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sabato 14 maggio 2016

Cuori Ben Nati, non solo folklore: "Una vita per Rivoltella"

Il Gruppo folcloristico Cuori Ben Nati di Rivoltella sul Garda (Desenzano) compie 50 anni e presenta domani mattina il nuovo libro sulla propria storia, con ricordi, aneddoti, immagini e illustrazioni che raccontano mezzo secolo di amicizia, eventi, iniziative culturali e amore per il proprio paese.
Per onorare il 50° anniversario, il gruppo folcloristico fondato nel 1966 dall’attuale presidente onorario Luigino Mura mantiene fede alla missione originaria: rendere allegra Rivoltella, preservare le tradizioni locali e organizzare momenti di incontro e di festa per la comunità. Ecco dunque che il secondo appuntamento dell’anno, dopo la Sagra di San Biase in occasione del santo patrono (dal 3 al 7 febbraio scorso), il nuovo invito è a Villa Brunati, in via Agello a Rivoltella: la prossima domenica 15 maggio alle 10 sarà presentato il libro “Una vita per Rivoltella”, pubblicazione fresca di stampa realizzata con il patrocinio del Comune di Desenzano.
Il presidentissimo Luigino Mura
Come lo ha battezzato il presidente Giuliano Garagna, è “il libro di una notte”, di agile e piacevole lettura. Una raccolta di momenti principali e goliardici del gruppo, partito da una comitiva di amici capitanati da Luigino Mura che nel giugno del 1966 si ritrovavano nei locali dell’ex Trattoria Alpino in via Parrocchiale. Indimenticabili i numerosi eventi realizzati in questo mezzo secolo di storia rivoltellese: le sagre per San Biagio, le pasquette, i concorsi canori per bambini, i vinodotti, le feste del Bek, i presepi viventi e le sfilate dei Magi, le cene sotto le stelle, Risoltella e le serate d’apertura e chiusura dell’estate e, regina delle feste, la ben nota Festa del Lago e dell’Ospite, quest’anno alla sua 50ª edizione.
I testi del libro sono curati da Bruno Breda e Francesca Gardenato, con le illustrazioni del fumettista Michele Avigo; la stampa è realizzata dalla tipolitografia Franceschini di Lonato.
Alla presentazione di domenica 15 maggio interverranno il presidente onorario (o presidentissimo) Luigino Mura e il presidente in carica Giuliano Garagna, il sindaco Rosa Leso e agli assessori Antonella Soccini (Cultura) e Valentino Righetti (Turismo); alla lettura di alcuni aneddoti dei Cuori Ben Nati, seguirà un brindisi con buffet in via parrocchiale, nel locale che un tempo ospitava la Trattoria Alpino, sede di fondazione del gruppo e delle prime, storiche elezioni.
In tutti questi anni la Banda folcloristica o “Banda del Bordèl” è stata la bandiera dell’associazione e ha portato i Cuori Ben Nati e il nome di Rivoltella, e Desenzano, in giro per l’Italia e all’estero con la simpatia contagiosa di questa band inusuale, dagli strumenti originali e fantasiosi (forbici, ciabatte, martelletti…) e il repertorio di musica popolare italiana, capace di far divertire italiani e stranieri.
«Il compito di questo gruppo, oggi come allora – commenta il fondatore Luigino Mura – l’è de tegnèr alégra e viva la nòsa cara Riultèla (è di tenere allegra e viva la nostra cara Rivoltella). E nei prossimi anni toccherà alle nuove leve raccogliere il testimone e affiancare i volontari più maturi per andare avanti, sempre per il bene della comunità di Rivoltella, senza gelosie e rivalità ma con amicizia e buona volontà».
Nelle pagine del libro per il 50°, commenta il presidente in carica Giuliano Garagna, «abbiamo voluto raccontare attraverso la episodi, fatti realmente accaduti, illustrazioni e fotografie del nostro archivio cosa sono stati questi cinquant’anni di vita del Gruppo Cuori Ben Nati di Rivoltella. È stata una lunga e intensa cavalcata, che alcuni di noi ancora in vita possono raccontare, una cavalcata fatta di entusiasmi, di mattate, di risate, di brindisi e a volte anche di delusioni e amarezze».
In questa occasione speciale, il ricordo del presidente, del direttivo e di tutti i collaboratori va ai molti artefici di questa avventura che, a vario modo, hanno contribuito alla vitalità del sodalizio.
«A tutti loro – conclude il presidente Garagna – dedichiamo queste pagine scritte con il cuore e con la stessa passione che loro infusero nel realizzare gli obbiettivi prefissati e nel far crescere il nostro gruppo. Un grazie a loro e, naturalmente, a Luigino che oggi si è ritirato, ma che con la sua fantasia ha inventato questa grande famiglia e ha saputo nutrirla e mantenerla viva con le sue poesie e le sue citazioni storiche. Prima fra tutte, la frase memorabile, scelta per il sottotitolo del libro: i Cuori Ben Nati non periscono mai».



