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sabato 9 gennaio 2016

Benessere invernale. Contro inquinamento e raffreddori, c'è la vitamina C

Nell’ultima settimana, fortunatamente, l’allarme “PM10” nell’aria pare essere rientrato (oggi piove, per cui rischio scongiurato!). Le fonti principali delle polveri inquinanti sospese nell’aria sono il trasporto su gomma, il riscaldamento e la fonte industriale, per cui durante l’inverno l’esposizione e i rischi aumentano. E la loro elevata concentrazione sopra i livelli di tolleranza per la salute umana ha costretto, sia prima che durante le feste natalizie, all’adozione di varie misure per ridurre l’inquinamento nei centri abitati, soprattutto nelle grandi metropoli.
Anche se l’allarme pare momentaneamente rientrato grazie alle precipitazioni d’inizio anno, in attesa di nuove piogge abbiamo chiesto a un esperto se esiste qualche escamotage naturale per proteggere i nostri bronchi e polmoni, soprattutto in questa stagione in cui siamo maggiormente predisposti al rischio di influenze e malattie dell’apparato respiratorio.
È ovvio che per difendere la nostra salute è meglio evitare di esporci a situazioni e in luoghi in cui si concentrano questi “picchi” di inquinamento, ma qualche rimedio, gentilmente offerto dalla natura, sembra poterci aiutare. Dato che gran parte del danno causato dagli inquinanti è dovuto all’aumento dello stress ossidativo, può essere utile migliorare le nostre difese antiossidanti consumando più frutta e verdura fresca, in particolare privilegiando quegli alimenti contenenti vitamina C, ma anche A ed E.
Il consiglio del naturopata Vladimiro Colombi si orienta infatti verso una sostanza naturale in grado di rimuovere e disintossicare le tossine dal fegato e di proteggere i bronchi e i polmoni. Si tratta della vitamina C o acido ascorbico, una vitamina solubile in acqua e che, come spiega l’esperto, «ha un’azione straordinariamente efficace nel prevenire le infezioni respiratorie virali, ridurre in modo significativo la produzione di muco nei bronchi, in più con un’azione di sostegno per le ghiandole surrenali in tutte le forme di stanchezza e astenia legati a periodi di forte stress».
L’acido ascorbico si trova concentrato in molti vegetali come ribes, prezzemolo, peperoni rossi e verdi, broccoli, cavolini di Bruxelles, kiwi, arance, limone, mango e cavolfiori. Lo si può integrare anche in capsule, volendo.
«Non ha particolari effetti collaterali – precisa Vladimiro Colombi – e non è in grado di produrre intossicazione nel corpo umano, perché il suo eccesso viene facilmente smaltito nelle urine. La vitamina C si è dimostrata utilissima nel ridurre l’incidenza di infarto miocardico, di tumori allo stomaco ed è importantissima per prevenire la cataratta. Altra azione preziosa della vitamina C è quella di disattivare delle pericolosissime sostanze note come “nitrosammine”, sostanze altamente cancerogene che sono scientificamente provate essere coinvolte nel cancro dello stomaco e che si formano durante la cottura di carni».
L’acido ascorbico, inoltre, conclude il naturopata, «è importantissimo per l’equilibrio ormonale: svolge un ruolo attivo nella produzione di ormoni, nella produzione di neurotrasmettitori ed è fondamentale per mantenere sana e giovane la pelle, in quanto ha un ruolo essenziale nella produzione di collagene (noto per prevenire la formazione di rughe nella pelle). Inoltre la vitamina C è in grado di proteggere i nostri tendini e le nostre ossa, e favorire l’eliminazione dei grassi e l’assimilazione del ferro nell’organismo».
Insomma, per i prossimi mesi, non facciamoci mancare in tavola gli alimenti ricchi di vitamina C. Per esempio una spremuta d’arancia per colazione, dei ribes o un kiwi a merenda, e magari del prezzemolo nell’insalata. Questi prodotti non solo ci aiuteranno a sopravvivere meglio all’inquinamento, ma ci permetteranno anche di affrontare meglio gli ultimi mesi di freddo preservandoci dai malanni di stagione, per arrivare in forze alla primavera.
Per saperne di più potete leggere anche l’ultimo articolo del naturopata Vladimiro Colombi  e consultare il suo sito http://www.vladimirocolombi.it/



lunedì 23 novembre 2015

Giorgio Calabrese, nutrizionista: "A tavola, più moderazione e meno allarmismo"

