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martedì 13 gennaio 2015

Gennaio, tempo di Fiera e sapori di una volta a Lonato del Garda

Si apre all’insegna di agricoltura, artigianato e commercio il 2015 di Lonato del Garda, che dal 16 al 18 gennaio 2015 organizza la 57ª edizione della Fiera regionale di Lonato del Garda. Seimila e cinquecento metri quadrati di area espositiva, di cui mille coperti, tra centro storico, scuole, palazzetti e vie adiacenti.


Il comitato organizzatore sta lavorando da mesi all’evento che avrà come fulcro proprio la ricorrenza di Sant’Antonio abate, il 17 gennaio. 
La Fiera agricola, artigianale e commerciale è storicamente il principale evento lonatese.
Edoardo Raspelli
«Cinquantasette edizioni, di cui dieci guidate dalla nostra amministrazione – ricorda il sindaco di Lonato Mario Bocchio –. Un percorso lungo che ha visto crescere la manifestazione fieristica facendole conquistare un ruolo di spicco nel calendario degli eventi regionali, con ottimi risultati e un contenimento delle spese. Momento di aggregazione e punto di riferimento per le realtà produttive locali, questa fiera è un appuntamento imperdibile per gli espositori affezionati e per i nuovi, per gli operatori del settore, per le famiglie e per i giovani. Ogni anno, in questi tre giorni, Lonato del Garda si mette in vetrina con tutte le sue qualità dimostrando di essere una città viva e ricca di risorse: dalle eccellenze enogastronomiche e produttive al paesaggio, alle ricchezze culturali e storico-artistiche».

Quest’anno la novità principale, afferma l’assessore e presidente della Fiera Valentino Leonardi, «è la presenza straordinaria del critico, conduttore televisivo e giornalista enogastronomico Edoardo Raspelli, che già a collaborato con la nostra amministrazione in occasione dei Mercatini delle tradizioni natalizie. Sarà con noi per il taglio del nastro, sabato mattina e poi per tutta la giornata. La Fiera punta molto sull’enogastronomia locale e i prodotti Deco: ricordiamo infatti l’osso dello stomaco e i raperonzoli, iscritti al registro comunale e tutelati da denominazione comunale d’origine».
Questi prodotti, continua Leonardi, «sono testimoni eccezionali della genuinità di una cucina lonatese, che è eredità dei nostri nonni, senza dimenticare che l’agricoltura è il settore trainante della nostra zona e di tutta la Lombardia. Le nostre Deco sono state molto apprezzate da Raspelli e la sua presenza darà ancora più valore a un evento che riunisce, per lonatesi e ospiti, la cultura e il sapore di Lonato del Garda».
In mostra anche la copia dell’aratro più antico del mondo, il cui originale, rinvenuto nella zona archeologica del Lavagnone nel 1978, è oggi custodito al Museo Rambotti di Desenzano.
La kermesse fieristica sarà inaugurata dal Gran Galà Show al Teatro Italia venerdì 16 gennaio alle 21: serata di cabaret a ingresso libero, risate e allegria garantite in compagnia di Gianluca Impastato con Gianni Astone, Davide Cerri e gli Invisibili.
Sabato 17 alle 10.45 presso l’ingresso di viale Roma è invece previsto il consueto taglio del nastro con le autorità e la banda cittadina, poi due giorni di eventi legati al mondo dell’agricoltura, in modo particolare, ma anche convegni, mostre di pittura e iniziative culturali, artistiche, gastronomiche, folclorisiche e ricreative, esibizioni di automobili da competizione e il luna-park per i più piccoli. Sia sabato che domenica saranno possibili le visite guidate alla Torre civica, alla Rocca, alla Casa-Museo e alla Biblioteca Ugo Da Como.
Immancabili le gare del chisöl de la me nóna e del salàm pö bù de Lunà (valutazione del miglior chisöl, dolce tipico del basso Garda, e del salame più buono), con premiazioni e assaggi per tutti domenica alle 18 sotto il portico del comune.
Da venerdì pomeriggio e per tutto il week-end di Sant’Antonio, da mattina a sera, sono in programma numerose iniziative: il percorso espositivo con la partecipazione delle frazioni lonatesi, aziende agricole e associazioni, la vendita di prodotti d’artigianato e commercio, le degustazioni gratuite di os de stòmech e torta de San Biase, le rievocazioni storiche, l’animazione per i bambini, la mostra del ciclo, motociclo e ricambi di mezzi d’epoca. 
Sarà esposto venerdì e sabato, in piazza Martiri della libertà, “l’osso dello stomaco” gigante da "soli" 95 kg, preparato dai macellai lonatesi con la supervisione del ristoratore ed esperto Marino Damonti. 
Sabato mattina alle 10 il parroco di Lonato don Osvaldo Checchini celebrerà la santa Messa nella chiesa di S.Antonio abate e sul sagrato della chiesetta, alle 14.30, saranno benedetti gli animali. Subito dopo, si aprirà la sfilata delle squadre partecipanti al Palio di Sant’Antonio, 6ª edizione, fino alla Basilica minore per la riconsegna del Palio.
Poi, alle 15 in piazza Matteotti prenderà il via l’arrampicata del Palo della cuccagna, seguita dalla dimostrazione cinofila di controllo, abilità, difesa a cura dell’Accademia Italiana “Madonna della Strada” di Pontevico della cuccagna.
Domenica pomeriggio alle 14.30, si disputerà in piazza Matteotti (al palasport in caso di maltempo) il Palio di Sant’Antonio abate ovvero la sfida con giochi d’altri tempi in abiti d’epoca, tra le squadre delle diverse frazioni lonatesi, con l’animazione di Radio Noi Musica.
Sabato 17 gennaio, in Sala Celesti, sarà proposto un corso di primo soccorso per cani e gatti tenuto da quattro veterinari (dalle ore 20), in collaborazione con l’Assessorato all’Ecologia e il garante degli animali Fabrizio Catelli. Info e iscrizioni: ecologia(at)comune.lonato.bs.it