GLI ALTRI EVENTI IN PROGRAMMA PER IL 50°

A Rivoltella sul Garda l’estate si apre sabato 18 giugno alle 19 con l’evento gastronomico “Risoltella”, degustazione di risotti e porchetta per le vie del paese, e alle 21.15 la serata finale del 5° concorso nazionale “Vesti la Musica… in abito da sera”.
Da mercoledì 3 a domenica 7 agosto la 50ª Festa del lago e dell’ospite al porto di Rivoltella con annullo filatelico per il 50° anniversario.
Sabato 10 settembre, manifestazione di chiusura dell’estate e sabato 24 dicembre “Auguri di buone feste” per la Vigilia di Natale in compagnia della Banda folcloristica dei Cuori Ben Nati per le vie centrali di Rivoltella. Tutti gli eventi sono a ingresso libero.
Per ulteriori informazioni vi invito a visitare il sito: www.cuoribennati.org


martedì 15 marzo 2016

Noemi a sul Garda: fan euforici incoronano "La borsa di una donna"

La rossa Noemi conquista i fan del lago di Garda!
La sua borsa custodisce gelosamente cellulare, idee e musica, ma dentro ci sta una vita intera. Nei suoi occhi azzurrissimi raggi di sole, energia pura. È una forza della natura Noemi, nome d’arte di Veronica Scopelliti, 34 anni di grinta, simpatia ed evidente talento che a Lonato del Garda hanno riempito il centro commerciale!

Il 6 marzo scorso, la cantante romana è stata protagonista di una domenica pomeriggio tra centinaia di fan del Leone Shopping Center di Lonato, firmando circa 300 dischi in due ore. E il suo nuovo album, “Cuore d’artista”, uscito da poche settimane, già va forte. Dentro ci sono pezzi di grandi autori come Giuliano Sangiorgi dei Negroamaro, Marco Masini e Ivano Fossati. Non hanno dubbio gli adolescenti e i giovani in coda per lei a caccia di un autografo: «Il pezzo migliore è “La borsa di una donna”». L’abbiamo ascoltata sul palco dell’Ariston lo scorso febbraio, anche se Sanremo 2016 le ha portato “solo” l’ottava posizione. Del risultato finale, però, la rossa si preoccupa relativamente. «Il festival è andato bene, è stato molto seguito e io mi sono divertita,sono contenta. Siamo solo all’inizio!».
Ora la palla passa alle radio e sembra che il pubblico, come quello radunato a Lonato per il firmacopie, abbia già deciso che è un pezzo vincente. Testo intenso, nostalgico, rappresentativo di ogni donna.
Senza musica, accenna un paio di canzoni e scherza con i fan la donna-talent, vincitrice di X Factor 2 e con un recente passato da giudice di The Voice. Incontra centinaia di bambini, ragazzi, mamme, gente di ogni età proveniente da varie province, in primis Brescia, Verona e Mantova, ma qualcuno si è fatto pure il viaggio da Bologna per abbracciare la rossa con una marcia in più. Voce calda, sorriso contagioso, per tutte le due ore non smettere di gioire con i suoi fan: saluta, scatta foto, scrive dediche, riceve e distribuisce abbracci. Piace davvero a tutti Noemi, che anche davanti alla stampa non si ritrae e, prima del bagno di folla, ci concede questa intervista…