Moderazione, meno allarmismo e più consapevolezza. Questa in sintesi la ricetta del medico nutrizionista GiorgioCalabrese, docente di Scienza dell’alimentazione all’Università di Torino e alla Federico II di Napoli e presidente del Consiglio superiore della Sicurezza alimentare per il Ministero della Salute. 
Ospite a Desenzano, per un incontro organizzato dall’Azienda ospedaliera della città sul tema “Il cibo è salute”, l’esperto, presenza fissa in varie trasmissioni televisive, ha definito la recente notizia sulla carne rossa «puro allarmismo». 
Calabrese è intervenuto sulle rive del Garda a pochi giorni dall’annuncio diffuso dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulla carne rossa lavorata, classificata come “probabile cancerogeno per i tumori dell’intestino colon-retto, pancreas e prostata… Ma la “fragilità” di questo studio, ha detto lo specialista, «è che si tratta di un lavoro svolto in base a dati epidemiologici, non una ricerca su persone sane e altre malate. E, soprattutto, si basa su dati di persone che vivono nel mondo anglosassone, dove si consumano molte carni rosse e dove sono in aumento i tumori al colon». 
Il dottor Calabrese conferma la bontà di «uno stile alimentare ispirato alla dieta mediterranea, in cui non vi è una presenza massiccia di carne, ma predominano verdure, legumi, frutta, insieme a pesce, carne, uova, formaggi, nella giusta alternanza».



Dottor Calabrese, visto che è Desenzano per parlare di “quando il cibo è salute”, partiamo da questa domanda: quando ciò che mangiamo ci fa stare veramente bene?
«Nella misura in cui diventa l’elemento portante della condizione dietetica, che porta alla salute nutrizionale dell’uomo. Esistono infatti una salute fisica, una psichica e una nutrizionale. Quest’ultima riguarda il cibo e il nostro apparato digerente. Per cui il cibo deve essere consumato in maniera equilibrata, tenendo presente che l’eccesso è dannoso, di qualunque alimento si tratti».
Quindi il segreto è la moderazione…
Giorgio Calabrese
«Avere un equilibrio dei nutrienti è fondamentale, perché se non c’è equilibrio, la prevalenza di un nutriente contro un altro genera rapporti biochimici che conosciamo poco e che possono causare uno stato di malattia. Per esempio: oggi sappiamo che mangiare più prodotti con mercurio, alluminio, rame può creare problemi al cervello e patologie come l’Alzheimer».
C’è un nesso tra cibo e infiammazioni?
«Sì. Per esempio la presenza eccessiva di grassi saturi o di proteine animali legate ai grassi saturi scatenano delle sostanze che si chiamano leucotrieni e trombossani: agenti che stimolano l’organismo a produrre prostaglandine, che possono generare infiammazioni e, di conseguenza, altre patologie, anche tumori».
Gli zuccheri, o meglio i dolci, molto consumati dai bambini… anche quelli possono causare infiammazioni?
«Premetto che faccio parte del nucleo di scienziati che ha portato il consumo giornaliero di zuccheri dal 24% al 10% e la mia proposta è di ridurlo ancora. Ma mentre si parla di diminuire gli zuccheri, nessuno cita i grassi. Quando pensiamo che un bambino mangia troppi zuccheri, in verità mangia troppi dolci. Consuma dei prodotti che contengono zuccheri e soprattutto grassi. Ecco, noi dobbiamo limitare specialmente il consumo di grassi saturi, che ci fanno male».