Il programma completo della Fiera è consultabile qui


Ufficio Stampa Fiera di Lonato d/G

Francesca Gardenato – 338 1702911
(Foto Bonetta - Gardenato)

lunedì 27 gennaio 2014

Rivoltella fa festa per San Biagio. Tre giorni nella tensostruttura sul lago

(comunicato stampa)
«Abbiamo voluto dedicare ben tre giorni di festa al nostro patrono San Biagio e alla comunità di Rivoltella del Garda: da sabato 1 a lunedì 3 febbraio», annuncia il presidente dei Cuori Ben Nati Giuliano Garagna, sempre affiancato dal presidentissimo Luigino Mura.
Per la solennità del patrono San Biagio, vescovo e martire e protettore della gola, in calendario il 3 febbraio, il gruppo folcloristico più intraprendente del basso Garda organizza una tre-giorni di specialità gastronomiche, musica dal vivo e intrattenimenti vari. Tutto nella tensostruttura riscaldata, presso il parcheggio di Villa Brunati, su via Agello, vicino alla chiesa di San Biagio.
Sabato 1 febbraio alle 14 partirà la gara di briscola a coppie e poi, dalle 19, la serata in stile “festa della birra” sarà animata dai Los Caballeros: wűrstel e crauti, stinco di maiale e patate, karré affumicato e gulasch e l’immancabile birra, con musica bavarese a cura di CimelDj.
Domenica 2 febbraio, sempre nella tensostruttura, i Cuori Ben Nati organizzano una tombolata in famiglia dalle 14. Per chi invece preferisce trascorrere un pomeriggio musicale, nella chiesa di San Michele alle 15.30, la Corale San Biagio di Rivoltella offrirà un concerto, diretto dal maestro e organista Stefano Chinca, per solennizzare la festa del patrono (entrata libera).
La sera, ancora festa con i Cuori Ben Nati e il maxispiedo “del Tilio”, a seguire musica con la "Titti Castrini Band" (spiedo solo su prenotazione, per i biglietti telefonare allo: 360.310270).
Lunedì 3 febbraio, festa del patrono, la giornata si aprirà con la tradizionale caccia al tesoro, riservata ai ragazzi delle scuole elementari e medie, con priorità ai giovani rivoltellesi. Possono partecipare squadre miste (maschi e femmine) di quattro componenti ciascuna. L’itinerario si svilupperà interamente nelle zone non trafficate del centro storico di Rivoltella. L’iscrizione è gratuita, come sempre presso la sede del gruppo Alpini di Rivoltella entro le 9. Dalle 10 saranno esposte e ammirabili nella tensostruttura le opere (disegni, collage e foto) dei ragazzi delle scuole rivoltellesi che hanno partecipato al concorso “Rivoltella e il patrono San Biagio”, la cui premiazione sarà alle 16.
Alle 15 del giorno di San Biagio, com’è tradizione, ci sarà anche la processione solenne con la statua del santo patrono, partendo dalla chiesa di San Biagio sul lago fino alla chiesa di San Michele. Dove, all'arrivo del corteo, sarà celebrata la messa animata dal coro dei ragazzi e presieduta da mons. Roberto Tebaldi.
La sera, dalle 19, ultima serata con le specialità gastronomiche dei Cuori Ben Nati e la musica dell’orchestra “Ornella Nicolini”. Durante le tre serate, da sabato a lunedì, si potranno gustare polenta e salame sulle braci e anche la tipica torta di San Biagio.
Info e programma completo su: www.cuoribennati.org
Ufficio Stampa: Francesca Gardenato

