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domenica 20 marzo 2016

Sirmione premia le voci bianche di Isabella e Juliano in una serata di festa

A trionfare ieri sul palco del 6° Concorso Voci Bianchi Noi Musica 2016 a Sirmione, in una serata di musica “in famiglia” per la Festa del papà, sono stati una mantovana e un bresciano: Isabella Olivato di Levata di Curtatone (Mn) per la categoria “bambini” e Juliano Robattini di Desenzano per la sezione “ragazzi”.
La manifestazione, proposta dal Centro di pastorale giovanile del lago bresciano e dal Progetto Noi Musica con il patrocinio del Comune di Sirmione e la preziosa collaborazione della Parrocchia di Colombare, ha visto esibirsi una trentina di voci bianche dai 5 ai 12 anni, divise in due categorie (bambini 5-9 anni e ragazzi 10-12 anni) con le canzoni dello Zecchino d’oro e, per i più grandi, un repertorio musicale pop, italiano e internazionale.
Isabella Olivato, vincitrice "bambini"
Serata di musica e allegria all’Oratorio "Eden" di Colombare, tra l’intrattenimento magi-comico del Mago Alesgar di Eventi Wawawiwowa e gli applausi entusiasti del pubblico. 
La giuria di Noi Musica, composta da esperti di musica, ha svolto il duro lavoro di valutazione per l’assegnazione dei premi ai concorrenti in gara, con un ottimo livello generale dei partecipanti, fermo restando che l’importante è divertirsi e condividere la gioia di cantare e “nutrirsi” di musica insieme.
Juliano Robattini, primo classificato "ragazzi"
I vincitori del 6° Concorso per Voci Bianche Noi Musica 2016 sono: per la categoria bambini”, dietro alla mantovana Isabella Olivato (9 anni), secondo posto per Alyssa Signoroni (8 anni, di Adro) e terzo piazzamento per Ginevra Cantori (7 anni, di Coccaglio). Nella sezione “ragazzi”, invece, sul gradino più alto del podio è salito il desenzanese Juliano Robattini (12 anni), secondo premio per Massimo Cantori (12 anni, di Coccaglio) e terzo per Emma Gabusi, altra dodicenne di Desenzano. Un premio speciale, inoltre, è stato assegnato dalla giuria al gruppo composto da Anita Coccia, Francesco Salaorni, Miriam e Pietro Abeni, che apriranno la serata di “Noi Talent” il prossimo sabato 9 aprile a Lonato con la cover dello Zecchino d’oro “La banda che sbanda”.
Tutti i partecipanti al 6° Concorso Voci Bianche Noi Musica 2016
Continuano fino al 4 aprile le iscrizioni al secondo “talent show” del lago di Garda, “Noi Talent”, che si terrà sabato 9 aprile presso il lonatese Teatro Italia. Le  categorie di gara quest’anno sono due: “canto” (brani inediti e cover) e “intrattenimento & altri talenti” (ballerini, comici, imitatori, artisti di strada, attori…). Info e regolamento: www.noimusica.org.
Fino al 19 aprile proseguono anche le iscrizioni al 5° Concorso nazionale di moda musicale “Vesti la Musica… in abito da sera”, per appassionati di moda, sarti, stilisti emergenti provenienti da tutta Italia, che potranno accedere all’elegante sfilata finale a Desenzano, sabato 18 giugno. Il tema 2016 per le creazioni in tessuto e le canzoni abbinate, scelte dagli stilisti, è il circo… “L’Atelier du Cirque”. Info: www.vestilamusica.blogspot.com – www.noimusica.org

I piccoli vincitori del concorso a Sirmione

Le immagini sono scattate da Alessia Tonizzo – Il Matrimonio Trendy di Lonato del Garda









lunedì 2 novembre 2015

Mattoncini Lego, una passione ad ogni età

Con un pochino di ritardo, pubblico questo post sul successo della manifestazione a tema “Lego”, che ha chiamato oltre 12mila visitatori tra le mura del castello di Desenzano.


