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martedì 22 settembre 2015

Tiro a volo, Mondiali 2015. Vincere portando nel cuore l'amore di Dio

Il tiro a volo è una delle discipline che contribuiscono al medagliere italiano e proprio la scorsa settimana, sul Garda bresciano, i riflettori dell’Italia sportiva e del mondo sono stati puntati su Lonato per il Campionato mondiale di tiro a volo 2015. 
Questo evento mondiale ha portato al Trap Concaverde, unico impianto in Italia e in Europa a disporre di ben 12 campi di tiro, oltre 800 atleti da 92 nazioni e decine di giornalisti, tecnici ed esperti del settore tra il 10 e il 18 settembre scorso.

Un ringraziamento particolare a Renato Roberti, autore di questa fotografia, e all’ufficio stampa del Trap Concaverde.
Giovanni Pellielo nella foto di R.Roberti
È argento ai Mondiali di tiro a volo 2015 per Giovanni Pellielo, 45enne vercellese detto “Johnny”, che a Lonato ha provato a rincorrere il quinto titolo mondiale. Dopo un inizio in salita, il traguardo si è tinto d’argento.
La sua corsa si è arrestata alla fine del duello con lo slovacco Erik Varga. Pellielo ha infilato l’ultima cartuccia nel fucile con la vittoria praticamente in pugno, essendo avanti di un piattello, ma doveva posizionarsi e imbracciare il fucile in fretta. Troppo in fretta: «Sono andato in affanno – ha raccontato Pellielo alla stampa – e non ho avuto il tempo materiale di prepararmi che è partito il piattello. Non mi era mai successo». L’ultimo piattello della finale è schizzato a sinistra senza infrangersi. Agli spari supplementari Pellielo è arrivato teso e ha sbagliato il secondo tiro, mancando d’un pelo l’oro mondiale.
«La speranza dell’oro non nego che c’era – dichiara qualche ora dopo il campione a Verona Fedele – ma sono contento perché rispetto a come ero partito, in netta salita, la gara ha preso una bella piega. Il finale poteva essere d’oro, se non sbagliavo quell’ultimo colpo, ma sono soddisfatto per come è andata».
Le sensazioni sul mondiale sono tante, ma non c’è amarezza nelle parole di “Johnny”.
«È stato un campionato del mondo che ha messo a dura prova la mia tensione e i miei nervi. Lo ricorderò solo per la meraviglia di essere arrivato in finale. Mi ritengo una persona normale e so quello che ho fatto. Non traggo mai amarezza dalle competizioni, piuttosto porto via la consapevolezza dei miei limiti per lavorarci, migliorare, senza accanirmi sui risultati. Sarebbe un insulto alla vita sportiva crucciarsi per un secondo posto. Una medaglia d’argento a un mondiale, disputato individualmente, è sempre un ottimo risultato. C’è, sì, la consapevolezza di poter raggiungere un traguardo ogni volta superiore, ma la ricerca è prima di tutto interiore».
Pellielo, del resto, è uomo da circa 50mila colpi l’anno. Uno sportivo con la s maiuscola. Ha iniziato la sua carriera nel giorno del suo diciottesimo compleanno, dopo anni di ballo. Complice la madre, che da tempo praticava il tiro a volo (come anche i fratelli di Giovanni) e lo ha accompagnato per la prima volta in un poligono. Appena quattro anni dopo, è stato convocato per partecipare alle Olimpiadi di Barcellona del 1992, dove si è classificato a ridosso della finale a sei. Da lì, un’escalation di successi: ha vinto sei finali di Coppa del mondo, quattro titoli mondiali, tre titoli europei, 17 prove di Coppa del mondo, 10 titoli italiani, due volte campione ai Giochi del Mediterraneo, la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Sydney 2000, l’argento ad Atene 2004 e a Pechino 2008. Risultati a livello individuale, cui si aggiungono quelli a squadre. Tutte soddisfazioni raggiunte trascorrendo anche 10-12 ore al giorno  in campo. Sacrifici sostenibili grazie alla grande passione e alla motivazione che animano Giovanni Pellielo.
«Nella vita di uno sportivo ci sono due lati – continua l’atleta –: da una parte la soddisfazione del bisogno e dall’altra la motivazione. Se ci si ferma al primo, si è finiti come uomini e come sportivi. La motivazione invece è un qualcosa che non si esaurisce e ti spinge sempre avanti».
Pellielo è uomo di fede, cattolico convinto. E anche questo fa la differenza. Forse è un personaggio atipico nel mondo dello sport, ma che non passa inosservato per le sue riflessioni. Nel 2000 è stato convocato in udienza da papa Giovanni Paolo II in Vaticano, ed è stato premiato con il “Discobolo d’oro” per la morale, alla presenza del cardinale Ruini.
La fede per lui è un insegnamento e un invito al miglioramento continuo, nella vita come nello sport. «Non può finire con la medaglia, che è un momento di gloria, ma bisogna andare oltre – afferma –. Non possiamo vivere di speranze e di ricordi, ma dobbiamo sempre fare del nostro meglio». Come? «La preghiera aiuta a migliorare noi stessi, a scavare più a fondo dentro di noi».
Viene spontaneo chiedergli se un atleta del suo calibro, prima di un mondiale, preghi per la vittoria. «Non prego mai per chiedere aiuto o avere maggiore forza nelle gare, prego per necessità diverse, come ci insegnano papa Francesco e i padri della chiesa, come nel Padre nostro». Vincere è anche «avvicinare la preghiera al fare quotidiano» e «avere negli occhi l’amore di Dio».
Manca l’oro olimpico nel palmares di Giovanni Pellielo, ma lui non se ne fa un cruccio. «È l’unico colore che mi manca e cercherò di farcela. Altrimenti si va avanti lo stesso. Il tiro a volo è la mia vita e continuerò a praticarlo».
Francesca Gardenato
(articolo pubblicato sul settimanale Verona Fedele)