Gioie e dolori, soddisfazioni e ricordi del tuo Festival di Sanremo 2016?
«Mi viene in mente la cabala. Dicevano tutti che il mio pezzo somiglia a “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia. Anche il mio è arrivato 8°, sarà un segno? Penso che siamo solo all’inizio… Non è un pezzo radiofonico, di quelli che ti rimangono subito in testa, ma ha qualcosa da dire, è d’impatto, è vero».

Siamo solo all’inizio, infatti, perché la partita ora si gioca in radio...
«Sono contenta che “La borsa di una donna” stia andando bene, le persone lo stanno apprezzando e lo ascoltano sempre di più».

La vera peculiarità è il testo. Si distingue, ci fa riflettere…
«Non è un testo semplice, ha un certo spessore e riuscire a sostenerlo mi dà una certa importanza».

Con Marco Masini continuerà la collaborazione?
«Con Marco mi diverto un sacco e lui scrive benissimo. Poi, adesso che la Roma ha vinto con la Fiorentina 4-1 e lui è super tifoso dei Viola...».

Il verso a te più caro, quello che senti più tuo della canzone di Masini?
«Anni spesi per ritrovare / Le cose che qualcuno è riuscito a smarrire / La voglia di sorridere, di perdonare / La debolezza di essere ancora / Come ti vogliono gli altri... Bellissime parole, che riassumono un po’ tutte le donne».

Come tutte le donne, avrai qualcosa che custodisci gelosamente nella tua borsetta?
«Senz’altro: il mio telefono, non per i messaggi o chissà che cosa, ma semplicemente perché ci custodisco i miei provini, le mie canzoni e le mie idee. Ne sono gelosissima!».

Questa canzone e l’evento di oggi, a Lonato del Garda, è un omaggio all’8 marzo e a tutte le donne. Qual è il messaggio che vorresti lanciare per questa festa?
«Il mio messaggio è di vivere con leggerezza, senza diventare frivole (anche se un po’ di frivolezza non fa mai male!), ma di non smettere mai di essere in contatto con la nostra parte più femminile. Essere forti, sì, ma mantenere una delicatezza e una dolcezza nell’affrontare i momenti della vita».

Prossimi progetti, ospitate, concerti… qualche anticipazione?
«Tenete d’occhio la tv, perché sarò molto in giro!» (E Noemi ammicca).

Dei talent cosa ti è rimasto addosso?
«Tanti ricordi. È stata una parte molto spensierata della mia vita perché cantare i pezzi degli altri è più facile e ti senti più leggero. Di queste esperienze mi restano molti amici e un senso di leggerezza e divertimento».

Come giudice di un talent cosa guardi o cerchi nelle nuove proposte?
«La novità. Si cerca sempre qualcuno che ha qualcosa da esprimere. Ma io sto ancora cercando me stessa! Per cui ho deciso di lasciare ad altri questa avventura. Resterò in tv però…».

La Noemi cantautrice, quando uscirà?
«Penso che cantare canzoni degli altri non voglia dire che non sentirle proprie. Si lavora come due sarti, si cuce insieme un abito su misura. “Made in London” era pieno di parti mie… Certo, ho la sfortuna di collaborare con grandissimi autori, e loro hanno un peso tale e scrivono cose tanto interessanti che si notano di più».

