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domenica 19 ottobre 2014

Comunicazione molto social

Dopo una settimana di full immersion dedicata al Social Media Marketing e alla Comunicazione politica non posso che ringraziare tutti i “prof” del Master in Social Media & Digital Marketing di Padova e l’organizzazione di Eurogiovani.it per l’esperienza fantastica, faticosa ma entusiasmante. 
Tante domande hanno trovato risposta. Cinque giornate piene con professionisti del settore di tutta Italia, che hanno portato in aula un bagaglio di conoscenze interessantissime, casi e spunti utilissimi su cui impostare un nuovo e più ampio lavoro. 
Mi sento letteralmente ricaricata e ancora più felice di rendere la mia scrittura più social e di continuare l’impegno di addetto stampa e di comunicatore attingendo dai brillanti consigli di esperti come:
Gianpaolo Lorusso (www.gplorusso.com)
Dino Amenduni (www.proformaweb.it)
Francesco Porzio (www.magillaguerrilla.it)
Rino Scoppio (www.rinoscoppio.com)

Ora non resta che mettersi al lavoro, specialmente in vista delle prossime elezioni amministrative 2015, partendo da Lonato del Garda. C’è molto materiale su cui lavorare e ci sono nuove porte da aprire: #allavoro #sipartesubito

A proposito di comunicazione politica e social media e di buone idee da sviluppare attraverso canali come Facebook, Twitter e Youtube, ecco un video... anzi due esemplari!

Bravo comunicatore o sindaco ideale?           
      VIDEO 1       e      VIDEO 2

Una buona agenzia di marketing e comunicazione politica deve spingere il candidato nella campagna elettorale e accompagnarlo anche dopo. Nel caso specifico dei video, certo, il candidato era già stimato e con esperienza. Una buona campagna di comunicazione deve sostenere il candidato per portargli voti, spingerlo e renderlo popolare, ma seguirlo anche dopo perché mantenga credibilità e popolarità in funzione delle elezioni successive.



lunedì 14 maggio 2012

La nuova campagna e la vecchia conoscenza

Nella mia cittadina (oggi non tanto ridente), Desenzano del Garda, si va al ballottaggio domenica 20 e lunedì 21 maggio: il civico Renzo Scamperle contro Rosa Leso del Pd, aspirante a essere la prima donna-sindaco per la città.  Ma per molti comuni è bastato il primo turno a confermare o rinnovare l’amministrazione civica.