sabato 18 gennaio 2014

L'acqua non ferma la Fiera di Lonato del Garda

Inaugurata questa mattina (sabato 18 gennaio, poco dopo le 10.30 con un cambio di location causa maltempo) sotto un affollato portico del municipio in piazza Martiri della libertà la 56ª Fiera regionale di Lonato del Garda per l’agricoltura, l’artigianato e il commercio.
Il parroco di Lonato d/G don Osvaldo Checchini taglia il nastro.
La Banda cittadina ha reso più solenne la cerimonia e la pioggia non ha fermato la manifestazione, che proseguirà fino a domani sera con i suoi 6.500 metri quadrati di area espositiva (di cui mille al coperto). Unica variazione: annullato oggi pomeriggio il palo della cuccagna. Affollato ieri sera anche il Gran Galà di apertura della manifestazione al Teatro Italia. Mentre si terrà domani al vecchio palazzetto sportivo il Palio di Sant’Antonio abate, la sfida tra le frazioni lonatesi a colpi di giochi popolari e costumi d’altri tempi, dalle 14.30 con l’animazione di Radio NoiMusica. Sotto il portico del comune, è intanto appeso l’òs de stòmech di 70 chili che finirà in pentola questa sera, per essere poi servito dagli Alpini nel risotto domenicale, domani alle 12.30, davanti al municipio.
Si concludono domani le gare gastronomiche del chisöl de la me nóna e del salàm pö bù de Lunà (valutazione del miglior chisöl – dolce tipico – e del salame più buono) con le premiazioni in piazza Martiri della libertà alle 19. Sarà premiato anche il “miglior carro”, tra quelli allestiti dalle frazioni.

Come ha sottolineato questa mattina il sindaco Mario Bocchio nel suo discorso prima del taglio del nastro, l’inaugurazione della Fiera rappresenta «un traguardo importante che dà ancor di più carattere storico a questo evento che unisce cultura, sapori e tradizioni. Ed è proprio intorno alle tradizioni che gira la nostra fiera di Lonato del Garda!». Riprendendo le parole di fratel Mario Grigolini, superiore dell’abbazia di Maguzzano, Bocchio ha aggiunto: «le tradizioni sono il “fondamento valido per ogni ulteriore e valido progresso”. È infatti con questo legame di continuazione con il passato, di richiamo e riscoperta delle tradizioni del nostro mondo agricolo e di coinvolgimento delle frazioni, anima del vasto territorio lonatese, che cerchiamo di riportare l’ottimismo, il sorriso sui volti della gente cercando di allontanare, almeno temporaneamente, i pensieri e le ormai pressanti preoccupazioni quotidiane. In modo semplice ma efficace, cerchiamo di riportare un pensiero positivo a tutti, fra le nostre vie, con un fine settimana ricco di intrattenimenti e di sorprese».
Tante le autorità intervenute alla cerimonia inaugurale: a partire dall’assessore regionale all’agricoltura Gianni Fava, gli assessori regionali Alberto Cavalli e Margherita Peroni, il consigliere regionale Mauro Parolini, il presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora, l’assessore provinciale al Turismo Silvia Razzi e altre autorità della Provincia, i numerosi rappresentanti dei comuni vicini, le autorità militari e religiose e i tanti collaboratori che hanno reso possibile la fiera nell’edizione 2014. Benedetta dal nuovo parroco don Osvaldo Checchini la 56ª Fiera, bagnata ma – se è vero il detto – sempre fortunata!


L’assessore all’agricoltura di Regione Lombardia, Gianni Fava, ha affermato: «La fiera è sì momento di divertimento e di festa, ma è anche un’occasione di confronto, ci riporta alla nostra cultura e alle nostre origini ed è dal settore agroalimentare che occorre ripartire. Perché eventi come questo ci ricordano le risorse che abbiamo in Lombardia. All’estero guardano con invidia al nostro sistema agroalimentare per i livelli che abbiamo raggiunto… Per questo i nostri agricoltori e il nostro sistema agroalimentare devono poter essere remunerati in maniera adeguata e avere soddisfazioni, perché sempre più giovani possano tornare all’agricoltura. Per questo, dobbiamo tutelare i nostri prodotti e rilanciare il dibattito del mondo agricolo, portandolo nel mondo civile. E in tal senso la fiera è un’occasione di conoscenza e confronto».


Ufficio Stampa Comune e Fiera di Lonato del Garda: Francesca Gardenato
(Foto: Bonetta / Gardenato)


mercoledì 20 novembre 2013

Un anno di Vita Nova

Questa sera sarò a cena qui: al Ristorante Vita Nova di Brescia, ospite di Roberto, Francesco, Alessio ed Erdjan. A un anno dalla sua apertura il locale festeggia domani e dopodomani, 21 e 22 novembre, il primo anniversario con un menù che promette di far vivere agli ospiti un'esperienza speciale. Sette portate per un traguardo memorabile! Questa sera la conferenza stampa.

Vita Nova è la sfida di un gruppo di giovani e dinamici chef che vogliono mettersi in gioco per offrire un’esperienza gastronomica nuova e tutto il piacere di “essere viziati a tavola”. Con un menù italiano, che non dimentica i piatti della migliore tradizione bresciana.
Il ristorante si trova a due passi dal centro di Brescia, in un posto immerso nel verde, per l’esattezza nella zona nord della città, in via Stretta 48 vicino a via Oberdan e al golf club. È gradita la prenotazione perché i posti a sedere nella sala interna (suddivisa in due da una parete attrezzata) sono in tutto 38, più una trentina nel patio che offre alla vista un gratificante tuffo nel verde.

Roberto Giannoni, Alessio Guerriero, Erdjan Misini e Francesco Fascella vi invitano in un ambiente accogliente, elegante e molto luminoso, in stile provenzale. I tavoli sono ampi e rotondi, da 6 a 10 posti o anche da 20 posti (ovali) per le comitive. Servizio curato o, meglio, impeccabile.
Il menù, con tanti piatti bresciani, è decisamente orientato all’innovazione: si parte dalla tradizione italiana per sperimentare abbinamenti particolari e sofisticati, piatti sfiziosi e sapori nuovi. 