Migliaia di colorati mattoncini per tornare tutti felicemente bambini. Un gioco senza tempo, capace di riunire centinaia di famiglie e strappare sorrisi a generazioni diverse, nello scorso fine settimana (24-25 ottobre) a Desenzano. 
Sulle rive del lago di Garda bresciano, circa 12mila persone (se non di più!) hanno risposto all’invito di “Mattoncini in castello”, manifestazione a ingresso gratuito e dedicata alle costruzioni più famose al mondo, ideate da tale Ole Kirk Christiansen, un falegname danese avvezzo a costruire case e arredi. 
Chi l’avrebbe mai detto che i suoi mattoncini sarebbero diventati col tempo tanto popolari? Il nome è frutto dell’unione di due termini danesi, “leg godt”, che in italiano significa “gioca bene”. E c’è davvero da pensare che tanti architetti e ingegneri dei tempi moderni abbiano mosso i primi passi sui classici tappeti verdi, basamenti di creazioni fantasiose e stimolanti.

Risalgono al 1934 le prime costruzioni in plastica, ma la maggiore espansione del gioco si è avuta nel secondo dopoguerra. 
Il successo dell’azienda familiare è scattato dagli anni ’60/’70,  fino a consolidarsi negli anni Duemila, tanto che sono sorti veri e propri parchi tematici (il primo a Billund in Danimarca, cittadina d’origine del fondatore). Alcuni artisti hanno addirittura usato i mattoncini per le proprie creazioni, producendo statue, mosaici e macchine complesse. Dei pezzi sono esposti persino alla collezione permanente del Museum of Modern Art di New York. 
Un mondo di eventi e collezionismo si è scatenato intorno: si sono aperti “lego store” ossia negozi dedicati, composte colonne sonore, prodotti videogiochi e persino due film ispirati ai giochi del marchio danese, ancora oggi richiestissimo dai più piccoli. Tanto che, mentre a Desenzano migliaia di fan delle Lego attendevano in coda di vedere i mattoncini in bella mostra, la regina dei giochi ha dichiarato che per un errore di calcolo della produzione non riuscirà a soddisfare tutte le richieste di regali di Natale.
I pezzi di plastica, prodotti con dimensioni di tolleranza infinitesimale e fatti per essere incastrati al millimetro, assemblati si trasformano in creazioni straordinarie, in grado di vincere persino la sfida dei più moderni videogiochi. 
Nella “cittadella Lego” allestita nel castello di Desenzano si è confermato il fascino di questo gioco letteralmente costruttivo. Bambini entusiasti, «mai viste tante costruzioni tutte insieme!», e genitori soddisfatti per il valore dell’iniziativa.
Numerosi collezionisti ed espositori di varie parti d’Italia si sono dati appuntamento nelle sale del castello per esibire le loro rarità. Infatti, l’evento organizzato dal Comune di Desenzano, in collaborazione con l’Associazione Desenzano Sviluppo Turistico e Cremona Bricks (ideatori della due-giorni), ha presentato al pubblico plastici di piccole e grandi dimensioni, un banco di scambio e vendita di pezzi e uno spazio gioco – allestito in una tensostruttura a forma di cupola nel cortile del castello – in cui i bambini hanno potuto sbizzarrirsi nel costruire navicelle spaziali, missili e altre mirabolanti creazioni e partecipare con le loro opere a un concorso ideato da Cremona Bricks.
Migliaia i mattoncini assemblati nei diorami in mostra, ispirati ai più diversi temi: i vascelli dei pirati, un grande stadio rock, le piramidi egiziane, Star Wars, città e trenini vintage con pezzi originali anni ’60 e ’70 e, fulcro dell’evento, un megadiorama di 2,2 x 6,6 metri medievale, ambientato in una rocca del XIII secolo con tanto di torri, mura merlate e draghi. Decine di migliaia gli oggetti da collezione tra omini, macchinine, animali, astronavi, imbarcazioni, vegetazione e accessori vari, qualche rarità e le novità dell’ultimo momento. Una vera goduria per gli appassionati!
«Ci ho sempre giocato e non ho mai smesso – racconta Ugo Carminati, avvocato di professione e fondatore dell’associazione Cremona Bricks –. Quando ho iniziato a lavorare e a poter investire nella mia collezione Lego, ho iniziato ad arricchirla seriamente. Superata la fase in cui le costruzioni erano un passatempo, mi sono dedicato a promuovere gli eventi, condividendo la mia passione con amici e soci. E questo è il risultato!».
Grande soddisfazione da parte del Comune, espressa dall’assessore alla Cultura Antonella Soccini: «Successo inaspettato. Ringraziamo l’Associazione Desenzano Sviluppo Turistico, gli albergatori e Cremona Bricks per l’ottima collaborazione. Ci fa piacere che molti cittadini abbiano potuto riscoprire un castello accogliente e “a misura di famiglia” e che questa manifestazione abbia contribuito a valorizzare la nostra città».
Chissà, magari si può cominciare a vedere nei fatti un inizio di quella tanto agognata “destagionalizzazione”, che si traduce in più gente a Desenzano, non solo durante l'estate.