Si percepisce una tua profondità, tu hai dichiarato di essere molto religiosa. La fede ti ha aiutato nel tuo percorso?
«La musica è una preghiera. La fede mi ha aiutata e mi aiuta nella mia vita privata; sarò alternativa o fuori moda, ma a me credere dà molta forza».

venerdì 26 febbraio 2016

Benessere, salute e alimentazione: ne parliamo a Golositalia

Benessere, salute e alimentazione. Ne parliamo domani pomeriggio, 27 febbraio, alle ore 16 al padiglione 1 (sala seminari) del Centro fiera del Garda di Montichiari (BS). 
Da domani a martedì 1 marzo il Centro Fiera ospita la quinta edizione di Golositalia, fiera nazionale dedicata alle eccellenze del settore enogastronomico, alla ristorazione e alle attrezzature professionali con oltre 600 espositori, circa 120 eventi, nuove tendenze tra food & beverage, social e vegan life!

Ecco il programma del mio seminario e gli ospiti coinvolti

“BEN-ESSERE NATURALE 
                           E ARMONIA TRA MENTE E CORPO”

Molti piccoli problemi e acciacchi quotidiani potrebbero essere ridimensionati, se non addirittura risolti, attraverso una maggiore consapevolezza di se stessi e di come l’alimentazione sia il “carburante” essenziale per far funzionare al meglio il nostro organismo. 
Con piccole modifiche del nostro stile di vita, una dieta più bilanciata e salutare, prendendoci cura di mente e corpo come un “tutt’uno”, aiutandoci con yoga o momenti di meditazione, possiamo riequilibrare le nostre energie e migliorare il nostro benessere psicofisico, a ogni età, prendendoci i giusti tempi per pensare a noi e, di conseguenza, dedicarci meglio agli altri!

INTERVENGONO:

  #   Vladimiro Colombi, naturopata (tra i maggiori esperti in Naturopatia e autore del portale Naturessere.it) – “Alimentazione e cucina naturale per una qualità di vita migliore”

 #   Sara Ziliani, psicologa e sessuologa – “Mente e corpo: un sistema unitario”, stress, malattie psicosomatiche e benessere psicologico

#  Milena Arlia, operatrice Yoga – “Lavorare sul corpo per rigenerare la mente”. Il significato antico della parola yoga è proprio unione tra corpo e mente

#  Alice Davi e Pierluigi Castallo, titolari della azienda agricola biologica Cascina Primavera – La favola moderna di Alice e Pigi e della loro fattoria urbana di Centenaro (Lonato): “La passione di Pierluigi nel coltivare la terra dei nonni e la gioia di Alice nel ‘coccolare’ le persone che amano mangiare sano e stare bene”

 # MarilenaPinti, naturopata ed esperta di erbe spontanee e cucina naturale e titolare dell’Agriturismo Catena Rossa – “La natura ha già inventato tutto ciò di cui abbiamo bisogno…”


Alice e Pierluigi di Cascina Primavera

Abbiate buona cura del Vostro corpo, perché è l’unico posto in cui dovete vivere. E non lasciate che a dettare le regole sia la vostra mente.

Vi aspettiamo!

Modera: Francesca Gardenato, giornalista

lunedì 15 febbraio 2016

Il "mio" Sanremo 2016

Dall’avventura sanremese torno con la soddisfazione di aver sgomitato ancora una volta con i miei gomiti e camminato solo con le mie gambe, la mia testardaggine e la mia curiosità. A volte farsi largo è fatica, delusione e spreco di energie, ma è sempre bello poter dire “io c’ero e ho fatto del mio meglio”. L’occasione è perfetta per sentirsi anche giornalisti di serie B, provinciali e di poco interesse per l’organizzazione. D’altronde del Festival di Sanremo ne parlano tutti e le voci autorevoli non mancano. Eppure in questi giorni mi sono goduta l’atmosfera della sala stampa ‪‎Rai (in cui sono rimasta per ore murata, facendomi largo tra frotte di colleghi!) e tolta qualche minuscola soddisfazione come sentirmi nel cuore di un grande evento, incontrare un conduttore che stimo tantissimo come ‪Carlo Conti, capitano di un’impresa artistica e musicale che ancora, dopo 66 anni, è una vetrina-simbolo della nostra ‪‎Italia, nel bene e nel male (anche nelle canzoni scialbe di quest’anno, nei discutibili nastrini arcobaleno e nell’inutilità del “valletto” Garko).