Vita Nova cerca il perfetto equilibrio tra alimenti selezionati e lavorati, in modo da preservarne le qualità, segue la stagionalità degli ingredienti portando in tavola la passione giovanile per la cucina e la creatività. Il menù va incontro ai più svariati gusti: carne, pesce di mare e anche piatti vegetariani o per chi ha problemi di intolleranze alimentari e celiachia.
Cambia quattro volte l’anno la carta, in base alla stagionalità dei prodotti. Fra le novità, spiccano tartufo, caviale e foie gras, da poco introdotti nel menù. Se siete alla ricerca di sapori sconosciuti, potreste provare i primi piatti con asparagi e pesche o il petto d’anatra alle ciliegie o le capesante in tempura con purea di sedano-rapa e salsa teriyaki. Dall’antipasto ai dolci, l’originalità e la passione di Vita Nova sapranno sedurre il vostro palato!

Dettaglio non da poco, infine, la cantina Vita Nova custodisce 106 etichette: vini italiani (da varie regioni), esteri e champagne. Ci sono anche vini pregiati, in generale con un ricarico contenuto, come Donna Fugata (Sicilia), Tenuta Ornellaia (Toscana), Cavalleri Franciacorta (Lombardia), Elena Walch (Trentino).

Articolo di Francesca Gardenato per Besciaatavola.it

mercoledì 18 settembre 2013

Una chiacchierata con Francesca Marsetti. Professione? "Faccio la chef a casa tua!"

Di solito uno chef si realizza nell’aprire un ristorante, poi arrivano il plauso della critica magari pure le stelle Michelin… Francesca Marsetti ha scelto invece di farsi aprire le porte di casa, in giro per l’Italia. 
Non si annoia mai la 37enne bresciana, chef a domicilio che presto vedremo sul mezzogiorno di Rai Uno. Per la rete, Facebook e gli amici lei è “Franci Chef”. Cucina creativa e tanti progetti, tra cui la tv. Affabile e sorridente, follemente innamorata del suo mestiere, da settembre la vedremo ospite del programma “La Prova del cuoco” di Rai Uno, in compagnia di Antonella Clerici. 
La scorsa stagione, rivela, «ho partecipato al concorso “Caccia al cuoco” e, tra tanti uomini, ho vinto io!». Grande soddisfazione per la chef, che aggiunge: «Da sabato 21 settembre sarò in tv con la prima diretta; ho firmato un contratto che mi vuole parte dello staff per 18 puntate».