[Qui, alcune immagini del mio reportage fotografico per l'Ufficio Comunicazione del Comune di Desenzano del Garda]

lunedì 15 dicembre 2014

Desenzano 2020, progetto di crescita per una città che guarda al futuro

Pronta e già distribuita. Nello scorso fine settimana è stata diffusa sul territorio comunale la pubblicazione natalizia dell’amministrazione civica “Desenzano 2020”, un titolo e un orizzonte temporale figlio di un progetto di rilancio e valorizzazione turistica della città di Desenzano del Garda. 
La rivista è stata pubblicata e curata graficamente da Publimax di Brescia, in formato 20,5 per 27,5 cm con 48 pagine a colori, stampata in 5mila copie e disponibile in comune e presso negozi, ristoranti, hotel e principali luoghi pubblici della città.

I contenuti sono a cura dell’Ufficio Stampa del Comune di Desenzano del Garda. Il pdf della pubblicazione è consultabile e scaricabile al seguente link:


“Desenzano 2020”: un titolo che si allaccia al Pgt e al “concorso di idee” lanciato dall’amministrazione comunale per raccogliere e condividere proposte sulla Desenzano futura, per confrontarle e valutarne la fattibilità cercando di coinvolgere in primis giovani architetti o ingegneri e progettare insieme la città del domani. Con questo numero unico l’amministrazione guidata da Rosa Leso coglie l’occasione per porgere gli auguri di buone feste ai cittadini e agli ospiti di Desenzano, facendo il punto sugli interventi già realizzati nei primi due anni e mezzo di attività e offrendo alla popolazione un panorama dettagliato dei progetti in cantiere per la seconda parte del mandato.
Un periodico di informazione per rendere partecipi i cittadini di servizi, attività culturali e turistiche, lavori pubblici e prossimi interventi, promuovendo le bellezze di Desenzano in vista del nuovo anno e dell’Expo. Ogni intervento è figlio di un progetto più ampio con cui questa amministrazione punta a far crescere l’immagine della città, nel pieno rispetto dell’ambiente e della sua naturale vocazione turistica.
«Con la pubblicazione “Desenzano 2020” – spiega il sindaco Rosa Leso – desidero rendere conto del percorso compiuto in questo periodo da me, dalla giunta e dalla maggioranza consiliare che ci sostiene, per la crescita e lo sviluppo della nostra città coniugando l’esiguità delle risorse economiche disponibili con le numerosissime e sempre più pressanti necessità del territorio. L’occuparci dell’oggi e delle sue continue emergenze sociali ed economiche, però, non deve farci trascurare i progetti futuri per la città all’interno di una visione complessiva di crescita e sviluppo che punta a far sì che Desenzano viva tutto l’anno attraverso la valorizzazione di tutte le sue eccellenze ambientali, storiche, culturali, imprenditoriali e associazionistiche, che sono il “nutrimento” della nostra comunità».