Veniamo all’attualità della “carne rossa”, notizia lanciata come una bomba dall’Oms e poi ritrattata. L’Agenzia ha classificato nel “Gruppo 1” (cancerogeni certi) la carne lavorata, insaccati, wurstel, salsicce e nel “Gruppo 2” (alimenti rischiosi) le carni rosse, ossia manzo, vitello, maiale, agnello, montone, cavallo e capra. Qual è la verità?
«Per parlarne devo svelare il backstage della vicenda. In questo caso, hanno parlato due persone dell’Oms, che hanno fatto delle classificazioni basate su evidenze limitate, in termini di epidemiologia, facendo presupporre un legame tra insorgenza di cancro al colon e consumo di carni rosse. Non sono lavori fatti sui pazienti, ma sintesi di tanti lavori scientifici. In particolare lo studio della carne è stato diffuso perché l’Oms è in crisi economica e le donazioni iniziano a scarseggiare; il che potrebbe portare a una riduzione del carrozzone dell’Oms, quindi lanciare una bomba ogni tanto serve a dimostrare quanto sia fondamentale la loro presenza. Con il ministro della salute Beatrice Lorenzin ho chiesto di vedere il lavoro sulle carni rosse; ci è stato risposto che ce lo daranno a fine 2016, quando lo studio sarà pubblicato. L’indomani è stata lanciata la stessa “bomba” con il caffè. Direi che questa non è scienza e neppure giornalismo: è allarmismo puro».
Quindi meglio essere prudenti e prendere certe notizie con le pinze…
«È importante mettere delle regole. Lo hanno detto gli stessi Veronesi e Berrani, che non mangiano carne e sono vegani: la verità è consumare moderatamente carne. Io consiglio il buon senso: lunedì carne rossa, martedì carne bianca, mercoledì il pesce, giovedì uova, venerdì formaggio, sabato insaccati, se si vuole… Ma la carne rossa non più di due volte a settimana e una volta per i bambini».
Com’è meglio cuocerla?
«L’importante è che la carne non sia fritta o alla brace. Bisogna sempre evitare di cuocerla a elevate temperature perché l’ossidazione è pericolosa. Quando la carne cotta alla griglia diventa nera, i nitrati naturalmente presenti generano reazioni biochimiche e agenti detti cancerogeni. Lo stesso vale per verdure, pane, pizza… Cucinare tutti gli alimenti a 50-60 gradi al massimo».
Qualche indicazione sul consumo di grassi, che contrariamente a quanto si pensa non sono tutti nemici del nostro benessere?
«La nostra dieta quotidiana dovrebbe contenere pochi grassi saturi, ma più grassi monoinsaturi (olio extravergine, come quello del Garda) e più polinsaturi (pesce, carni bianche, frutta secca, oli di un solo seme consumati crudi), nel giusto equilibrio. Se noi eliminassimo del tutto il colesterolo, per esempio, rischieremmo di vedere insorgere altre malattie. È sempre un discorso di moderazione e armonia nel consumo. Così possiamo evitare tante patologie».
Quali oli usare per la cottura?
«Olio extravergine di oliva cotto e olio di un solo seme crudo. Gli altri oli hanno un punto di fumo più basso e sono pericolosi, se cotti».
E sui nuovi cibi del futuro, come alghe e insetti, cosa dice?
«In questo momento si sta parlando dell’accordo tra Europa e America per scambiarsi qualunque cosa. Il che, in pratica, significa aprire il mercato a un mondo orientale che ha bisogno di quello occidentale… Io dico sì ad alghe e insetti, ma solo in caso di carestia!».