«Un ristorante diverso tutte le sere. Non mi annoio mai!» 
Francesca Marsetti, solare e piena di inventiva, lavora come chef a domicilio in tutta Italia e anche all’estero. Mi chiamano per cucinare a casa o in location particolari, costruisco con i miei clienti il menù e, a seconda delle richiesta e del numero di persone, mi muovo da sola o con dei camerieri. Mi basta un piccolo spazio per coccolare il cliente e rendere la serata gustosamente indimenticabile».
A Clusane d’Iseo, nel Bresciano, la cuoca ha la sua sede operativa: “L’officina del gusto”, il laboratorio artigianale dove studia come stupire e conquistare il palato dei suoi clienti, cerca nuove combinazioni, cucina dolci e dolcetti, prepara la “mise en place” per le sue cene a domicilio.
Francesca si è un po’ inventata questa professione, non senza prima aver fatto esperienza e sacrifici. «Diciamo che ho creato questo lavoro dello chef a domicilio perché mi permette di fare in modo flessibile quello che mi ho sempre adorato: cucinare. In un periodo economicamente delicato, mi permette di contenere le spese, dato che non ho altri costi oltre al mio laboratorio. Lavoro su commissione e faccio la spesa al momento, così riesco anche a far quadrare i conti».
La sua è «una cucina creativa» e privilegia «ingredienti del territorio e tutto ciò che è italiano». Le piace «comporre per ottenere sapori diversi, fuori dagli schemi».
Figlia d’arte, cresciuta in mezzo alle padelle: da padre macellaio e mamma cuoca. Dopo la scuola alberghiera e il diploma, racconta la chef bresciana, «grazie al sostegno miei genitori che mi hanno permesso di proseguire questa strada, ho lavorato in ristoranti importanti. Sono stata a Venezia in un’università di perfezionamento cuochi dove arrivano chef da tutto il mondo e da studente ho imparato molto lavorando gratis. Poi ho iniziato a fare pratica sia in cucine giapponesi che in cucine del territorio, per avere una preparazione a tutto tondo: dal manzo all’olio di Rovato alla pasticceria, al sushi giapponese…».
Insomma ha sudato e acquisito un bel bagaglio Francesca, tra i suoi 18 e 20 anni. Anziché spassarsela, lavorava sodo. 
Tante lacrime prima, tanto onore dopo. «I giapponesi in cucina hanno un rigore e un rispetto degli alimenti quasi maniacale, in ogni fase della preparazione del cibo: dal lavaggio del riso alla preparazione del pesce. Per me questa è stata un’esperienza di vita, oltre che una grande scuola».
Poi è iniziata l’avventura dello chef a domicilio: «Un lavoro fantastico e anche faticoso – commenta –, come tutte le attività artigianali, ma che mi offre la possibilità di viaggiare quando voglio. Con un po’ di organizzazione, per il laboratorio artigianale, quando mi chiamano prendo e parto». 
Per esempio? «Quest’estate sono stata venti giorni a casa di un arabo a cucinare per le sue vacanze in Spagna e ora sto per firmare un contratto per andare a cucinare per l’FBA a Orlando, in Florida».
Come funziona la cucina a domicilio? 
«La signora o il gruppo di ragazzi o chi vuole la cena pronta mi chiama, io faccio il sopralluogo della cucina per capire se è abbastanza attrezzata o se devo portare il necessario; insieme scriviamo il menu e decidiamo il giorno. In laboratorio sbrigo gran parte del lavoro (pulisco il pesce, mondo le verdure, lavo la carne, ecc.) e metto tutto nei contenitori, poi cucino a casa ma senza sporcare né creare troppo disordine. Sotto le otto persone mi muovo da sola, per i tempi svelti della cucina; dagli otto invitati in su, porto con me uno o più camerieri, a seconda del numero e del tipo di servizio richiesto».
Non c’è un menù preimpostato, “Franci Chef” si presta a tutto, a seconda delle esigenze e del luogo: dalla carbonara o la grigliata da 20 euro alle supercene romantiche per due persone con servizio al bicchiere e duecento euro di spesa. «Mi adatto, basta che il cliente sia felice!» 
L’estate se ne sta andando e il lavoro non è mancato, anche sul Garda. Le ricette più gettonate nella bella stagione sono «la catalana di crostacei o astici e le verdure fresche. C’è stato anche un ritorno alla pasta fredda – dice – che non è banale, se di qualità, ben cotta e con i suoi condimenti giusti e freschi. In questi mesi ho fatto anche molte cene in piscina, con pasta e cereali take-away».
L’autunno è in arrivo e qui, anticipa Francesca Marsetti, «si preparano i risotti, mentre d’inverno la fanno da padroni il guanciale o brasato con la polenta, il manzo all’olio, la trippa o il baccalà… C’è un ritorno alla cucina genuina di una volta, ai piatti delle nostre nonne perché sono piatti che oggi nessuno sa fare e stanno uscendo dalla tradizione».
Poi ci sono i corsi di cucina creativa, molto richiesti dalle signore e non solo. «Li faccio perlopiù privati, su misura: di solito, si mettono insieme alcune amiche e mi dicono cosa vogliono imparare a cucinare, il corso dura circa 4 ore e alla fine le signore si portano a casa le porzioni dei piatti preparati insieme. Fatti nella loro cucina, con le loro pentole e il forno di casa: in questo modo sono certe che sapranno ripetere quanto appreso». 
Però, a chiamata, Francesca tiene anche corsi presso strutture e scuole private o, come accade a ottobre, sugli yacht ancorati a Lampedusa.

C’è tanta discriminazione, osserva infine la chef a domicilio, «tra chi si sa vendere bene e chi no. Io mi ritengo un cuoco, sto in cucina a spadellare e magari curo poco la mia immagine e la parlantina, ma di fatto so fare da mangiare e far felice i miei clienti. Sfatiamo il mito dello chef a domicilio costoso: mangiare a casa propria ciò che più si ama, comodamente servito e coccolato, non è come stare al ristorante in mezzo a tanta gente e consumare un piatto qualsiasi della carta». 

[Articolo di Francesca Gardenato, pubblicato sul settimanale Verona Fedele dell'8 settembre 2013, rubrica Terra&Tavola]




domenica 18 agosto 2013

Archiviata con successo la 38esima edizione della Festa del Vino

Un'altra festa se ne va e porta via con sé un pezzo di questa bella estate. Con il ricordo di una gran folla, circa diecimila persone, che la sera di Ferragosto ha riempito il campo sportivo di San Martino della Battaglia (nell'entroterra del comune desenzanese) per brindare al gran finale con gli occhi rapiti all'insù, sotto la volta celeste infuocata dallo spettacolo pirotecnico di Giordano Rossin. 
I cinque giorni agostani di festa e ottimi vini Lugana hanno raccolto anche quest'anno il consenso del pubblico e consentito al Gruppo Sportivo di San Martino della Battaglia di mettere da parte linfa preziosa per alimentare le attività, i corsi e gli impianti sportivi nel nuovo anno 2013/2014. 
Un ringraziamento particolare da parte del direttivo del G.S. San Martino d/B. presieduto da Roberto Turcato va a tutti i volontari - circa 180 persone - che si sono resi disponibili in tempo di ferie per le varie necessità dell'evento. 
Personalmente, condurre per la seconda volta la manifestazione è stata un'esperienza fantastica, che mi ha fatta sudare, correre ma soprattutto divertire! Ho conosciuto tanti artisti e condiviso con il pubblico belle emozioni. Per questa edizione ho avuto anche il piacere di curare con la mia socia, la grafica Cinzia Bocchio, il magazine della festa.
Qualche foto ricordo non basta a dire GRAZIE al G.S. per avermi scelta ancora una volta come voce ufficiale della 38esima Festa del Vino, parte di questa grande famiglia, dall'11 al 15 agosto scorso.