Non torno a casa né più ricca né più povera, ma ringrazio chi mi ha dato la possibilità di esserci, di respirare l’aria del Festival con le sue contraddizioni, il suo caos (oltre mille giornalisti in ‪sala stampa e una città intasata dal traffico e dallo smog, con un centro aperto alle auto: una follia!), i suoi svariati pass e l'atmosfera fieristica di Casa Sanremo. Comunque è stato bello sbirciare “dietro le quinte” ed entrare di straforo nel famoso teatro ‪Ariston, aggiornando così il mio piccolo bagaglio di esperienze da freelance di periferia.
Condivido qui alcuni passaggi o ricordi delle interviste raccolte per le radio con cui ho collaborato nei miei giorni sanremesi, ovvero RCS Verona, Radio Circuito 29 e Radio Noi Musica.
Gabriel Garko
“Ai giovani che vogliono lavorare con la musica sentiamo di dire che non esistono solo i talent, ma ci sono anche i locali e le cantine dove fare musica e crescere”, belle parole pronunciate dai vincitori di questo festival, gli Stadio, forti di quarant’anni di carriera alle spalle e pronti per il tour che li porterà a esultare con il loro affezionato pubblico negli stadi d’Italia.
Esemplare per i giovani, cantanti e non solo, anche lo spirito dei ‪‎Pooh che dopo cinquant’anni non hanno mancato di ricordare l’importanza del gruppo sul palco dell’Ariston: “Il gruppo ti sta vicino, ti fa sentire la presenza e ti aiuta a tornare in pista”.
Dolcenera
‪Dolcenera o #Dolcenerd è senza dubbio una delle migliori voci di questo ‪Sanremo 2016: “Il pianoforte è il mio linguaggio, il mio modo naturale di esprimermi e mi permette di salvarmi dall’ansietta sanremese”. Grinta e performance straordinaria. Ha difeso con le unghie il suo pezzo “Ora o mai più”: “È stato un attimo, è nato come una cosa straordinaria, musica e parole insieme, e io sento di doverlo difendere come se fosse un figlio mio”. Una canzone che racconta di un amore maturo e un’evoluzione artistica e musicale, che forse è stata poco capita e  certamente meritava di più nella graduatoria finale.
Arisa, voce eccezionale, ma al festival con un brano deludente, più superficiale di quanto voglia far sembrare, da penso positivo ma non so da che parte andare. “C’è stato un errore di interpretazione nel testo, a me l’uomo serve, e molto!”, ha ironizzato l’artista con noi giornalisti. “Credo in un’energia superiore, nell’Universo, non per forza devo chiamarlo Dio... Mi piace credere che due anime possano unirsi e sentirsi una sola...”.
Quando indaghiamo per capire se il testo celi una fede più intima, la risposta è confusa e tutt’altro che profonda: “Dove dovevo andare? Cosa dovevo dire? Se il caso vorrà che dica altre cose... lo farò. Ma i testi non li scrivo io, li scrive Giuseppe Anastasi”.
Lei d'altronde è così: naturalmente svanita, ma semplicemente simpatica, risponde cantando e confonde la destra con la sinistra. Ironizza sul suo look che non è piaciuto: “Volevo che le signore a casa mi sentissero una di loro. Ho scelto l’abito (la sottoveste?!, ndr) con il mio personal stylist (che responsabilità!) ma purtroppo ci è andata male!”