Francesca Gardenato

(Pubblicato sul settimanale "Verona Fedele" 
del 22 novembre 2015)

mercoledì 7 ottobre 2015

Expo Milano 2015. Diario di un giro del mondo in due giorni!

Missione Expo Milano 2015 compiuta. Un’interessante, avvincente e affollata immersione nelle culture, tradizioni alimentari e politiche agricole di tanti Paesi, un giro del mondo in soli due giorni e 110 ettari, che non mi ha risparmiato code e mal di schiena. Ma ne è valsa la pena!
Ne è valsa la pena perché l’orgoglio di essere italiana passa anche da questa Expo, premiata dall’affluenza di questi ultimi mesi. Perché ci sono Paesi di cui sapevo poco o nulla, e che mi hanno sorpresa e affascinata. Partirei domani per visitarli davvero!

Ne è valsa la pena per la quantità di stimoli che si raccolgono, anche solo passeggiando lungo il decumano.



Per esempio, lo sapevate che la mela più grande al mondo cresce in Kazakhstan? E che il maggiore esportatore di mele in Europa è la Polonia? E che un terzo delle foreste mondiali sono in Thailandia?
Ci tornerei, per terminare il giro in quegli Stati in cui avrei fatto prima a prendere l’aereo e partire piuttosto che mettermi in coda. Ci tornerei per saperne di più, assaggiare e vedere di più, per fare meno attesa e vivere l’Expo con occhi più esperti e meno fretta. Peccato aver aspettato l’ultimo mese. Mea culpa. 
Al di là delle tante polemiche, credo che i due giorni di “experience” nel cuore internazionale di Milano siano valsi la mia vacanza di settembre saltata e la stanchezza di oggi. Ho firmato la Carta di Milano al Padiglione Italia (mi scuseranno i connazionali se ho preferito però il "parco agroalimentare sostenibile" della Germania) con la fiducia che questa eredità culturale, da qui in avanti, sia un impegno mio e anche “virale” per estendere il diritto al cibo, la lotta agli sprechi, la sicurezza di ciò che mangiamo, le buone pratiche di rispetto ambientale e puntare su un'agricoltura che produca per tutti senza impoverire o distruggere. 
A Expo si incontrano e respirano saperi, tecnologia, tradizioni, creatività, futuro, eccellenze italiane e internazionali e, inevitabilmente, uno scontro di ricchezze e povertà. Riuscire a riequilibrare le differenze e sommare, anzi intrecciare, il buono che c’è in ogni Paese per una rete mondiale meno sbilanciata e più sostenibile dovrebbe essere una responsabilità condivisa, non più un sogno. Ripartiamo dal successo di Expo 2015 per un futuro non procrastinabile, un futuro concreto e veramente uguale per tutti.
Ultima riflessione internazionale. Forse non tutti i Paesi hanno recepito in pieno il tema e l’invito di Expo, “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”. Qualcuno si è fermato all’aspetto più consumistico e di marketing, ma sta comunque al visitatore critico cogliere gli spunti giusti e portare a casa solo ciò che è veramente utile. Senza sprecare nulla.


domenica 7 giugno 2015

Fulvio Giuliani di RTL per "dare radio" alla voce di venti futuri speaker

Un gran bel finale per "dai radio alla tua voce"!

Chiusura in grande stile grazie all’ospite, atteso e molto speciale, che ha concluso con una testimonianza brillante, appassionata e contagiosa la prima edizione del corso per aspiranti speaker #dairadioallatuavoce organizzato da Radio Noi Musica per i ragazzi di GLabradio dell’Università statale di Brescia. Una ventina i partecipanti che hanno seguito, in un concentrato di otto incontri, il laboratorio sull’uso della voce al microfono, il giornalismo e l’infotainment radiofonico e una serie di esercitazioni per allenare e mettere alla prova il proprio “talento” di speaker.
Il giornalista nazionale, conduttore e caporedattore di RTL 102.5 Fulvio Giuliani ha incontrato i giovani nella sede universitaria di Brescia, condividendo con loro due ore di esperienze, racconti tra sport, attualità, politica, giornalismo e qualche consiglio pratico per chi sogna il mondo radiofonico. "Anche la webradio è un ottimo modo per partire e farsi le ossa", ha confermato il conduttore.
Fine corso #dairadioallatuavoce, il 3 giugno 2015 con Fulvio Giuliani di RTL

Quali doti dovrebbe avere un giovane che vuole “fare radio” oggi?
“Curiosità, creatività, voglia di mettersi in gioco e di imparare, perché come in altre professioni è necessario continuare a studiare e accumulare esperienza”, ecco qualche dritta di Fulvio Giuliani per i ragazzi di ‪#‎dairadioallatuavoce.
Personalmente, sono soddisfatta di aver organizzato questo corso con NoiMusica.org e la speciale collaborazione di Glabradio.org, grazie all’aiuto del direttore artistico di Radio Noi Musica Alessandro Gardenato e alla competenza e professionalità dei docenti Laura Gambarin e Filippo Marino.
Con la speranza di poter tornare tra i banchi dell’Università degli Studi di Brescia il prossimo anno, archivio con gioia un altro bel progetto! Grazie ai ragazzi che hanno accolto l’invito del nostro breve corso: “Le nostre vite sono determinate dalle opportunità, anche da quelle che ci lasciamo sfuggire”. “Non è mai troppo tardi… per essere quello che vuoi essere!” (Benjamin Button)
Il nostro selfie sulle pagine del Giornale di Brescia

Per chi ci volesse venire a trovare, in casa “Noi Musica” torniamo “live” con il nostro ormai tradizionale corso per speaker a Lonato del Garda negli studi di via Caduti del lavoro, da inizio ottobre 2015: quarta edizione di “Noi Speaker”. 