lunedì 9 febbraio 2015

San Giovanni Bosco rivive in un musical!

“C’è da non crederci”: uno spettacolo toccante, un successo sorprendente e meritatissimo.
È la nuova commedia musicale nata all’ombra del campanile del Duomo di Desenzano, realizzata dalla compagnia teatrale Oratorio Paolo VI, con la regia di Diego Belli e Micaela Rossi, la regia musicale di Luca Della Bianca, le coreografie  di Nausicàa Marchiori, i testi e le musiche originali di Ivo Valoppi, e la supervisione del curato del Duomo don Gabriele Vrech.
L’occasione è il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. Nel cuore storico della città gardesana, tra il 1896 e il 1902, i primi discepoli di don Bosco rilanciarono l’oratorio. Il Teatro Paolo VI, da cui parte il progetto teatrale “C’è da non crederci”, si trova proprio in vicolo Oratorio 19. Lì, tra scroscianti applausi e il tutto esaurito, è stato rappresentato per ben due volte il musical, sabato 7 e domenica 8 febbraio, dopo la prima del 30 gennaio scorso all’Istituto salesiano San Zeno di Verona.
«Era già tutto pronto da tempo – racconta don Gabriele Vrech, collaboratore parrocchiale del Duomo e supervisore del progetto –. Il terreno era già stato fecondato nel nostro oratorio proprio da chi don Bosco l’aveva conosciuto: i primi Salesiani». Addirittura il suo successore, il beato Michele Rua, visitò Desenzano e il suo oratorio. 
Ora don Bosco rientra non solo in scena, ma nella vita di molti giovani: «Con il suo amore, per un vangelo semplice e concreto, ci insegna a stare nella realtà con il suo sguardo e la sua dedizione».
Sono proprio i giovani i protagonisti di questo musical: cinquanta tra attori non professionisti e ballerini, che c’hanno messo il cuore e in pochi mesi hanno saputo realizzare un piccolo, grande “miracolo”, con il supporto di molti volontari e amici della parrocchia del Duomo e del parroco don Giovanni Ghirardi. Interminabili gli applausi, tutti meritati, dai giovani e promettenti attori, supportati tecnicamente anche dalla Scuola di Musica del Garda.
Il laboratorio di teatro continua e la prossima data del musical sarà a Lonato del Garda – Teatro Italia – sabato 18 aprile alle 21.
Don Bosco, fondatore dei Salesiani, a 26 anni giungeva a Torino per salvare dalla strada e dalla prigione i ragazzi poverissimi che vivevano nella città industriale. L’inizio fu difficile, la dura realtà della periferia gli mostrava miseria e sfruttamento. Dopo qualche mese di diffidenza, nel dicembre del 1841, i ragazzi iniziarono ad avvicinarsi a quel giovane prete per trovare la protezione e il conforto che egli prometteva. Guidato da un sogno, don Bosco tracciò una via nuova nel mondo dell’educazione della gioventù, seppe accogliere i giovani e nacque così l’oratorio.