Per l’Ufficio Stampa del Comune di Desenzano d/G: 
Francesca Gardenato

mercoledì 2 ottobre 2013

AnyLab, tanti laboratori per ogni età!

Ci prepariamo alla nuova avventura con i laboratori creativi... AnyLab!

Nuove attività creative sono in partenza da metà ottobre, negli spazi dell'oratorio in piazza Garibaldi (Capolaterra) a Desenzano del Garda.

Nel teatro della Parrocchia di San Giuseppe lavoratore sarà presentato sabato 12 ottobre alle 16.30 il calendario dei laboratori “AnyLab” che abbiamo allestito con il Progetto Noi Musica. Un incentivo alla creatività, allo stare insieme e un’occasione per tornare a godere degli spazi oratoriali dedicati ai giovani e non solo.
Le attività artistiche e musicali partiranno da metà ottobre, grazie all’iniziativa di Noi Musica – progetto fondato dal compianto don Luca Nicocelli – e al Circolo Noi JLB Giovani lago bresciano, in collaborazione con la Parrocchia di San Giuseppe lavoratore.
Ci saranno corsi e laboratori per ogni età, a scelta fra: canto moderno con Teresa Polizzotto e Nico Fortarezza (per bambini, ragazzi e adulti), gioco-teatro per bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni, laboratori ludo-creativi Giochiamo con l'arte curato dall’educatrice Patrizia Casu (per bimbi dai 5 ai 10 anni), laboratorio creativo per ragazzi speciali SpecialArt con la psicologa Laura Bertagna (dai 5 anni in su), attività di musica e fiabe per i più piccini (dai 18 ai 36 mesi, con l'accompagnamento di un genitore), un corso di danzaterapia con Maria Grazia Guglielmucci e un laboratorio di scrittura creativa per canzoni, racconti o testi destinati al web con me e Nico (entrambi per giovani e adulti). 
Maggiori informazioni si possono trovare sul sito www.noimusica.org oppure scrivendo a info(at)noimusica.org
La prima lezione sarà gratuita, per consentire a tutti “un assaggio” delle varie attività prima di iscriversi.
“AnyLab” spera di poter accogliere prossimamente anche altre proposte, intanto vi dà appuntamento per la presentazione negli spazi dell’oratorio di Capolaterra, in piazza Garibaldi a Desenzano, sabato pomeriggio 12 ottobre. Faremo poi merenda insieme.

domenica 28 aprile 2013

Intervista. La collezione di attimi del mimo più famoso d'Italia... Pass Pass!

Niente parrucca, solo il naso rosso e un trucco essenziale sul volto. Dialoga con la sua scimmietta e mantiene gli oggetti in equilibrio, con l’intento di strappare un sorriso a grandi e piccini. Il suo lavoro è far diventare possibile ciò che all’apparenza sembra impossibile. 
Cerca lo sguardo degli spettatori, forse per sentirsi meno solo. Girovaga con la sua espressione trasognata Pass Pass, il mimo elegante e malinconico alla ricerca del minimo necessario per continuare la sua “collezione di attimi” e trasformare le tristezze in piccole gioie.