Info prossimamente su: www.noimusica.org


sabato 11 aprile 2015

Desenzano AgriCultura Festival: "Coltiviamo l’agricoltura per raccogliere il futuro"

Biodiversità, sostenibilità e fertilità. Nell’anno internazionale dei suoli, proclamato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e di Expo Milano 2015, il Comitato AgriCultura Festival e il Comune di Desenzano del Garda organizzano la quarta edizione di “Desenzano AgriCultura Festival”, con approfondimenti legati all’agricoltura e alla viticultura biologica e al rispetto della terra per il futuro del pianeta.
Nelle tre giornate del Festival, dal 17 al 19 aprile 2015, diversi appuntamenti culturali ed enogastronomici promuoveranno il territorio gardesano con i suoi produttori agricoli e consorzi vinicoli, per incentivare le buone pratiche in agricoltura e incoraggiare un’educazione alla sostenibilità.
“A tavola! La cultura ci alimenta” è il titolo del primo incontro che anticiperà il festival alle ore 17 e, di nuovo, alle 20.45 presso la biblioteca, in compagnia di Eros Miari giovedì 16 aprile. Si parte dal cibo per parlare del corpo e della relazione con se stessi.
Il Festival prenderà ufficialmente il via venerdì 17 aprile con lo scambio-mercato dei semi e dei germogli, che si terrà in piazza Malvezzi a partire dalle 15. La sera ci sarà poi l'evento gastronomico, la golosa “Disfida della polpetta”, quest’anno in versione bio: un aperitivo itinerante che si snoderà in due percorsi per le vie di Desenzano, dalle 19 alle 23 (costo 8 euro) con l’assaggio di polpette di carne, pesce e verdure e l’accostamento di vini locali, come Lugana, Valtènesi Rosso e Chiaretto.
La giornata di sabato 18 aprile sarà invece suddivisa in due convegni: la mattina, a Palazzo Todeschini, interventi sul tema “Coltiviamo salute” moderati dalla giornalista Maria Paola Pasini, tra esperti di alimentazione, agronomia, salute e benessere psicofisico. Nel pomeriggio in castello, dalle 15, testimonianze di viticoltori che hanno scelto il biologico, tra cui Arturo Ziliani (Guido Berlucchi & Co.), Fratelli Pasini e Sante Bonomo (Civielle), con l’intervento di Silvano Delai dell’Associazione Lombarda degli Agricoltori Biologici “La buona Terra”, guidati dal presidente di “Ecor NaturaSì” Fabio Brescacin.
Domenica 19 aprile dalle 15 presso l’agriturismo Montecorno Belvedere focus sulle api attraverso il documentario “La zappa sui piedi” e laboratori con degustazione di miele guidati dall’apicoltore Lodovico Valente. Il mercato biologico, a cura dell’associazione “La buona terra”, sarà un appuntamento fisso in piazza Malvezzi sabato dalle 15 e domenica dalle 10 alle 19.
Oasi San Francesco di Desenzano (Rivoltella)
Tanti anche gli eventi collaterali che animeranno le tre giornate della manifestazione: appuntamenti in libreria Podavini con autori, tree-climbing (scenografica potatura in arrampicata) sul lungolago, lo spettacolo musicale “Una calda atmosfera” di e con Vittorio Marletto e la Rumorosa Orchestra all’Auditorium Celesti, la passeggiata domenicale all’Oasi San Francesco (ritrovo alle 9.30 in piazza Malvezzi e ritorno in autobus per le 12.15) e mostre fotografiche e dei lavori delle scuole locali sui temi del festival.
In particolare, presso la Galleria civica “G.Bosio” sarà allestita la mostra “Il grande lago e le piccole acque”, visitabile dall’11 aprile al 3 maggio, in collaborazione con l’associazione Airone Rosso; sono esposte le fotografie di Bernadette Gerard e Giorgio Attilio Mutti e le tavole botaniche di Renata Barilli. L’inaugurazione sarà oggi pomeriggio, 11 aprile, alle ore 17.30. Un’ampia sezione della mostra è dedicata all’Oasi San Francesco di Desenzano del Garda, "monumento naturale" e luogo privilegiato di incontri con gli abitanti del canneto e prezioso esempio di ambiente ripario non urbanizzato.


«Ripartire dalla terra e dalla sua cura è un’assoluta priorità, come il ristabilire la consapevolezza nell’utilizzo delle risorse del pianeta, attraverso azioni di formazione e informazione che partono dalla scuola dell’infanzia sino a interessare l’intera società. Per questo il programma del festival prevede iniziative per le scuole e anche per il pubblico adulto, si spazia infatti dai laboratori sull’alimentazione ai convegni sul biologico. Ringraziamo questa amministrazione per aver accolto e proseguito la manifestazione rendendola una “lente” di ciò che viene fatto sul territorio comunale e delle buone pratiche sostenute negli altri 362 giorni dell’anno», afferma Marialuisa Monesi, presidente del comitato organizzatore.