Il video del backstage #cedanoncrederci #DonBosco2015




martedì 21 ottobre 2014

Paolo Brosio e "il teatro libro" per la prima volta in Lombardia

Comunicato stampa

Questo venerdì, la testimonianza di Paolo Brosio 
sul palco del Teatro Italia

Paolo Brosio, giornalista e conduttore televisivo, sarà ospite al Cinema Teatro Italia di Lonato del Garda, in via Antiche mura 2, questo venerdì 24 ottobre alle 20.45. Brosio viene a Lonato per portare uno spettacolo, ma soprattutto la sua toccante testimonianza di fede attraverso l’arte del “teatrolibro”, ovvero il racconto in diretta che si arricchisce di video, foto, interviste e filmati.
È la prima volta che lo spettacolo sale su un palcoscenico lombardo, e con orgoglio la comunità lonatese si prepara ad accogliere l'atteso ospite.
L’idea di questo incontro in oratorio con Brosio, riferisce il vicario parrocchiale di Lonato don Matteo Selmo, «nasce da alcuni parrocchiani, che vivono una spiritualità mariana legata a Medjugorie, luogo in cui Paolo alcuni anni fa ha avuto la sua conversione, come tante altre persone che vivono un'esperienza di fede e che prima erano ‘lontani’ da Dio. Hanno così contattato Paolo Brosio, il quale ha accettato volentieri di venire a Lonato per farci dono della sua esperienza. Anche noi come parrocchia abbiamo colto questa opportunità, poiché riteniamo che ogni persona è un dono! E un dono arricchisce sempre, ancora di più se è una testimonianza di fede».

Grazie all’organizzazione della parrocchia lonatese, dunque, al Teatro Italia sarà portato in scena un libro, «appena scritto, ancora fresco d'inchiostro», spiega Paolo Brosio. «Attraverso vicende e storie che escono dalle pagine stesse del libro e che così si materializzano davanti al pubblico: “ilteatrolibro® – RAGGI DI LUCE”, servizi giornalistici, clip audio-video, testimonianze, musica, filmati, documenti inediti e fotografie, che raccontano vicende e fatti di vita che aprono il cuore alla speranza come guarigioni inspiegabili, miracoli, conversioni del cuore e storie di vocazione alla vita sacerdotale… La mia testimonianza sarà il perno sul quale ruoterà la scaletta teatrale”.
L’invito è aperto a tutti, la serata è a ingresso libero e sarà trasmessa in diretta da Radio Noi Musica, quindi ascoltabile anche da casa collegandosi al sito internet www.noimusica.org.

Altri appuntamenti prima del 24 ottobre:
Il giornalista e conduttore Paolo Brosio sarà ospite di Radio RCS e Radio Noi Musica (www.noimusica.org) mercoledì 22/10 alle 10.30 e la sera alle 21.30 (in replica); sarà poi ospite in diretta nel salotto televisivo di Teletutto giovedì 23 ottobre alle ore 19.