Alcune immagini di volontari, amici, ospiti e speaker di Radio Noi Musica
a San Martino della Battaglia. 

All'anno prossimo!




venerdì 9 agosto 2013

Domani sera vi aspetto qui...

Domani sera vi aspetto a Pozzolengo, nelle colline moreniche del nostro entroterra gardesano. Sarò la voce della festa, dopo tanti anni da ospite. 
Doppio appuntamento: prima in centro storico, in piazza davanti al municipio, per la parata con gli spettacoli proposti dai volontari delle contrade (dalle 18.00), poi al campo sportivo per la grande cena e il tradizionale Palio della pastasciutta. 
Alle 23 la giuria composta da tre chef premierà il migliore sugo, tra quelli cucinati negli stand delle otto contrade. Tutto nell'ambito dell'edizione 2013 del Palio di San Lorenzo organizzato dalla Pro Loco e dal Comune pozzolenghese. Se volete assaggiare i sughi e scegliere il vostro vincitore, meglio raggiungerci prima delle 21...
... e che vinca il migliore!

Non mancheranno gli stand delle aziende vitivinicole locali, dell'agrigelateria e la musica da ballo in pista, al campo sportivo di Pozzolengo.



lunedì 5 agosto 2013

Meno di una settimana alla Festa del Vino di San Martino della Battaglia

Il Gruppo Sportivo di San Martino d/B è pronto a stappare
la 38ª Festa del Vino!
Da domenica 11 a giovedì 15 agosto la festa è al campo sportivo di S.Martino (Comune di Desenzano)


Da domenica l’estate desenzanese si trasferisce nella frazione di San Martino. Il Gruppo Sportivo di San Martino della Battaglia invita tutti alla 38ª edizione della Festa del Vino, che promette come sempre ottima cucina, vini del Garda e intrattenimenti danzanti e sportivi per cinque giornate, da domenica 11 a giovedì 15 agosto al campo sportivo di San Martino (Comune di Desenzano).
Come in ogni edizione, la manifestazione regala giornate spensierate a migliaia di ospiti e un assaggio dei vini Doc del Basso Garda (sei le cantine presenti: Provenza, Pilandro, Sgreva, Zenato, Fratelli Fraccaroli e La Rifra) e dei piatti simbolo della migliore tradizione locale, ma soprattutto è fondamentale per finanziare le molteplici attività del gruppo sportivo durante l’anno, permettendo così a tanti giovani e meno giovani (non solo della frazione desenzanese) di fare sport, divertirsi nel tempo libero e stare insieme. Sono 280 gli atleti coinvolti nelle varie discipline (calcio, ciclismo ed handbike, pallavolo, tennis e ginnastica).
Il programma della festa sarà inaugurato domenica con la sfilata di trattori d’epoca alle 19 e ogni sera una diversa e prestigiosa orchestra farà ballare gli ospiti; poi la tradizionale biciclettata per le famiglie il 14 agosto dalle ore 9 con ritrovo al centro sportivo e gli appuntamenti tradizionali come la Briscolada de Feragost (Trofeo Festa del Vino) e i tornei di tennis e green-volley. A darsi da fare, dall’11 al 15 agosto 2013, negli stand allestiti al centro sportivo di San Martino d/B ci saranno più di 180 volontari e l’animazione di RadioNoi Musica. Una storia che si rinnova, grazie all’impegno costante di molte persone e all’affluenza del pubblico che da anni premia questo evento. 
Una manifestazione enogastronomica, importante per il territorio e per la stagione turistica, capace di radunare migliaia di persone soprattutto nella serata clou di Ferragosto, quando lo spettacolo pirotecnico illuminerà il cielo, a chiusura della manifestazione, alle 20.45.
«Qualcuno, tra i volontari, ha chiesto la pensione dopo 37 anni di festa – scherza il presidente Roberto Turcato, affiancato dal presidente onorario Ezio Breda – ma non credo di poter acconsentire, visto che non sono stati pagati i contributi! Le ultime edizioni di successo ci spronano a proseguire e anche quest’anno siamo pronti a dare il benvenuto ai nostri ospiti, concittadini e turisti. Tra le fila degli attivi, ci sono anche molti giovani, a tutti va il più sentito ringraziamento da parte dei vertici del Gruppo Sportivo e dell’amministrazione comunale di Desenzano, che patrocina l’evento. Ogni volontario è prezioso e le porte sono aperte, per lavorare e crescere ancora insieme».
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Per il secondo anno, il Gruppo Sportivo mi ha affidato la conduzione delle serate di questa allegra festa. Con piacere salgo anche quest'anno a bordo di un'avventura che mi porterà per cinque giorni in pista con gli amici del G.S. San Martino d/B! Grazie per la fiducia :-)
Prima però, questo sabato 10 agosto, darò voce al Palio di San Lorenzo a Pozzolengo: dalla sfilata delle contrade (ore 18) al palio della pastasciutta (ore 20) con stand gastronomici e musica, organizzati da Pro Loco, Comune di Pozzolengo e associazioni locali. Vi aspetto anche a Pozzolengo.


sabato 12 gennaio 2013

Tra pochi giorni, si parte con la Fiera di Lonato del Garda

È stata presentata oggi (12 gennaio 2013) in Sala Celesti la nuova edizione della Fiera lonatese, il primo evento dell’anno nel comune e in Provincia di Brescia.