Conferenza stampa di presentazione del festival e mostra
«Le varie iniziative per adulti e ragazzi – spiega l’assessore alla Cultura Antonella Soccini – si distribuiranno per la nostra città tra Palazzo Todeschini, Castello, Villa Brunati e centro storico, grazie alla collaborazione con il Comitato AgriCultura Festival. Tre giorni di incontri, laboratori, mostre, mercati, esperienze e racconti che offriranno a cittadini e ospiti l’opportunità di riflettere su alcuni temi molto attuali, legati in primis all’alimentazione e ai nostri stili di vita. Sempre sull’alimentazione il 23 maggio, a Desenzano, inaugureremo nel Museo Rambotti un’importante mostra correlata a Expo 2015».

«L’agricoltura – riflette infine il sindaco di Desenzano Rosa Leso – è forse il modo più semplice e concreto che abbiamo per conservare e tramandare la vita, per tutelare il territorio e trasmettere una cultura, che non solo sapori ed enogastronomia, ma è impregnata di saperi, arti e virtù. A tutti i cittadini e ospiti di questo festival auguro, a nome dell’amministrazione comunale, tre giornate di esperienze intense e “fruttuose”».

Per maggiori informazioni e per rimanere aggiornati sul festival: 
Twitter: @agricultura_15

Ufficio Stampa: Francesca Gardenato


lunedì 15 dicembre 2014

Desenzano 2020, progetto di crescita per una città che guarda al futuro

Pronta e già distribuita. Nello scorso fine settimana è stata diffusa sul territorio comunale la pubblicazione natalizia dell’amministrazione civica “Desenzano 2020”, un titolo e un orizzonte temporale figlio di un progetto di rilancio e valorizzazione turistica della città di Desenzano del Garda. 
La rivista è stata pubblicata e curata graficamente da Publimax di Brescia, in formato 20,5 per 27,5 cm con 48 pagine a colori, stampata in 5mila copie e disponibile in comune e presso negozi, ristoranti, hotel e principali luoghi pubblici della città.

I contenuti sono a cura dell’Ufficio Stampa del Comune di Desenzano del Garda. Il pdf della pubblicazione è consultabile e scaricabile al seguente link:


“Desenzano 2020”: un titolo che si allaccia al Pgt e al “concorso di idee” lanciato dall’amministrazione comunale per raccogliere e condividere proposte sulla Desenzano futura, per confrontarle e valutarne la fattibilità cercando di coinvolgere in primis giovani architetti o ingegneri e progettare insieme la città del domani. Con questo numero unico l’amministrazione guidata da Rosa Leso coglie l’occasione per porgere gli auguri di buone feste ai cittadini e agli ospiti di Desenzano, facendo il punto sugli interventi già realizzati nei primi due anni e mezzo di attività e offrendo alla popolazione un panorama dettagliato dei progetti in cantiere per la seconda parte del mandato.
Un periodico di informazione per rendere partecipi i cittadini di servizi, attività culturali e turistiche, lavori pubblici e prossimi interventi, promuovendo le bellezze di Desenzano in vista del nuovo anno e dell’Expo. Ogni intervento è figlio di un progetto più ampio con cui questa amministrazione punta a far crescere l’immagine della città, nel pieno rispetto dell’ambiente e della sua naturale vocazione turistica.
«Con la pubblicazione “Desenzano 2020” – spiega il sindaco Rosa Leso – desidero rendere conto del percorso compiuto in questo periodo da me, dalla giunta e dalla maggioranza consiliare che ci sostiene, per la crescita e lo sviluppo della nostra città coniugando l’esiguità delle risorse economiche disponibili con le numerosissime e sempre più pressanti necessità del territorio. L’occuparci dell’oggi e delle sue continue emergenze sociali ed economiche, però, non deve farci trascurare i progetti futuri per la città all’interno di una visione complessiva di crescita e sviluppo che punta a far sì che Desenzano viva tutto l’anno attraverso la valorizzazione di tutte le sue eccellenze ambientali, storiche, culturali, imprenditoriali e associazionistiche, che sono il “nutrimento” della nostra comunità».