Ufficio stampa evento: Francesca Gardenato - francescagardenato(at)gmail.com




sabato 21 dicembre 2013

"Nuovo Mondo". Il musical rock che ricorda don Luca

Anno 2050. Su Nuovo Mondo, quello che fino a poco tempo fa era chiamato pianeta Terra, la libertà è un’utopia. Alla ricerca della perfezione, il dittatore e la sua Inspectio Corporation impongono ai ragazzi un nuovo ordinamento. “Per il bene dell’umanità”, tutto è sotto controllo: ogni forma d’arte viene manipolata affinché non risulti sovversiva, i sentimenti sono definiti debolezze e vengono soppressi. Ma la musica grida la sua libertà, e qualcuno osa ancora cantare e ballare...
Non è fantascienza, ma quasi. È la storia inedita, fantasiosa e avvincente, raccontata nel nuovo musical rock “Nuovo Mondo” che i ragazzi della compagnia teatrale della Parrocchia di Rivoltella del Garda (Desenzano, Bs) portano in scena domenica 22 dicembre alle 15 (domani pomeriggio). Lo spettacolo, a ingresso libero, si svolge nel Teatro parrocchiale San Michele arcangelo.
“Nuovo Mondo – Il Musical” è un’opera rock che ha visto impegnati per quasi due anni oltre quaranta artisti, tra cui molti adolescenti-attori: autori, musicisti, cantanti, coreografi, scenografi, costumisti, tecnici luci-audio-video, attori-ballerini-cantanti. Una storia pensata e scritta per i ragazzi, ma adatta a qualsiasi età, dove si parla di temi importanti: la libertà, il coraggio, l’amicizia e l’amore, la forza di credere nei sogni e nella vita… tutto in chiave rock.
Un’idea che realizza anche uno dei sogni del compianto don Luca Nicocelli (fondatore del progetto Noi Musica per fare aggregazione e incoraggiare i giovani cantanti e musicisti) legato sia alla compagnia teatrale sia alla parrocchia di Rivoltella, dove fu curato. Lui di sicuro sarebbe stato seduto in teatro, domenica, in prima fila con le mani sulla pancia, concentrato nel godersi "i suoi ragazzi" recitare, cantare e ballare. E quanti sorrisi benevoli gli sarebbero sfuggiti!
Da anni don Luca sognava un musical inedito, d’impronta rock, ed ora con la compagnia de “I 20 e le Menti” dell’Oratorio rivoltellese lo spettacolo è pronto al gran debutto.
Nuovo Mondo, una storia originale, ideata e scritta da Stefano Romanini, co-sceneggiata da Barbara Favaro e consegnata alla regia di Marisa Binatti, alla direzione de “I 20 e le Menti”. Musiche e liriche originali scritte da Stefano Romanini ed eseguite da un carnet di musicisti professionisti.
I ragazzi di Nuovo Mondo sono cresciuti e “ammaestrati” per essere all’altezza delle aspettative di una società perfetta, ma la perfezione ha un prezzo e non tutti sono disposti a pagarlo, non se viene chiesto loro di sacrificare la propria libertà e i propri sogni… E i ribelli lotteranno a suon di musica per difendere ciò in cui credono.
La compagnia ringrazia il parroco don Guido Romagnoli per il sostegno e la disponibilità.


Francesca Gardenato 
(per il quotidiano Avvenire - 20 dicembre 2013)


martedì 30 luglio 2013

Zaini pieni di ricordi per la Gmg TUTTI A RIO...LTELA

“Andate e fate discepoli tutti i popoli”: il messaggio del papa ha unito circa tre milioni di fedeli  di tutto il mondo a Rio de Janeiro, in Brasile. Lo stesso che ha chiamato quasi 500 giovani a Rio…ltèla, sulle rive del lago di Garda bresciano, lo scorso fine settimana per la Giornata mondiale della gioventù diocesana.

A differenza della sede brasiliana, qui non sono mancati il sole e il gran caldo. Ma la stessa era la gioia di vivere un’esperienza di comunione nella fede e nell’amicizia fraterna.


