’esistenza e alle abitudini degli abitanti di Torri. Fino ad allora, però, la vita era stata segnata “da una grande povertà, con stuoli di giovani che scappavano all’estero, soprattutto nelle miniere del Belgio e nelle promettenti fabbriche della Svizzera, per racimolare qualche soldo e con cui impostare la propria esistenza, formando una famiglia e avviando qualche piccola impresa una volta tornati a casa”.
Ma Torri, di fatto, era un paese accogliente, pur nella povertà e semplicità delle sue vie, era come “una grande famiglia”. Giorgio Vedovelli, allora bambino, ripercorre nel suo volume la vita di paese, le genuine relazioni umane e quelle sane abitudini di vicinato che facevano sentire tutti “a casa”. 
«Sono stati molti amici e coetanei – ci spiega – a indurmi a scrivere questo libro, con i nostri ricordi e le immagini dei tempi dell’infanzia e degli anni ’50, quelli che ancora hanno dei testimoni vivi che possono ricordare con nostalgia. Spesso si racconta del passato più lontano, dei secoli precedenti, ma il grande cambiamento a Torri è avvenuto poco più di sessant’anni fa».
In quegli anni, «si andava tutti d’accordo… certo, non mancava mai qualcuno che faceva il furbo… ma sostanzialmente c’era un grande spirito di solidarietà». Quando c’era bisogno, ci si aiutava di slancio, senza esitare.
È un libro sentito, non manca di evidenziare lo stesso autore, rivolto principalmente ai compaesani di Torri del Benaco, a quelli che ancora conservano ricordi di quegli anni ’50-‘60, ma anche ai loro figli che da questa lettura possono ricavare sensazioni e memorie per un maggiore senso di comunità, a quanti desiderano conoscere la Torri che fu. L’obiettivo, si legge nell’introduzione, è infatti quello “di far rivivere un mondo scomparso, almeno in parte, contribuendo a recuperare un po’ di senso di identità, un tempo a Torri particolarmente radicato”.
Tra le testimonianze raccolte c’è anche quella del poeta e romanziere inglese Stephen Spender (1909-1995) che fu a Torri nel settembre del 1951, ospite con la moglie e il figlio, all’albergo Gardesana, che negli anni offrì accoglienza a molti illustri personaggi in visita sul lago. Dalla finestra della sua camera, il poeta ebbe modo di osservare la vita di Torri che, seppur lentamente, stava cominciando ad abbandonare gli antichi e sapienti ritmi di un mondo peschereccio e rurale, per proiettarsi verso la nascente “industria del forestiere”. Ecco allora che l’osservatore attento lasciò scritto: 
La gente è molto povera e la stagione turistica, intensa soltanto per qualche settimana, non è di grande sollievo. Ma se essi sono poveri non hanno tuttavia la sensazione di essere trascurati. Ognuno ha la sua parte nel piccolo teatro del paese”. 
Torri “ha un cuore sano” e “ognuno recita nello stesso dramma e ognuno sa qual è la sua parte... Mi sembra il più perfetto paese del Garda: ciò anche perché è troppo piccolo per essere sommerso dal turismo. Invece di sopraffarlo, i turisti ne rimangono assorbiti”. 
E ancora: ogni cosa qui acquista il valore di uno spettacolo e ognuno è come Amleto, ‘l’osservatore di tutti gli osservatori’. Un ragazzino appollaiato sulla banchina prende un pesce. È soltanto una sardina, ma un fremito appena percettibile di reazione scorre in una ventina di persone non stanno osservando il ragazzo ma sono... spettatori di ciò che accade nel porto.

Immagini di Torri del Benaco (Verona)
raccolte e scansionate dallo scrittore Giorgio Vedovelli


mercoledì 1 maggio 2013

Due chiacchiere in piazza

Sabato 4 e 18 maggio facciamo “due chiacchiere in piazza” con due scrittrici emergenti!
Fa tappa a Rivoltella (Desenzano del Garda) il programma itinerante di Radio Noi Musica “Torno subito”. Ospiti le scrittrici Eliana Bordogna e Katiuscia Ciancio. Se siete curiosi, ci trovate in piazza Deodara sabato questo dalle 16.30 alle 18 circa.

La cultura scende in piazza per iniziativa di Radio Noi Musica (www.noimusica.org). A maggio, un doppio appuntamento al femminile con due giovani scrittrici emergenti: Eliana Bordogna e Katiuscia Ciancio.
Sabato 4 maggio e sabato 18 maggio, alle 16.30 a Desenzano del Garda, nell’accogliente piazza Deodara in centro a Rivoltella le autrici presenteranno i loro romanzi, entrambi pubblicati dalla casa editrice Arpeggio Libero: il 4 maggio conosceremo “Rosso Tulipano”, una storia commovente che Eliana Bordogna ha scritto ispirandosi a un fatto realmente accaduto negli anni ’90 con protagonisti e luoghi bresciani, mentre il 18 maggio toccherà al thriller psicologico di Katiuscia Ciancio “La marcia delle anime”.
Interviste a cura di Francesca Gardenato, per il programma itinerante “Torno subito!” di Radio Noi Musica, con la regia di Giovanni Boscaini.
In caso di pioggia gli eventi saranno ospitati dal Bar Deodara, che si affaccia sull’omonima piazza. Ingresso libero.