Dalla nonna ha preso la preghiera della sera, la pizza a colazione tagliata con la forbice e l’amore per il sugo. Si sente cantante più che valletta. L’Ariston la emoziona all’inizio, poi tutto passa. E ride, ammicca, fa smorfie, si ferma fino all’ultimo flash, risponde a tutti. Anche a noi che la soffochiamo di richieste. La portano via a forza. Piace troppo Arisa, anche quando si impappina, quella voce da bambina, ma quando canta guai: intonata, perfetta, improvvisa un pezzo in napoletano, a cappella. “Sono di Potenza, eppure mi sento napoletana!”. Il suo nuovo album racconta di lei, donna e artista. La sua storia e il suo sogno d’amore. Anche questo è ‪Sanremo 2016.
Rocco Hunt
Il rapper ‪Rocco Hunt, invece, è ben felice di aver dato la sveglia al‪ Festival di Sanremo: “Io voglio risvegliare l’Italia e la politica, non i giovani, che sono già abbastanza svegli”.
Enrico Ruggeri
Enrico Ruggeri, come Carlo Conti, si sente a suo agio nella sala stampa Lucio Dalla, che accoglie i giornalisti di tv e radio nazionali. Elogia la radio: “Ha un pubblico più attento e di qualità”. Sulle giovani proposte dice: “Devono piacere al primo singolo; i nuovi cantanti sono molto più penalizzati di noi una volta, perché oggi hanno meno tempo per lavorare bene e farsi conoscere”.
Carlo Conti (al centro)
Che conduttore pazzesco, unico, perfetto il capitano Conti: rilassato come in una vacanza tra amici sulla riviera ligure. Gestisce lo stress come la sua squadra, egregiamente. Solare quanto la sua tinta, elegante, sempre con la battuta pronta, mai volgare, mai sopra le righe. “Qui mi sento a casa – ci confida in sala stampa – perché sono nato in una radio locale e il primo amore non si scorda mai”. In ogni momento dice la cosa giusta, senza sforzo e col sorriso. Accompagna lo scherzo con la sua gestualità. “Sono fiorentino, mi piace scherzare”, quasi a giustificarsi. Torna serio alla domanda sull’ospite della seconda serata: “Non ho voluto raccontare i particolari della storia del maestro Ezio Bosso, mi è bastato entrare con lui in carrozzina e lasciare spazio a lui e alla sua storia”
Grandi emozioni con il pianista, compositore e direttore d’orchestra malato di Sla, Ezio Bosso che, prima di lasciare il palco dell’Ariston, ci ha lanciato un’ennesima perla: “La musica come la vita si può fare solo in un modo: insieme”. Profondità di musica e parole in un intervento eccezionale.
Infine, Virginia Raffaele, comica, imitatrice, attrice e conduttrice è la donna che ha stravinto il festival, acclamata sia dagli uomini che dalle donne! Vulcanica, simpatica e intelligente, ci ha sorpreso e fatto ridere in ogni serata. “Ho realizzato il mio sogno e ho sentito il grande calore del pubblico”. Accanto a lei Madalina Ghenea, dolcissima, timida e di una insicurezza pari alla sua notevole bellezza, la donna dei mille grazie.
Con il direttore d'orchestra Pinuccio Pirazzoli
Patty Pravo
Lorenzo Fragola
Dear Jack