«Faccio tesoro degli attimi che raccolgo, per darli ad altri». Jeanpierre Bianco, francese di nascita ma di sangue italiano – come il cognome rivela – è noto al pubblico col nome di Pass Pass. Non è un personaggio eccentrico e appariscente, è semplicemente lui. Ogni esibizione è diversa dalla precedente, i numeri variano come il pubblico, sono frutto di anni di intenso lavoro. 
La sua arte è la “pantomima” e Jeanpierre, clown di professione, fantasista, acrobata, equilibrista e giocoliere, sin da giovinetto sognava di regalare sorrisi alla gente. Ritaglia istanti di spensieratezza con la sua pantomima, affidata a gesti delicati, all’espressione dolce del volto, ai movimenti garbati del corpo e anche alla scelta accurata della musica d’accompagnamento.
Da tre anni Pass Pass lavora al parco divertimenti di Gardaland, ma è diventato famoso in tutta Italia da quando milioni di concittadini lo hanno visto in tv, nella finale dell’ultima edizione del programma di Canale 5 “Italia’s got talent”. È stato a un soffio dal vincere il talent-show condotto da Belen Rodriguez e che ha visto impegnati in giuria Gerry Scotti, Maria De Filippi e Rudy Zerbi. Finita la parentesi televisiva, il clown ha ripreso con entusiasmo il suo lavoro a Gardaland, dov’è al centro di uno spettacolo tutto suo, a tutto tondo, clownerie per adulti e bambini: il “Fantasy Show” che racchiude l’essenza della sua arte. All’apparenza un po’ retro, garbate e riflessive, le sue performance piacciono al pubblico che in tv lo ha seguito e sostenuto.
"Italia's got talent 2013"
È nato a Parigi ma il nome Pass Pass, spiega il mimo italo-francese, «è nato nel lontano nel 1996, da una delegazione di Clown Senza Frontiere a Sarajevo. 
Una notte, arrivati alla linea di confine, il nostro furgone fu bloccato da una guardia che parlava solo francese. Dialogai con lui e a un tratto lui prese a gridare in francese “passe, passe, passe” per far varcare la frontiera al nostro furgone carico di clown. Dopo poco, tutti presero a ripetere allegramente il tormentone “passe passe passe”. E così nacque l’ispirazione». Sorride al ricordo e rivela: «Mi piace molto il nome Pass Pass perché dà l’idea del passaggio, del girovagare, di quel nomadismo che è tipico delle famiglie circensi…»
Ha iniziato giovanissimo Jeanpierre a fare spettacolo: «La mia infanzia non è stata facile e ho fatto tesoro del mio vissuto, ho cercato sempre di catturare il sorriso, le emozioni e la poetica. Avevo 17 anni – prosegue – quando decisi di fare l’Accademia Fratellini di Parigi, la più prestigiosa scuola circense in Europa. Lì, mi sono diplomato e ho trovato tanti compagni di avventura; poi ho continuato a fare il clown e mi auguro di poter continuare a fare sorridere la gente per sempre. Ho fatto molte esperienze e nel mondo artistico ho conosciuto anche la mia compagna».
La sua vera esperienza come clown prese il via anni fa, quando fu scelto dall’Associazione italiana “Soccorso Clown”, attiva negli ospedali. Il naso rosso arrivò poi, nato a Firenze, se l’è portato in giro fino a Mantova, quindi nel Veronese. Tre anni fa, riprende il mimo, «sono approdato a Gardaland e poi ho voluto provare “Italia’s got talent” perché tra i tanti talent-show mi sembrava fosse più vicino al mio percorso e mi permetteva di esprimere il mio talento, ciò che faccio con gioia e sento mi appartiene». È stato il primo talent show a cui abbia partecipato, «un’esperienza – dice – che consiglio a chi ha un talento da esprimere».
Il momento meno bello, dice scherzando, «è stata la vittoria del cantante Daniel Adomako, che comunque stimo e continuo a sentire anche a trasmissione terminata. Mi ha fatto, però, molto piacere raccogliere una percentuale così alta di voti, soprattutto da parte di tanti italiani. C’era molta gente ad applaudire in teatro, poi c’erano i tre giudici. È stato davvero emozionante: che sia il pubblico o una commissione di giudici a guardarmi, non nego che la carica c’è e io non ero più abituato ad avere dei giudici davanti». La sensazione è stata quella «di tornare ai tempi della scuola!»
I numeri portati in tv sono quelli inventati da lui, frutto di una fantasia sorprendente. Pass Pass si definisce «un artigiano dei suoi spettacoli». Inventa, prova e riprova, finché il risultato ottimale non prende forma. «Il mio maestro della scuola di mimo a Parigi – rammenta – mi diceva sempre che per essere un bravo attore bisogna essere un bravo artigiano. Tutti i miei numeri nascono da me, a volte a più mani con altri artisti che incontro, a volte dall’allenamento solitario; poi io ci lavoro e loro subiscono varie modifiche nel tempo, fino al momento clou, quando arriva l’esordio davanti al pubblico».
Rimane la curiosità della compagna di vita di Pass Pass, anche lei artista. «Con mia moglie ci siamo conosciuti a un festival di artisti di strada» ed è nato l’amore. «Lei è burattinaia, è anche molto critica nei miei confronti, mi guarda, mi aiuta e consiglia. Ma anche la mia piccola Chiara osserva e giudica… ah, è terribile!» Se buon sangue non mente, forse un’altra artista sta crescendo...
Poche parole, come si confà a un mimo. Lo spettacolo sta per ricominciare.  
La nostra intervista si conclude con la frase che è ormai l'essenza dell'arte di Pass Pass: "Un sorriso che si cela dietro la malinconia è il modo più intelligente di prendere le avversità della vita alle spalle, e costringerle in un angolo".
Ultima concessione prima di tornare al lavoro e al pubblico di Gardaland. Si prepara per il mimo un'estate ricca d'ingaggi... tra piazze e appuntamenti televisivi.