Per l’Ufficio Stampa del Comune di Desenzano d/G: 
Francesca Gardenato

domenica 19 ottobre 2014

Comunicazione molto social

Dopo una settimana di full immersion dedicata al Social Media Marketing e alla Comunicazione politica non posso che ringraziare tutti i “prof” del Master in Social Media & Digital Marketing di Padova e l’organizzazione di Eurogiovani.it per l’esperienza fantastica, faticosa ma entusiasmante. 
Tante domande hanno trovato risposta. Cinque giornate piene con professionisti del settore di tutta Italia, che hanno portato in aula un bagaglio di conoscenze interessantissime, casi e spunti utilissimi su cui impostare un nuovo e più ampio lavoro. 
Mi sento letteralmente ricaricata e ancora più felice di rendere la mia scrittura più social e di continuare l’impegno di addetto stampa e di comunicatore attingendo dai brillanti consigli di esperti come:
Gianpaolo Lorusso (www.gplorusso.com)
Dino Amenduni (www.proformaweb.it)
Francesco Porzio (www.magillaguerrilla.it)
Rino Scoppio (www.rinoscoppio.com)

Ora non resta che mettersi al lavoro, specialmente in vista delle prossime elezioni amministrative 2015, partendo da Lonato del Garda. C’è molto materiale su cui lavorare e ci sono nuove porte da aprire: #allavoro #sipartesubito

A proposito di comunicazione politica e social media e di buone idee da sviluppare attraverso canali come Facebook, Twitter e Youtube, ecco un video... anzi due esemplari!

Bravo comunicatore o sindaco ideale?           
      VIDEO 1       e      VIDEO 2

Una buona agenzia di marketing e comunicazione politica deve spingere il candidato nella campagna elettorale e accompagnarlo anche dopo. Nel caso specifico dei video, certo, il candidato era già stimato e con esperienza. Una buona campagna di comunicazione deve sostenere il candidato per portargli voti, spingerlo e renderlo popolare, ma seguirlo anche dopo perché mantenga credibilità e popolarità in funzione delle elezioni successive.



giovedì 25 settembre 2014

Desenzano vanta tre nuovi cittadini onorari

Comunicato stampa

Con votazione unanime, nella seduta di ieri (mercoledì 24 settembre), il consiglio comunale di Desenzano del Garda ha conferito la cittadinanza onoraria a tre personalità di fama internazionale: l’imprenditore Ernesto Colnago, l’arpista Anna Loro e il clarinettista Alessandro Carbonare. Con interventi molto positivi anche le minoranze hanno sostenuto la proposta dell’amministrazione come atto di riconoscimento e segno di ringraziamento per l’impegno di questi tre professionisti: «Sono motivo di orgoglio per la nostra comunità – ha detto il sindaco Rosa Leso –, tre eccellenze che attraverso l’imprenditoria, la musica e la cultura hanno portato e portano “Desenzano nel mondo”. Questi cittadini onorari danno un valore aggiunto alla nostra città. Lavorano in ambiti diversi, ma un filo rosso unisce il loro operare: tenacia, impegno, grande capacità, intelligenza e amore per l’Italia e i suoi cittadini».
Da sinistra: Alessandro Carbonare, Anna Loro, il sindaco Rosa Leso,
il presidente del Consiglio comunale Andrea Palmerini e il cav. Ernesto Colnago
Anna Loro e Alessandro Carbonare, ha ricordato il presidente del consiglio comunale Andrea Palmerini, «hanno origini e stringenti legami familiari nella nostra città, nella quale si sono più volte esibiti, e sono apprezzati per le loro doti umane e musicali. Ernesto Colnago da trent’anni frequenta Desenzano e, con la sua vita e il suo lavoro, ha trovato il tempo e il modo di dare valore alla nostra comunità. Musica e cultura, lavoro e sacrificio sono valori che queste persone hanno dispensato a piene mani e per i quali siamo orgogliosi e li ringraziamo».
Emozionati i tre cittadini onorari hanno preso la parola dopo la proclamazione ufficiale.
«Sono nativo di Cambiago – ha detto Ernesto Colnago – ma non si sceglie il luogo in cui si nasce. Mentre, io circa trent’anni fa ho scelto per affetto di vivere a Desenzano. Oggi Desenzano ha scelto me, con affetto e stima. Grazie di cuore».
Anna Loro ha ringraziato la famiglia, che «è stata la spinta importante per il mio futuro».
Alessandro Carbonare ha invece ricordato: «Se è vero che sono nato a Desenzano, musicalmente sono nato nella Banda cittadina, che deve essere motivo di orgoglio per tutti i desenzanesi».