lunedì 2 novembre 2015

Mattoncini Lego, una passione ad ogni età

Con un pochino di ritardo, pubblico questo post sul successo della manifestazione a tema “Lego”, che ha chiamato oltre 12mila visitatori tra le mura del castello di Desenzano.


Migliaia di colorati mattoncini per tornare tutti felicemente bambini. Un gioco senza tempo, capace di riunire centinaia di famiglie e strappare sorrisi a generazioni diverse, nello scorso fine settimana (24-25 ottobre) a Desenzano. 
Sulle rive del lago di Garda bresciano, circa 12mila persone (se non di più!) hanno risposto all’invito di “Mattoncini in castello”, manifestazione a ingresso gratuito e dedicata alle costruzioni più famose al mondo, ideate da tale Ole Kirk Christiansen, un falegname danese avvezzo a costruire case e arredi. 
Chi l’avrebbe mai detto che i suoi mattoncini sarebbero diventati col tempo tanto popolari? Il nome è frutto dell’unione di due termini danesi, “leg godt”, che in italiano significa “gioca bene”. E c’è davvero da pensare che tanti architetti e ingegneri dei tempi moderni abbiano mosso i primi passi sui classici tappeti verdi, basamenti di creazioni fantasiose e stimolanti.

Risalgono al 1934 le prime costruzioni in plastica, ma la maggiore espansione del gioco si è avuta nel secondo dopoguerra. 
Il successo dell’azienda familiare è scattato dagli anni ’60/’70,  fino a consolidarsi negli anni Duemila, tanto che sono sorti veri e propri parchi tematici (il primo a Billund in Danimarca, cittadina d’origine del fondatore). Alcuni artisti hanno addirittura usato i mattoncini per le proprie creazioni, producendo statue, mosaici e macchine complesse. Dei pezzi sono esposti persino alla collezione permanente del Museum of Modern Art di New York. 
Un mondo di eventi e collezionismo si è scatenato intorno: si sono aperti “lego store” ossia negozi dedicati, composte colonne sonore, prodotti videogiochi e persino due film ispirati ai giochi del marchio danese, ancora oggi richiestissimo dai più piccoli. Tanto che, mentre a Desenzano migliaia di fan delle Lego attendevano in coda di vedere i mattoncini in bella mostra, la regina dei giochi ha dichiarato che per un errore di calcolo della produzione non riuscirà a soddisfare tutte le richieste di regali di Natale.
I pezzi di plastica, prodotti con dimensioni di tolleranza infinitesimale e fatti per essere incastrati al millimetro, assemblati si trasformano in creazioni straordinarie, in grado di vincere persino la sfida dei più moderni videogiochi. 
Nella “cittadella Lego” allestita nel castello di Desenzano si è confermato il fascino di questo gioco letteralmente costruttivo. Bambini entusiasti, «mai viste tante costruzioni tutte insieme!», e genitori soddisfatti per il valore dell’iniziativa.
Numerosi collezionisti ed espositori di varie parti d’Italia si sono dati appuntamento nelle sale del castello per esibire le loro rarità. Infatti, l’evento organizzato dal Comune di Desenzano, in collaborazione con l’Associazione Desenzano Sviluppo Turistico e Cremona Bricks (ideatori della due-giorni), ha presentato al pubblico plastici di piccole e grandi dimensioni, un banco di scambio e vendita di pezzi e uno spazio gioco – allestito in una tensostruttura a forma di cupola nel cortile del castello – in cui i bambini hanno potuto sbizzarrirsi nel costruire navicelle spaziali, missili e altre mirabolanti creazioni e partecipare con le loro opere a un concorso ideato da Cremona Bricks.
Migliaia i mattoncini assemblati nei diorami in mostra, ispirati ai più diversi temi: i vascelli dei pirati, un grande stadio rock, le piramidi egiziane, Star Wars, città e trenini vintage con pezzi originali anni ’60 e ’70 e, fulcro dell’evento, un megadiorama di 2,2 x 6,6 metri medievale, ambientato in una rocca del XIII secolo con tanto di torri, mura merlate e draghi. Decine di migliaia gli oggetti da collezione tra omini, macchinine, animali, astronavi, imbarcazioni, vegetazione e accessori vari, qualche rarità e le novità dell’ultimo momento. Una vera goduria per gli appassionati!
«Ci ho sempre giocato e non ho mai smesso – racconta Ugo Carminati, avvocato di professione e fondatore dell’associazione Cremona Bricks –. Quando ho iniziato a lavorare e a poter investire nella mia collezione Lego, ho iniziato ad arricchirla seriamente. Superata la fase in cui le costruzioni erano un passatempo, mi sono dedicato a promuovere gli eventi, condividendo la mia passione con amici e soci. E questo è il risultato!».
Grande soddisfazione da parte del Comune, espressa dall’assessore alla Cultura Antonella Soccini: «Successo inaspettato. Ringraziamo l’Associazione Desenzano Sviluppo Turistico, gli albergatori e Cremona Bricks per l’ottima collaborazione. Ci fa piacere che molti cittadini abbiano potuto riscoprire un castello accogliente e “a misura di famiglia” e che questa manifestazione abbia contribuito a valorizzare la nostra città».
Chissà, magari si può cominciare a vedere nei fatti un inizio di quella tanto agognata “destagionalizzazione”, che si traduce in più gente a Desenzano, non solo durante l'estate.

