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lunedì 15 dicembre 2014

Desenzano 2020, progetto di crescita per una città che guarda al futuro

Pronta e già distribuita. Nello scorso fine settimana è stata diffusa sul territorio comunale la pubblicazione natalizia dell’amministrazione civica “Desenzano 2020”, un titolo e un orizzonte temporale figlio di un progetto di rilancio e valorizzazione turistica della città di Desenzano del Garda. 
La rivista è stata pubblicata e curata graficamente da Publimax di Brescia, in formato 20,5 per 27,5 cm con 48 pagine a colori, stampata in 5mila copie e disponibile in comune e presso negozi, ristoranti, hotel e principali luoghi pubblici della città.

I contenuti sono a cura dell’Ufficio Stampa del Comune di Desenzano del Garda. Il pdf della pubblicazione è consultabile e scaricabile al seguente link:


“Desenzano 2020”: un titolo che si allaccia al Pgt e al “concorso di idee” lanciato dall’amministrazione comunale per raccogliere e condividere proposte sulla Desenzano futura, per confrontarle e valutarne la fattibilità cercando di coinvolgere in primis giovani architetti o ingegneri e progettare insieme la città del domani. Con questo numero unico l’amministrazione guidata da Rosa Leso coglie l’occasione per porgere gli auguri di buone feste ai cittadini e agli ospiti di Desenzano, facendo il punto sugli interventi già realizzati nei primi due anni e mezzo di attività e offrendo alla popolazione un panorama dettagliato dei progetti in cantiere per la seconda parte del mandato.
Un periodico di informazione per rendere partecipi i cittadini di servizi, attività culturali e turistiche, lavori pubblici e prossimi interventi, promuovendo le bellezze di Desenzano in vista del nuovo anno e dell’Expo. Ogni intervento è figlio di un progetto più ampio con cui questa amministrazione punta a far crescere l’immagine della città, nel pieno rispetto dell’ambiente e della sua naturale vocazione turistica.
«Con la pubblicazione “Desenzano 2020” – spiega il sindaco Rosa Leso – desidero rendere conto del percorso compiuto in questo periodo da me, dalla giunta e dalla maggioranza consiliare che ci sostiene, per la crescita e lo sviluppo della nostra città coniugando l’esiguità delle risorse economiche disponibili con le numerosissime e sempre più pressanti necessità del territorio. L’occuparci dell’oggi e delle sue continue emergenze sociali ed economiche, però, non deve farci trascurare i progetti futuri per la città all’interno di una visione complessiva di crescita e sviluppo che punta a far sì che Desenzano viva tutto l’anno attraverso la valorizzazione di tutte le sue eccellenze ambientali, storiche, culturali, imprenditoriali e associazionistiche, che sono il “nutrimento” della nostra comunità».

Per l’Ufficio Stampa del Comune di Desenzano d/G: 
Francesca Gardenato

mercoledì 26 febbraio 2014

L'unione fa la forza... anche in acqua!

Comunicato Stampa

La piscina riabilitativa del Centro Anffas apre agli esterni

Firmata la convenzione con l’associazione “Tuttinforma”: al via i corsi individuali e di gruppo “per chi ha a cuore il proprio benessere”

Due associazioni unite per il benessere della comunità. La prima,  Anffas Onlus, ha inaugurato lo scorso 13 ottobre nella sede di Rivoltella (Desenzano) la piscina riabilitativa per i disabili del centro. E grazie all’accordo con la seconda, il gruppo Tuttinforma Asd di Sirmione, l’impianto ha aperto i battenti anche agli utenti esterni. 
Sul nuovo cartellone delle attività “Tuttinforma”, presso la piscina riabilitativa di Rivoltella, si leggono un sacco di proposte, tanti corsi «per chi ha a cuore il proprio benessere»: acquaticità per i neonati, psicomotricità per bambini di 12-36 mesi, idrokinesiterapia individuale o di gruppo, neuropsicomotricità per l’età evolutiva (0-18 anni), ginnastica e acquaticità per le gestanti, water shiatsu (watsu) e un gruppo di idrokinesi per i parkinsoniani (di prossima formazione, al raggiungimento del numero).
Era stato anticipato all’inaugurazione dell’impianto, commenta il presidente dell’Anffas Gianfranco Bertolotti: «Sin dall’inizio abbiamo promesso di mettere questa struttura a servizio della comunità e non solo dei nostri utenti. Così manteniamo l’impegno preso; la nuova proposta è frutto di una sinergia che va a vantaggio dell’intera comunità».
È stata realizzata in stretta collaborazione con il Club Desenzano Lago dei Lyons la piscina riabilitativa coperta, con acqua calda e depurazione a ozono, che si è aggiunta ai due Centri diurni per disabili e al Centro socio-educativo. Dotato di ingresso autonomo, l’impianto di circa 160 metri quadrati, comprensivi di locale spogliatoio e servizi igienici con doccia.