Francesca Gardenato
Un grazie particolare a mio fratello Alessandro, collega di Pass Pass.




domenica 10 febbraio 2013

Sette voci rosa in trionfo

Serata molto partecipata e dedicata ai più piccoli: si è svolto ieri, sabato 9 febbraio, il 3° Concorso canoro Voci bianche Noi Musica 2013, nel teatro parrocchiale di San Martino d/B (Desenzano, Bs)


Sette “voci rosa” sul podio di San Martino della Battaglia per la terza edizione del Concorso canoro voci bianche Noi Musica 2013. Vincono Alice Gobbi di Gargnano (categoria “bambini”) e Sofia Anessi di Brescia (“ragazzi”). La serata musicale dedicata ai più piccoli si è svolta ieri – sabato 9 febbraio 2013 – nel teatro parrocchiale di San Martino della Battaglia (Desenzano).
Purtroppo i malanni di stagione hanno causato qualche assenza e da 25 iscritti la squadra dei concorrenti si è ridotta a venti. Sul palco anche la giovanissima lonatese Alessia Panza, in qualità di madrina della serata, candidata allo show televisivo “Io canto” e vincitrice della sezione “ragazzi” nella passata edizione del concorso Noi Musica, insieme al piccolo Dario Maggi di Borgosatollo, premiato tra i “bambini” con meno di 11 anni.
La serata voci bianche di Noi Musica, presentata da Francesca Gardenato, si è aperta con l’intervento del consigliere comunale Catuscia Giovannone, in rappresentanza dell’amministrazione desenzanese che ha patrocinato e contribuito al concorso. Lo staff di Noi Musica ringrazia anche i Comuni di Lonato del Garda e Padenghe per l’aiuto, Sirmione e Pozzolengo per il patrocinio, la Parrocchia di San Martino d/B e don Claudio Donati per l’ospitalità, la Bcc del Garda e il Lions Club Garda Valtenesi per il sostegno.
Il pubblico ha potuto assistere a una serata emozionante, come piaceva a don Luca Nicocelli, compianto parroco di Centenaro nonché fondatore del progetto Noi Musica, ricordato durante la manifestazione.
A decretare i vittoriosi cinque esperti di canto e musica. Che hanno premiato tre voci per ogni categoria, per un podio che si è rivelato completamente “rosa”, dividendo il montepremi di oltre 500 euro, tra buoni spesa e targhe.
Nella sezione “bambini” dai 5 ai 10 anni, trionfano le voci bianche del Garda, ovvero i piccoli allievi gargnanesi della maestra Margherita Avanzini: prima classificata la dolcissima Alice Gobbi (7 anni) con la canzone “Il casalingo”, subito seguita da Anna Pasini (10 anni) con “Silenzio” e al terzo posto Ilaria Gelmini (9 anni), tutte provenienti da Gargnano e in gara con le simpatiche canzoni dello Zecchino d’oro.
Per la categoria “ragazzi” (11-13 anni), invece, il primo premio va a Sofia Anessi, 12 anni di Brescia; dietro di lei, al secondo posto, Matilde Scarsini, tredicenne di Castelnuovo del Garda e Martina Luise, dodicenne di Castelmella (Bs).
Molti i ragazzi in gara provenienti anche da altre province, persino Biella, Bergamo, Padova e Firenze. Ed è proprio la voce fiorentina di Chiara Boldrini (11 anni, di Scandicci) ad aver conquistato il pubblico: a lei è andato il “Premio Fan Club” aggiudicato dalla platea con i più scroscianti applausi.
Infine, lo speciale “Premio dell’Amicizia”, assegnato dal presidente Alessandro Gatti del Lions Club Garda Valtenesi, è stato assegnato a cinque ragazze: Matilde Scarsini, Alice Gobbi, Martina Luise, Sofia Anessi, Ania Maggi e Margherita Doria, che parteciperanno come ospiti speciali, insieme alle loro famiglie, al pranzo comunitario dei Lions presso l’Oratorio di Moniga la prossima domenica 10 marzo.
Si ringraziano in modo particolare tutti i componenti della giuria che si sono resi disponibili gratuitamente per ascoltare e selezionare i venti concorrenti: i maestri Alberto Cavoli, Silvia Avigo e Serafino Curotti, l’insegnante di canto Teresa Polizzotto e lo speaker radiofonico Alessandro Gardenato, nonché il gruppo si soci Lions gardesani guidati dal dottor Alessandro Gatti, Candido Pisetta, Loredana Tellini, Marinella Guindani, Titti Riolfo e l’assessore alla Cultura del Comune di Padenghe Luisella Girardi.