[Qui, alcune immagini del mio reportage fotografico per l'Ufficio Comunicazione del Comune di Desenzano del Garda]

mercoledì 7 ottobre 2015

Expo Milano 2015. Diario di un giro del mondo in due giorni!

Missione Expo Milano 2015 compiuta. Un’interessante, avvincente e affollata immersione nelle culture, tradizioni alimentari e politiche agricole di tanti Paesi, un giro del mondo in soli due giorni e 110 ettari, che non mi ha risparmiato code e mal di schiena. Ma ne è valsa la pena!
Ne è valsa la pena perché l’orgoglio di essere italiana passa anche da questa Expo, premiata dall’affluenza di questi ultimi mesi. Perché ci sono Paesi di cui sapevo poco o nulla, e che mi hanno sorpresa e affascinata. Partirei domani per visitarli davvero!

Ne è valsa la pena per la quantità di stimoli che si raccolgono, anche solo passeggiando lungo il decumano.



Per esempio, lo sapevate che la mela più grande al mondo cresce in Kazakhstan? E che il maggiore esportatore di mele in Europa è la Polonia? E che un terzo delle foreste mondiali sono in Thailandia?
Ci tornerei, per terminare il giro in quegli Stati in cui avrei fatto prima a prendere l’aereo e partire piuttosto che mettermi in coda. Ci tornerei per saperne di più, assaggiare e vedere di più, per fare meno attesa e vivere l’Expo con occhi più esperti e meno fretta. Peccato aver aspettato l’ultimo mese. Mea culpa. 
Al di là delle tante polemiche, credo che i due giorni di “experience” nel cuore internazionale di Milano siano valsi la mia vacanza di settembre saltata e la stanchezza di oggi. Ho firmato la Carta di Milano al Padiglione Italia (mi scuseranno i connazionali se ho preferito però il "parco agroalimentare sostenibile" della Germania) con la fiducia che questa eredità culturale, da qui in avanti, sia un impegno mio e anche “virale” per estendere il diritto al cibo, la lotta agli sprechi, la sicurezza di ciò che mangiamo, le buone pratiche di rispetto ambientale e puntare su un'agricoltura che produca per tutti senza impoverire o distruggere. 
A Expo si incontrano e respirano saperi, tecnologia, tradizioni, creatività, futuro, eccellenze italiane e internazionali e, inevitabilmente, uno scontro di ricchezze e povertà. Riuscire a riequilibrare le differenze e sommare, anzi intrecciare, il buono che c’è in ogni Paese per una rete mondiale meno sbilanciata e più sostenibile dovrebbe essere una responsabilità condivisa, non più un sogno. Ripartiamo dal successo di Expo 2015 per un futuro non procrastinabile, un futuro concreto e veramente uguale per tutti.
Ultima riflessione internazionale. Forse non tutti i Paesi hanno recepito in pieno il tema e l’invito di Expo, “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”. Qualcuno si è fermato all’aspetto più consumistico e di marketing, ma sta comunque al visitatore critico cogliere gli spunti giusti e portare a casa solo ciò che è veramente utile. Senza sprecare nulla.