Il servizio offerto da Tuttinforma garantisce qualità e professionalità: si avvale di fisioterapisti accreditati a lavorare in acqua, psicomotricisti e neuropsicomotricisti, un’ostetrica e professionisti a disposizione a seconda del tipo di corso.  
È inoltre previsto uno “spazio open” per chi vuole accedere alla piscina in piena autonomia: lunedì (ore 13-14), mercoledì (16-17) e sabato (9-10), su prenotazione, costo 8 euro. Info: tel. 380 7716654, tuttinformaasd(at)gmail.com

Ufficio Stampa: Francesca Gardenato

mercoledì 4 dicembre 2013

Pet Therapy al centro Alzheimer, un'esperienza emozionante

Oggi ho realizzato ancora una volta quanto affetto e quanta gioia un animale può dare all'uomo. Seguendo un'ora di Pet Therapy alla casa di riposo (Rsa di Desenzano del Garda) con Michela Minuti e l'educatrice Emanuela Pellegrino ho sperimentato di persona l'effetto benefico e le emozioni uniche che il cane (Paco in questo caso, un labrador di quattro anni) è in grado di trasmettere agli anziani e soprattutto ai malati di Alzheimer. Un'esperienza unica, coinvolgente, molto toccante: ve lo racconto di seguito :-) e perdonate la lunghezza del testo, che taglierò per la stampa ma qui no.


Sta per entrare Paco. Atteso più di una star.
Giulia non sta nella pelle appena lo vede. Si porta le mani al viso e la voce le si fa stridula, “el cagnì, oh mama el cagnì” (il cane, o mamma il cane). Giuseppe è più serio, non si fa corrompere facilmente dalla sua massa di pelo. Mariella lo ispeziona, e le scappa un sorriso. Reazioni diverse, tutte riunite in un accogliente salottino, alla casa di riposo di Desenzano (Fondazione Sant’Angela Merici), dove sta per iniziare una seduta di “Pet Therapy”.
Come ogni mercoledì da un mese e mezzo, il divo del momento è Paco, un Labrador affettuoso quanto “professionale”, impegnato nel suo ruolo di “pet” insieme alla padrona, la terapista Michela Minuti, specializzata in attività assistite dall’animale. 
«Ho due cani e un coniglio, abilitati per svolgere questo tipo di attività», racconta l’operatrice. Il termine inglese indica la terapia diffusa dagli anni ’60 negli Stati Uniti, e poi in vari Paesi europei e da un po’ di anni anche in Italia, che coinvolge attivamente gli animali in qualità di “assistenti emozionali”.
Il cane, si sa, è da sempre il migliore amico dell’uomo, fedele compagno di vita e apprezzato per la sua capacità d’interazione con l’uomo, è disponibile, affettuoso e riconoscente. Paco, quattro anni di Labrador, non sbaglia un colpo: prima le coccole di saluto, qualche moina (e lui lo sa: mai rinunciare a una carezza!), la spazzolata e, alla fine, il meritato premio. Si sdraia ai piedi di Luigi, come se sapesse. «Avevo un cane da caccia, era femmina, si chiamava Diana, proprio come la dea della caccia». Ogni reazione, anche la più piccola, non è scontata. Piccole conquiste, e la memoria per una volta non tradisce. Giulia esulta dalla sua sedia a rotelle, non smette un secondo di osservare stupita le mosse dell’amico a quattro zampe. Nei commenti sfoga tutto il suo entusiasmo: «Ma come è bello, quanto pelo e come è morbido e giocherellone, ora si siede… adesso sbadiglia!». Chi lo direbbe che è una di quelle pazienti schive, chiuse in se stesse a causa della malattia, restie a reagire a qualsiasi attività: musicoterapia o narrazione, nulla riesce a conquistarla più di Paco. Eppure, ci dice l’educatrice Emanuela Pellegrino che ogni giorno segue i pazienti del nucleo Rosa con la collega Paola Simoncelli, «sembra un miracolo, ma con il cane Giulia si trasforma, diventa più solare, ride e parla con tutti».