Chi sono e cosa fanno 
Ernesto Colnago, Anna Loro e Alessandro Carbonare

Ernesto Colnago è nato a Cambiago (Mi) e da circa trent’anni frequenta e vive a Desenzano del Garda. È un imprenditore ed ex ciclista su strada italiano, celebre costruttore di biciclette da corsa nonché fondatore dell’azienda che da sessant’anni porta il suo nome ed è sinonimo di qualità ed elevata tecnologia.
Nel 1954 uscirono le prime biciclette con il marchio Colnago, poi famose in tutto il mondo. Ernesto Colnago ha il merito di aver creato un’attività imprenditoriale solida, partendo da una passione che sentiva forte sin da ragazzino. A soli 13 anni lavorava, infatti, come assistente saldatore nell’officina ciclistica “Gloria”. A 20 anni aprì il suo primo laboratorio, un negozio di 25 metri quadrati. Ha lavorato con tutti i più grandi ciclisti, da Fiorenzo Magni a Gianni Motta fino al “cannibale” Merckx. La sua vita, spesa inseguendo la qualità e il bello anche nell’impresa, lo ha portato ha raggiungere grandi risultati. Più di mezzo secolo di trionfi e innovazione continua: l’ultima si chiama “C59 Disc”, prima bicicletta al mondo con sistema a disco idraulico. Da due anni, la città di Desenzano ospita con onore e grande successo di presenze e personaggi famosi a livello internazionale la manifestazione ciclistica Granfondo Colnago.

Anna Loro, arpista, è una delle più grandi rappresentanti della scuola italiana d’arpa. È nata a Desenzano del Garda e ha studiato al Conservatorio di Verona sotto la guida di Mirella Vita. In seguito, si è perfezionata con il maestro Pierre Jamet all’Accademia Internazionale di Gargilesse in Francia. Vincitrice dei più selettivi concorsi nazionali e internazionali, ha debuttato nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano. Da allora, ha tenuto concerti sia in veste solistica che cameristica per le più prestigiose associazioni musicali europee. All’attività concertistica affianca dal 1976 un’intensa attività di arpista d’orchestra per alcune importanti istituzioni lirico-sinfoniche italiane ed estere. Ha suonato sotto la direzione dei più grandi maestri del panorama internazionale ed è stata invitata in giuria in concorsi nazionali e internazionali. È titolare della cattedra di arpa al Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia. Insegna anche in numerosi corsi di perfezionamento in Italia e all’estero e, insieme all’arpista francese Elisabeth Fontan-Binoche, tiene un master a Chiari (Brescia).

Alessandro Carbonare è nato a Desenzano del Garda; è tra i più grandi clarinettisti al mondo. È il primo clarinetto dell’Orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia dal 2003. Ha vissuto per quindici anni in Francia, dove ha occupato il posto di primo clarinetto solista dell’Orchestre National de France. Si è imposto in molti concorsi internazionali e dal suo debutto solistico con l’Orchestre de la Suisse Romande di Ginevra, Alessandro Carbonare si è esibito, tra le altre, con l’Orchestra Nazionale di Spagna, La Filarmonica di Oslo, l’Orchestra della radio di Berlino, le orchestre della Rai di Torino e di S.Cecilia…
Nel ruolo di primo clarinetto, ha avuto importanti collaborazioni con grandi orchestre internazionali. Vincitore di due Diapason d’oro discografici, ha registrato gran parte del repertorio per Harmonia Mundi e JVC Victor Tokyo dando anche grande impulso alla nuova musica per clarinetto e commissionando nuovi concerti a Ivan Fedele, Salvatore Sciarrino, Luis De Pablo, Claude Bolling. Da sempre membro del Quintetto Bibiena, con il quale nel 2003 ha vinto un premio Abbiati della critica musicale italiana come migliore gruppo da camera dell’anno. Viene regolarmente invitato dai più importanti conservatori del mondo a tenere master class. Attratto non solo dalla musica “classica”, da alcuni anni si esibisce anche in programmi Jazz e Klezmer. Su personale invito di Claudio Abbado, Alessandro Carbonare ha accettato il ruolo di primo clarinetto nell’Orchestra Mozart con la quale ha inciso per la DG (la più grande casa discografica di classica del mondo). Da solo, ha inciso anche per Decca.


Comunicato stampa redatto da:

Francesca Gardenato | 338 1702911