sabato 4 maggio @ ore 16.30
Eliana Bordogna presenta ROSSO TULIPANO (Arpeggio Libero)

Il mistero si ambienta a Brescia e sul lago d'Iseo e si ispira a un fatto di cronaca realmente accaduto. “Rosso Tulipano” parte dal 1993, quando in Bosnia, un gruppo di volontari è stato barbaramente trucidato sulla strada dei diamanti. La storia si concentra su uno dei sopravvissuti, sui difficili momenti durante e dopo l’attentato e soprattutto sull’inferno che gli è rimasto “dentro” per lunghi anni, fino allo sbocciare di un nuovo amore.


sabato 18 maggio @ ore 16.30
Katiuscia Ciancio presenta LA MARCIA DELLE ANIME (Arpeggio Libero)
La piccola Alice scomparve nel 1984 a soli 4 anni; il mostro lasciò la famiglia della piccola nello sconcerto e nell'impotenza, con un unico indizio, un indovinello. Un thriller psicologico d’effetto, intriso di tante emozioni, un romanzo in continuo movimento, denso di azione che mira a provocare emozioni contrastanti tra loro.


Organizzazione evento a cura di: 
Francesca Gardenato
francescagardenato[at]gmail.com

lunedì 29 aprile 2013

Questa idea mi piace! E soprattutto promuove le Associazioni

Questa idea mi piace proprio e non nego di averci pensato tante volte. Io mi sarei orientata su un blog, più interattivo, ma comunque la piattaforma-vetrina per associazioni e attività di volontariato è un progetto che sento di condividere e sostenere. Leggete un po' qui sotto.

La homepage invita ad associare gratis il proprio dominio per farsi conoscere. È nato un nuovo sito internet dedicato alle associazioni, per condividere in rete i valori del volontariato e allargare il giro di amici e sostenitori. I gruppi veronesi Avis, Aido e San Martino in Calle, di Lazise, vi hanno già aderito estendendo così la loro presenza sul web, attraverso la piattaforma lanciata nei giorni scorsi dall’agenzia veronese Devinterface.


Reteassociazioni.it è il nuovo portale che dà spazio alle associazioni italiane, favorendo l’incontro tra onlus culturali, sportive, di promozione sociale, d’arma, del tempo libero e altre, con sede in qualunque parte del Belpaese. 
Per dare maggiore visibilità ai gruppi che fanno volontariato, ha spiegato Claudio Marai di Devinterface, realizzatore di quel “punto di riferimento” che mancava al terzo settore ovvero «una piazza di incontro e scambio di pensieri, altruismo e operosità», utile per «diffondere e condividere idee, progetti e informazioni».
Sul sito i volontari delle onlus possono pubblicare articoli, iniziative e immagini della propria associazione, farsi conoscere e promuovere i propri punti di forza, gestire soci, bilanci e attivare anche una newsletter. Agli utenti sono richiesti pareri per migliorare, continuamente, la piattaforma.
Reteassociazioni.it è un esempio di tecnologia utile e al servizio della comunicazione sociale, che sta raccogliendo ogni giorno nuovi iscritti. (F.Gar.)


venerdì 26 aprile 2013

Workshop: "Scriviamo... come mangiamo"

Domani pomeriggio, se non piove, vi aspetto in castello a Desenzano del Garda (a pochi passi da piazza Garibaldi) per seguire il mio workshop sulla scrittura, un concentrato di spunti e piccoli consigli per rendere più appetitosi i propri testi.


"Scriviamo... come mangiamo"
castello di Desenzano del Garda, ore 16
sabato 27 aprile 2013 - ingresso libero


Vi aspetto domani, dalle 16 alle 17 circa, sotto il gazebo nel cortile del castello, durante la seconda edizione del Festival AgriCultura organizzato dal Comune di Desenzano su iniziativa del Comitato Donne in campo. Il workshop proposto è per gli adulti, ma durante l'attività è previsto anche un laboratorio musicale (gioco e musica con giusto) per i più piccoli, a cura di Teresa Polizzotto e Patrizia Casu del Progetto Noi Musica.

Mangiare bene significa prediligere cibi sani e naturali, poco elaborati, piatti genuini e leggeri della nostra tradizione, cucinati con materie prime a "km 0", magari pure bio. Perché non applicare queste buone pratiche alimentari anche alla nostra scrittura?
Scrivere con gusto e di gusto! Per noi stessi, ma anche per chi "ci leggerà".
Meglio optare per uno stile sobrio, senza appesantire i propri testi con vocaboli lunghi e complessi, periodi contorti e ricchi di subordinate, ripetizioni e abuso di punteggiatura.
Per soddisfare il lettore è molto meglio scrivere cose sensate, masticabili e digeribili.
Evitare di cominciare il lavoro, senza aver chiaro il contenuto (l'idea, l'obiettivo) in testa.
Una scrittura naturale e "senza grassi" privilegia frasi brevi, parole semplici e chiare, senza troppi che e locuzioni inutili. Un testo chiaro, corretto e snello arriva dritto al lettore e rimane più facilmente impresso. 
Mai sacrificare la verità per lo scoop. Esagerare ha un prezzo...
Lasciar decantare e servire solo dopo aver riletto e corretto. 
A domani e... Buon appetito!

Il seguito domani in castello, se non piove. In caso di pioggia l'organizzazione non ha purtroppo previsto uno spazio alternativo, coperto, per cui il workshop salterà in caso di maltempo.