Dalle carezze si passa alla spazzolata e al gioco. Ogni incontro ha un suo programma, semplice ed efficace. Paco ‘lavora’ per un’ora circa.  In cambio della sua compagnia, gli sono concessi sei biscottini a forma di osso, che a turno sono distribuiti dalle mani dei pazienti. Comincia Mariella, poi tocca a Margherita e a Geremia: si fanno avanti per offrirgli la merenda, per conquistare l’attenzione di Paco. Per lui, un goloso premio in cambio della gioia portata in reparto ogni mercoledì dalle 15.30 alle 16.30. I pazienti si sporgono dalle sedie, allungano la mano, qualcuno scherza fingendo di dargli il biscotto, pur di accarezzarlo una volta in più.
Solo Giuseppe sta sulle sue, non sembra interessato all’attività. Finché Paco non gli si siede ai piedi e lo conquista. Allora “Beppe” ispeziona le sue orecchie, le sente calde, le sposta e poi le rimette a loro posto. Mosse strane. Forse. Ma se ci si pensa «ogni reazione di avvicinamento o confidenza – commenta la terapista Michela Minuti – fa sentire il paziente stimolato, innesca un senso di accadimento spontaneo, lo invoglia a essere parte del gruppo».
Sono venti i pazienti del reparto Alzehimer di Desenzano, «ma solo dieci – aggiunge l’educatrice – sono stati selezionati per questa attività, che va fatta in piccoli gruppi». Nella saletta del nucleo Rosa, dedicato alle persone che soffrono di Alzheimer, nella Residenza sanitaria assistenziale di Desenzano, un velo di serenità illumina i volti. Spariscono il delirio, l’ansia, la paura, il vuoto. C’è Paco a fare le feste, a calamitare l’attenzione, a scodinzolare da un ginocchio all’altro e a strappare sorrisi e complimenti. Ogni cane, coinvolto nella Pet Therapy, è certificato e riconosciuto idoneo per tale attività. Più di altri animali, il cane reagisce riesce a stimolare i pazienti per circa un’ora. Alla Rsa di Desenzano, l’attività al nucleo Rosa vede in azione Paco, mentre il suo “socio” Blues, un Golden Retriever sempre di Michela, è il “pet-terapista” dell’ora precedente con gli ospiti che giornalmente frequentano il Centro Diurno Alzheimer.
In molte occasioni si è sentito parlare di questa terapia, usata con i bambini, i disabili, gli anziani, ma seguire in diretta una seduta di Pet Therapy fa cogliere gli effetti reali, positivi e sinceramente toccanti che un animale può innescare in una persona, in particolare se soffre di Alzheimer. Una malattia degenerativa che s’insinua nella memoria a tradimento, ne cancella i ricordi, confonde i riferimenti spazio-temporali, fino a non far riconoscere più neppure i familiari. 
Ma la Pet Therapy può riaccendere flash sul passato. «Io andavo pazza per i cani da piccola» accenna Giulia, che riprende possesso di un frammento del suo trascorso e inizia a pure cantare. Paco si porta col muso in avanti, è pronto a distribuire “baci” se serve, quasi a voler rassicurare i nuovi amici. Le reazioni variano a seconda dei pazienti, certo. «Con la Pet Therapy, attraverso il cane, si riesce a interagire più facilmente con gli assistiti; il lavoro a contatto con l’animale stimola la parte emotiva e invoglia a prendersi cura di lui. Oltre a questo, gli studiosi hanno accertato nel tempo anche altri benefici psico-fisici nella persona come, per esempio, la diminuzione della pressione arteriosa con il rallentamento del battito cardiaco», aggiunge Michela. Nei corsi di Pet Therapy c’è chi si fa accompagnare anche da gatti, o conigli, cavalli o asini a seconda degli spazi disponibili, persino pappagalli o delfini.

Come accade con i malati di Alzheimer, ci sono persone che hanno chiuso, a causa della malattia, i canali di comunicazione e che non reagiscono a stimoli e attività, eppure durante la Pet Therapy si rianimano e interagiscono spontaneamente. Prendersi cura di un animale dà tranquillità, può aiutare a calmare l’ansia, lo stress e anche a lenire la depressione. 
E lo sperimentiamo in questo reparto della casa di riposo di Desenzano, per i dieci pazienti scelti per continuare l'attività assistita dall’animale. Per loro, sorrisi e momenti di tenerezza, fra una carezza e un biscottino. Infine, una foto con Paco e, prima dei saluti, il momento della pallina: una gara a chi lancia più lontano, mentre Paco fedele corre a riprendere il suo ‘trofeo’. 
La pallina rossa passa di mano in mano, gli ospiti lanciano e Paco afferra e torna fiero. «Sarà premiato con una corsetta all’aperto e la ciotola piena, a fine serata, prima della nanna». Manuela conosce bene i gusti del suo collaboratore. 
L'ora finisce. Giulia lo saluta dalla sua “carrozza” e allunga la mano per rubargli un’ultima carezza. «Ciao Paco, torna presto a trovarci».

Un ringraziamento particolare alle educatrici della Cooperativa Altana, al direttore amministrativo dott. Corrado Cattaneo e alla presidente della Fondazione S.Angela Merici Onlus Emilia Bresciani Carretta.

Francesca Gardenato per Verona Fedele