Alessia Panza
Noi Musica dà appuntamento a tutti in primavera. Il prossimo evento sarà il 5° Concorso canoro per giovani voci dai 14 ai 28 anni, sabato 6 e 13 aprile 2013. La prima serata nel teatro parrocchiale di Rivoltella e la finale al Teatro Italia di Lonato (iscrizioni entro il 27 marzo, info e regolamento su www.noimusica.org). È in cantiere anche una ‘maratona’ musicale a fine marzo per ricordare con tanti giovani il “parroco rock”, scomparso il 26 marzo scorso.
Inoltre, continuano fino al 30 marzo le iscrizioni al 2° Concorso di moda musicale, unico in Italia, “Vesti la Musica… in abito da sera”, la cui sfilata finale si svolgerà a Desenzano del Garda (in piazza Deodara a Rivoltella) sabato 15 giugno, a inizio estate. In una serata di moda ispirata al romantico mondo del Musical, in collaborazione con il gruppo rivoltellese dei Cuori Ben Nati, saranno incoronati l’abito e lo stilista vincitore.

Per vedere tutte le foto del concorso clicca qui


Fotografie di Sandro Begali

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Ufficio stampa e organizzazione eventi “Noi Musica”
Francesca Gardenato | francescagardenato[at]gmail.com


lunedì 27 agosto 2012

Foto ricordo: una giornata per Carla


Sabato 25 agosto 2012: prima Festa per bambini e famiglie con l’Associazione Amici di Carla, Noi Musica, il Classic Rock Beach Cafè e un bel gruppo di amici e volontari. È stata un’altra splendida giornata di sole, di solidarietà, di gioia e tanta musica al porto di Rivoltella, la “nostra spiaggia”, la più bella del Garda!

Quanti bambini sono passati dai laboratori di Patrizia e quanti hanno fatto a gara per partecipare al gioco delle sedie “nel regno delle principesse e dei ranocchi”! 
Poi il magico tramonto con le giovani voci che si sono esibite sul palco vista lago, prima di cena, fino alla serata dj con gli amici di Radio Noi Musica.
Giornata movimentata, coloratissima e vivace, piena di emozioni come di palloncini: ecco alcune immagini… di questa prima festa per Carla e i suoi piccoli Amici.