Comincia proprio con la ricorrenza di Sant’Antonio abate, giovedì 17 gennaio, l’edizione numero 55 della Fiera regionale di Lonato del Garda 2013, come sempre dedicata all’agricoltura, l’artigianato e il commercio con numerosi espositori (che raggiungeranno il centro dal 18 gennaio) e un’atmosfera di costante collaborazione e voglia di valorizzare la città e le sue eccellenze.
La fiera si aprirà con la Messa per il patrono celebrata in basilica la mattina del 17 gennaio alle ore 10, poi la tradizionale benedizione degli animali sul sagrato della Chiesa di S.Antonio abate alle 14.30 e il Gran Galà Show, serata di cabaret e intrattenimento dalle 21 al Teatro Italia.
Già dal 2 gennaio è attivo il circuito enogastronomico Töt Porsèl con menu a base di carne di maiale e altre specialità lonatesi proposte dai ristoranti della città, fino a domenica 28 febbraio. Altri eventi prenderanno avvio nei prossimi giorni per arrivare al taglio del nastro ufficiale con le autorità, sabato 19 gennaio alle 10.30 su viale Roma, e alle due giornale clou della fiera, fra stand gastronomici, mostre, sfilate, giochi di piazza, macchine moderne e mezzi antichi, carri e tradizioni contadine.


Il sindaco di Lonato del Garda Mario Bocchio a presentazione della manifestazione cittadina dichiara: «Agricoltura, artigianato, enogastronomia e commercio tornano ad animare la nostra bella piazza, le vie del centro storico, le strutture coperte e, novità 2013, il nuovo palazzetto dello sport. È in questi ampi spazi che la nostra fiera offre agli espositori l’opportunità di dimostrare la qualità dei prodotti e servizi offerti ed è qui che, con un lungo percorso creato fra gli stand, i visitatori potranno fare acquisti, ricordare le tradizioni locali e conoscere le novità dei settori presenti».
Come ogni anno, «la nostra città riscopre vitalità dimostrando che la Fiera regionale di Lonato rimane la più importante e seguita del nostro territorio. Sempre capace di confermare gli appuntamenti tradizionali unendoli alla giusta dose di novità, questo imperdibile appuntamento è frutto dell’intenso lavoro, impegno ed entusiasmo del comitato e dei suoi collaboratori: a loro rivolgo un sentito ringraziamento per l’attività svolta ed i più sinceri complimenti per i risultati raggiunti in questi anni e do il benvenuto a espositori, associazioni, artisti viaggianti e a quanti affolleranno il nostro centro nei prossimi giorni».

Anche in questa edizione, il comitato organizzatore è presieduto dall’assessore al Commercio Valentino Leonardi e diretto dal consigliere comunale Nicola Ferrarini.

IN PIAZZA CON LA DECO
Si è completato per l’osso dello stomaco il percorso verso la Deco. Con una deliberazione unanime, a dicembre il Consiglio comunale lonatese ha votato il completamento dell’iter per l’istituzione della Denominazione comunale d’origine per i prodotti locali come l’òs de stòmech, un salume che si produceva una volta nelle campagne di Lonato e veniva consumato nei momento di festa, direttamente nei campi, durante la trebbiatura e la vendemmia.
Un osso dello stomaco “da Guinness dei primati” sarà esposto in piazza Martiri della libertà a Lonato, durante la fiera.

Secondo la tradizione, nel giorno della fiera, i contadini delle frazioni venivano in centro a portare nelle osterie il loro salame, per condividerlo in compagnia, con amici e compaesani. È questa un’usanza che Lonato del Garda non vuole dimenticare ed è l’osso dello stomaco il simbolo gastronomico della Fiera regionale 2013.
Ecco perché quattro macellai lonatesi (Savoldi Carni, Lonato Carni, Salumificio Primì e Macelleria Mister Gusto) si sono uniti e hanno preparato per l’occasione un osso dello stomaco “gigante”, da Guinnes dei primati: quasi 36 kg. Poiché però non esiste una vescica di maiale tanto grande, un’anziana del paese è stata incaricata di cucirne insieme due per riempire la doppia vescica con impasto e pezzi di sterno del suino. Il mega òs de stòmech verrà appeso venerdì 18 gennaio sotto il municipio e rimarrà esposto fino a sabato sera, poi cotto nella notte.
Serviranno circa otto ore per cuocere l’insaccato da quasi 36 kg e cucinare il risotto da offrire agli ospiti della fiera, durante la domenica. Il risotto con l’osso dello stomaco, novità 2013, sarà distribuito gratuitamente dagli Alpini durante la giornata, verso le 12.30 e più volte nel pomeriggio.
Nella ricetta lonatese dell’osso dello stomaco, ricorda Marino Damonti, ristoratore e membro della commissione istituita dal sindaco per le Deco, «si usa l’osso dello sterno, messo per un giorno intero a marinare “en visiù”, in un mix di vino rosso e sale, pepe, aglio, cannella e noce moscata. Quindi l’osso deve essere tagliato a pezzi con il coltello e insaccato nella vescica del maiale insieme all’impasto di carne, precedentemente preparato, con parti suine magre e grasse, spezie e grappa giovane. L’insaccato viene quindi legato per ottenere otto spicchi, forato e asciugato. Si gusta dopo almeno due ore di cottura in acqua bollente». 
Durante la fiera non mancheranno le occasioni di promozione della nuova Deco, cui si andranno ad aggiungere anche i raperonzoli, altra prodotto tipico, erbetta semplice ma saporita, testimone della cultura e del passato lonatese. Non è una Deco, ma di certo una prelibatezza lonatese il chisöl de Lunà, focaccia dolce dal sapore semplice a cui è dedicato un concorso gastronomico.