«Mettete la fede nella vostra vita», l’invito di Papa Francesco ai giovani di Copacabana. «Testimoniate il gusto della fede in ogni momento e ambiente di vita, nella famiglia e tra i coetanei, approfondendo la parola di Gesù senza restare in superficie». Ha parlato ai giovani di Rivoltella del Garda nella catechesi di sabato sera, in diretta su Telepace, anche il nostro vescovo mons. Giuseppe Zenti, nel parco di Villa Pellegrini. 

La catechesi ha preceduto il concerto-testimonianza “E gioia sia”, della comunità Nuovi Orizzonti di Chiara Ammirante, e la veglia di preghiera seguita dal collegamento con Rio e l’atteso discorso di Papa Francesco.

«In voi rivedo idealmente i volti dei 100mila giovani della nostra diocesi». Nel suo intervento, con riverbero quasi ‘papale’, il vescovo ha toccato vari temi: il valore della vita umana, l’amore e la famiglia, la libertà, la differenza tra scienza e fede. «La fede è come studiare le cose con il microscopio e il telescopio che ci dà il Signore, osservare con l’occhio della ragione umana, perché la fede non è creduloneria ma conoscenza». Poi l’invito diretto, a tuffarsi dentro la parola, per conoscerla e scoprire il senso profondo della vita. «La fede è quella manifestata da papa Francesco, uomo di un’umanità straordinaria», ha chiuso mons. Zenti accompagnando le parole con un sorriso paterno, «ma importante è seguire la Madonna, che è stata la prima discepola di Gesù». E il finale che ha abbracciato tutti: «Cari giovani, possiamo dire insieme: Viva Gesù!». Un applauso spontaneo ha riempito il campo di Rio…ltèla dove il tramonto è arrivato poco dopo, portando sollievo e quiete. Poi il campo si è svuotato per la cena.

Come in ogni Gmg che si rispetti non sono mancati i momenti di preghiera, di riflessione e di musica, l’accampamento per le tende, un numeroso staff di volontari, il kit del pellegrino (la sacca con occhiali da sole brasiliani, cappellino e maglietta, libretto delle preghiere e dei canti, la mappa e il programma…) e la voglia di condividere con altri giovani il messaggio del papa e le testimonianze di fede raccolte nei tre giorni, dal 26 al 28 luglio in occasione dell’evento “Tutti a Rio…ltèla”. Una proposta del Centro di pastorale giovanile del lago bresciano in collaborazione con Casa Serena e la Diocesi di Verona. La sede: il grande parco di Villa Pellegrini a Rivoltella (Desenzano), casa dei padri Rogazionisti, proprio in riva al lago.
I primi giovani hanno cominciato ad arrivare venerdì 26 prima delle 17 per accreditarsi e ritirare il kit e le informazioni di servizio. Tra i primi, il gruppo di ragazzi che ha partecipato al campo itinerante in Valtenesi, una settimana di cammino iniziata domenica 21 luglio e terminata con la Gmg nel week-end scorso a Rio…ltèla. “Stare insieme nella veglia è un’emozione unica, bellissima», racconta Miriam Bampa da Rizza di Villafranca. Accanto a Miriam un’altra pellegrina, cappellino blu e maglietta della Gmg, Eleonora Adami di Dossobuono è pronta a tornare a casa con lo zaino pieno di ricordi, tutti positivi: «Ci hanno colpito la gioia, la semplicità e la pace interiore con cui le persone che abbiamo incontrato testimoniano la loro scelta di vita e trasmettono agli altri la loro fede ogni giorno».


Esperienze di servizio, racconti di volontari e storie di associazioni come il Centro aiuto vita e Manitese, la comunità Mamré e Villaregia e la Nostra Casa di Peschiera, ma anche momenti di relax in spiaggia e tanta musica in questa Gmg diocesana che si è aperta con il concerto di musica cristiana in piazza Malvezzi a Desenzano, grazie all’energia contagiosa di quattro gruppi (La_Go Band, Minorock, Cpg Band e Ra.Dio.Luce) che hanno fatto ballare la piazza fino a mezzanotte.
(GUARDA: ecco un video del concerto).
E sabato sera il momento clou: alle 21 il concerto-testimonianza con il team “E gioia sia” e a mezzanotte la veglia di preghiera con il collegamento a Rio, intorno all’una. Per tutta la notte è proseguita l’adorazione del Santissimo nella cappella allestita all’aperto.
I più si sono ritirati nei sacchi a pelo verso le tre, ma le chiacchiere e l’euforia per quanto vissuto si sono spenti all’alba nella distesa di teli e zaini… L’esperienza si è chiusa con la Messa di domenica 28 luglio, celebrata dal vicario generale mons. Mario Masina nel parco di Villa Pellegrini e l’animazione della La_Go Band. Nonostante il forte sole e l’afa, inarrestabile l’entusiasmo dei giovani presenti che hanno continuato a cantare e a ballare sotto il palco, terminata la celebrazione fino al primo pomeriggio.