Fotografie di Sandro Begali
Grazie allo sponsor SCRIPTA di San Martino d/B per i premi.
E pensare che proprio ieri, 26 agosto, erano cinque mesi dalla scomparsa di don Luca Nicocelli, amico e fondatore del progetto Noi Musica... ma sabato, alla festa per la piccola Carla, lui era con noi, in mezzo a noi, con il suo sorriso e la sua voglia contagiosa di fare musica e di unire la gente in amicizia, soprattutto i più giovani. Grazie don, ogni evento Noi Musica ha inciso il tuo nome. Questa festa ti sarebbe certamente piaciuta!


giovedì 23 agosto 2012

Nel regno delle principesse e dei ranocchi

L’estate non è ancora terminata!
Sabato vi proponiamo una giornata in spiaggia
“nel regno delle principesse… e dei ranocchi” per aiutare Carla e i suoi amici.

Sarà un evento di amicizia e solidarietà, all’insegna del gioco e delle favole, come chiusura dell’agosto gardesano: al porto di Rivoltella (su via Agello a Desenzano d/G) questo sabato 25 agosto dalle 16.30 si terrà la prima Festa per bambini e famiglie, promossa dall’Associazione Amici di Carla, il progetto Noi Musica di don Luca Nicocelli e i ragazzi del Classic Rock Beach Cafè, con il patrocinio del Comune di Desenzano. L’ingresso è libero, come sempre. Vi aspettiamo numerosissimi... ditelo ai vostri amici!
Il programma prevede laboratori e giochi “da favola” per i bimbi dalle 16.30 alle 18.30, con il supporto di due giovani educatrici. Poi un concerto-aperitivo che avrà per protagonisti le voci bianche del progetto Noi Musica (fondato dal compianto don Luca Nicocelli) e dalle 19.30 cena di solidarietà con gli Amici di Carla: panini, salamine, patatine e bibite. E per finire, animazione dj dalle 21 alle 23 con Radio Noi Musica. Info: www.noimusica.org

L’Associazione Amici di Carla di Desenzano è nata per aiutare la piccola a crescere, ma raccoglie fondi da destinare anche ad altri bambini con la stessa patologia dell’intestino corto e sostenere altre famiglie che vivono le stesse difficoltà.

Chi è la piccola Carla?

Carla è una bambina nata prematuramente all’Ospedale Civile di Brescia, assieme alla sua gemellina Chiara, il 5 giugno 2007. Mentre la sorellina pesava 1,8 kg, Chiara era soltanto 1,270 kg. Subito dopo il parto, entrambe le neonate sono state trasferite in Patologia neonatale per le prime cure. Dopo tre settimane, per colpa di una grave infezione intestinale, Carla è stata molto male; per salvarle la vita i medici hanno dovuto intervenire d’urgenza e asportarle gran parte dell'intestino.
Così la bimba ha trascorso i primi otto mesi della sua vita in un lettino d’ospedale, alimentata tramite la sacca parenterale attaccata per 24 ore al giorno.
Da allora, Carla è molto fragile e deve mangiare attraverso un cateterino inserito in una vena. Anche attualmente rimane attaccata a una macchina dodici ore al giorno. Una macchina che le ha permesso di crescere e di essere vicino alla sua famiglia.
Carla comunque fa progressi e adesso va all’asilo, se pur poche ore al giorno, ma la sua delicata condizione richiede medicine, cure e assistenza continua. La famiglia ha quindi bisogno di un sostegno economico.
La speranza per il futuro è che la piccola si possa liberare dalla parenterale, così da potersi muovere in libertà come fanno le sue due sorelline. E per eliminare l’alimentazione parenterale bisognerà ricorrere a un intervento chirurgico di allungamento dell’intestino o, come ultima possibilità, a un trapianto, forse in Italia o forse all’estero.


Ufficio stampa e organizzazione evento: Francesca Gardenato e Patrizia Casu | tel. 338 1702911