Per maggiori informazioni rivolgersi all’Ufficio Fiera (tel. 030.9131456)

Ufficio Stampa Comune di Lonato del Garda
Francesca Gardenato | francescagardenato(at)gmail.com



lunedì 26 settembre 2011

Tra un mese. Le quattro stagioni di un autore bresciano

“Sempre verde è la foglia di chi conosce la via, essa non teme il mutare delle stagioni, perché conscia di appartenere a un grande albero” (C.Parisi)

«Mi piacerebbe scrivere un libro, raccogliere le mie poesie e i miei ricordi di contadino».
Con genuina semplicità, avvicinandosi a me la prima volta che ci incontrammo durante un evento a Lonato del Garda, Francesco Lorenzini mi rivelò il suo desiderio. Fare un libro, il suo.
Era circa un anno fa. In quel primo, breve colloquio non ebbi la percezione del patrimonio di memorie e di esperienze che l’autore custodiva. Da subito, però, mi fu chiara una cosa: una parte del testo che desiderava creare avrebbe raccontato il ruolo centrale e le attività di quella fiamma viva del focolare, linfa preziosa nelle vicissitudini dei tempi passati (direi anche di quelli moderni), che è la donna. Anima gentile e operosa, che ispira l’uomo, che cresce i figli, che nella vita rurale aveva precise mansioni da portare avanti, fuori e dentro le mura domestiche. E sempre con coraggiosa umiltà. E come potevo restare indifferente a tale invito?
Alle donne e pure ai giovani di un tempo. A loro sono dedicate alcune pagine di ricordi, tradizioni e poesie in cui il passato bresciano è distillato in piccole ma sapienti gocce dalla penna di Francesco Lorenzini. Quattro le stagioni dell’anno e della vita, che l’autore ripropone qui, articolando il suo testo secondo i ritmi e i colori della natura nei quattro tempi dell’anno. Che si ripetono come una ruota che gira, ma cambia con gli anni. A scandire la lettura sono infatti i lavori dell’antica campagna: abitudini, mansioni e vecchi attrezzi oggi sconosciuti o del tutto dimenticati.
Modesto, cordiale, attento osservatore. Anche poeta sensibile. Lo scrittore lonatese, giorno dopo giorno, ha inserito tasselli vissuti, per ricomporre con acuta schiettezza questo mosaico di rimembranze, di sacrifici, di conquiste e soddisfazioni, che rivelano a chi non l’ha conosciuta la vita trascorsa tra le cascine e i borghi bresciani, nei campi sudati.
Quasi un secolo fa. Raccogliendo con scrupolosa e genuina saggezza immagini ed episodi, con quel tocco di pragmatismo che gli viene dalla professione, Francesco Lorenzini ha riportato fatti di cronaca popolare, usanze familiari e menage rurali, pietanze, doveri e svaghi giovanili, affiancando momenti lieti a memorie più grame, senza trascurare neppure l’avvento della cooperazione agricola nel Lonatese e nei paesi limitrofi. Momenti di evoluzione che lo videro protagonista attivo, impegnato nel cammino verso il progresso.
Ora che l’opera è compiuta. Il nostro lavoro “di squadra” si è concluso e ha dato il suo frutto succoso. 
Dai semi di vita e dalla creatività di un uomo, di un padre e di un nonno sono nate queste pagine. Che rivelano come, animato da valori saldi e profondi, l’autore abbia saputo fare dell’esperienza la sua fonte vivida di ispirazione, quindi agire, osservare e meditare, e soprattutto raccontare da cronista attento uno spaccato agreste di esistenza bresciana, tra le colline moreniche del Garda. Nelle borgate e tra le genti di Lonato, Bedizzole, Calcinato e dintorni ritroverete quei “semi di vita contadina”, con poesie e modi di dire nel dialetto locale. 
Tenendo stretti nel suo pugno forte i valori della famiglia, della terra, della religione e del lavoro, Lorenzini ha ripercorso in particolare il ventennio tra gli anni ’40 e gli anni ’60 del Novecento, per consegnare alle nuove generazioni un piccolo ma nutriente manuale di quella che è stata l’agricoltura bresciana per una parte del secolo scorso. Memorie pregne di umori e di sapidità, come la terra che le ha accolte. Tra un mese: "Semi di vita contadina. Ricordi e poesie di Francesco Lorenzini". Editing a cura di Francesca Gardenato.