Al di là dei risultati del voto, a ogni campagna elettorale si aggiunge qualcosa di nuovo.
Ora che la corsa è finita, si può guardare indietro e osservare un poco il percorso. Se una volta la battaglia tra i pretendenti alla poltrona si combatteva solo a suon di manifesti, santini e comizi, oggi i simboli li abbiamo visti ovunque: sulle penne e sugli uomini sandwich, sulle auto e sui maxischermi, persino su magliette, palloncini e persino tappeti!
In facebook e twitter, social network in gran voga, un turbinio di commenti e provocazioni. Fuori dalla rete, un fiorire di gadget più o meno originali, una gara sfrenata a chi sorprende di più, nella speranza di riuscire a fermare l’attenzione e a conquistare l’agognato voto. La pubblicità ha coperto il suolo pubblico, in barba al rispetto dell’ambiente, leitmotiv di molte liste.
Da galante (candidato) c’è chi ha regalato fiori alle signore o ha tappezzato le auto di “Aprimi”, messaggi e grandi promesse. 
La comunicazione, quella elettorale in questo caso, può essere paragonata a una lama a doppio taglio. In effetti, un messaggio non testato (non provato in anteprima su un campione rappresentativo di elettori) potrebbe diventare un brutto autogol, stancare e produrre l’effetto inverso, ecco allora che ci si affida in toto ad agenzie di comunicazione specializzate e consulenti dell’immagine, che mai come questo giro hanno consigliato espressioni serie e sguardi impegnati, per seguire la sobria linea del governo Monti.
L’ufficio stampa tradizionale è stato supportato da una campagna comunicativa sempre più orientata al web 2.0, tra twitter e facebook, interviste caricate su siti internet, giornali on-line, blog e web radio e web tv. Un’ampia e importante vetrina parallela al mondo reale, con comunicati stampa inviati in diretta e dichiarazioni postate con studiata regolarità. Le interviste audio o scritte hanno girato la rete e “consentito” a molti, anche dopo il silenzio imposto nel mondo reale, di continuare a farsi sentire o vedere fino all’ultimo istante prima del voto.
Oggi la squadra del candidato sindaco, per essere all’altezza dei politici nostrani, si è allargata: servono il portavoce, il consulente politico, uno speechwriter – ovvero una sorta di guida per la stesura dei discorsi da portare ai comizi o confronti pubblici, ma attenzione a chi legge e basta! – oltre che un coordinatore o un manager dell’intera campagna elettorale, un ricercatore di marketing politico-elettorale  e, per i più esigenti, la figura del personal coach che suggerisce pose, toni, mosse e look al candidato, così che tutto, dall’immagine alla voce, sia curato nel dettaglio per incantare al meglio l’elettorato. Che, sappiamo, di questi tempi è sempre più confuso.
A pensarsi su, ci mancherebbe solo la stuntman (una acrobata, magari come controfigura) da far saltare in piazza!
Comunque, la comunicazione affidata a una normale agenzia di comunicazione può non bastare a misurare in anticipo e in maniera scientifica il ritorno di gradimento e di penetrazione, come accade invece se la comunicazione politica è curata da un istituto di ricerca che utilizza strumenti conoscitivi collaudati, più attendibili e di più elevato livello professionale. 
Vabbè, scelta di fatto improponibile nel caso delle liste civiche che quest’anno si sono moltiplicate come reazione ai partiti incapaci di coalizioni o per il desiderio di provare e ambiare qualcosa, e che si autofinanziano e non ricevono denari dalle segreterie. I budget più contenuti generano campagne meno pompose, comunicazione e propaganda “fai da te”, affidate al portafoglio dei candidati, alla fantasia e alla buona volontà dei singoli. Per ufficio stampa un amico, o un nome in lista, e avanti con il passaparola, il giro di santini, volantini e spille e i brindisi in piazza.
Oltre ai cartelloni affissi negli spazi comunali consentiti, si sono visti circolare camper, autobus o autocarri, sono tornati addirittura i famosi Ape per esibire la pubblicità dei candidati. C’è chi si è mosso d’anticipo con sondaggi specifici, somministrati alla gente per tastare il terreno e raccogliere suggerimenti in funzione del programma elettorale.
Via email abbiamo ricevuto newsletter con gli appuntamenti aggiornati giorno per giorno e per strada messaggi subliminali, spot, frasi a effetto, titoli e colori studiati per cercare di far strabuzzare l’occhio del passante. Per creare fermento intorno al candidato sindaco si è fatto di tutto, anche nell’intrattenimento: eventi musicali e teatrali, degustazioni e cene, lezioni di marketing o di buona cucina, concerti con giovani band, incontri con autori e politici, grandi nomi e grandi platee, tanto rumore e un fermento inusuale per certi paese abituati alla quiete del non fare o del più silenzioso costruire.
Ora, dopo settimane affollate di banchetti in piazza, convention e dibattiti, il vecchio (immancabile) porta a porta e cassette della posta intasate, la campagna elettorale anche quest’anno si è conclusa.
Cosa ha fruttato di più? Forse più dei colpi sparati a grande effetto, dai primi risultati, alle amministrative almeno, ancora conta l’essere conosciuti e stimati, magari l’aver alle spalle un partito di sostegno (questo per chi ancora crede nei simboli) e l’aver giocato bene le proprie carte con passaparola e consiglieri noti (che abbiano fatto tanto o poco, a seconda) ma i cui nomi circolino sul territorio, magari da anni. La vecchia conoscenza in Italia è ancora una garanzia. Quasi sempre.

(Francesca Gardenato, da “Verona Fedele” – numero del 13 maggio 2012)