«Metti la fede, ha detto il papa, e io aggiungo che la fede va fatta entrare attraverso diverse porte», ha detto mons. Masina nell’omelia, concludendo la celebrazione in dialetto bresciano (lui che è di origini lonatesi) con un pensiero rivolto ai rappresentanti delle 24 parrocchie della sponda lombarda. La fede entra dai piedi (quando facciamo un pellegrinaggio, anche piccolo), dalle mani (se ci sporchiamo le mani per gli altri), dalle orecchie (nell’ascolto attento del Vangelo), dalla testa pensante (se ragioniamo e approfondiamo la fede), dalle ginocchia (nell’adorazione, nel silenzio e nella preghiera), dagli occhi (se sappiamo guardarci attorno e cogliere anche le più semplici testimonianze di fede) e dal cuore (se ci affidiamo a Dio).


Non solo giovani veronesi nel grande campo di Rio…ltèla, ma anche mantovani, e persino un gruppo di lodigiani, della parrocchia di San Fiorano. «Rio era troppo lontana! Abbiamo scelto di fare questa Gmg diocesana invece di quella regionale di Caravaggio – Viola Uggeri, animatrice di San Fiorano – per far vivere al nostro gruppo di giovani un’esperienza di tre giorni, perché è bello stare insieme ad altri ragazzi nella preghiera, con attività e momenti di vita insieme che rimangono nel cuore».
«Esperienza fantastica, indimenticabile!», fa eco un gruppo di giovani della Comunità missionaria di Villareggia di Lonato, in posa per l’ultima foto-ricordo prima di lasciare il campo della Gmg 2013 “Tutti a Rio…ltèla”. Provenienti da varie parrocchie hanno scelto questa meta perché la Rio brasiliana  era troppo «impegnativa e costosa, ma è stato molto bello anche qui».
Fino all’ultimo hanno ballato e cantato i giovani della “Rio” gardesana. 


Lo diceva beato Giovanni Paolo II “la fede si rafforza donandola”. «Torniamo con la voglia di raccontare ai nostri amici questa esperienza» hanno ribadito i molti ragazzi presenti. Stanchi ma felici anche i volontari. «Un’esperienza da vivere fino in fondo e che ci lascia tanto», rimarca Denis Nicocelli, tra i giovani organizzatori, nell’equipe del JLB guidata da don Alessandro Turrina (presentazione VIDEO), vicedirettore del Centro di pastorale giovanile del lago bresciano nonché ideatore dell’evento. «Abbiamo vissuto con gioia l’arrivo di tanti giovani della nostra diocesi e anche di altre località a Rivoltella – ha concluso don Alessandro, affiancato nella Messa domenicale anche dai sacerdoti di altre parrocchie della diocesi –. Grazie a tutti i ragazzi, ai volontari che si sono dati da fare prima, durante e dopo, alle parrocchie per la collaborazione e l’ospitalità, all’amministrazione comunale di Desenzano, agli sponsor e a tutte le persone che si sono rese disponibili nel servizio pasti, nelle testimonianze di fede e altri modi». 

Il prossimo appuntamento per i giovani della diocesi sarà in Arena a Verona con la Festa della Fede, il 12 e 13 ottobre.

sabato 27 luglio 2013

Prima giornata della Gmg diocesana "Tutti a Rio...ltèla"

Si è aperta ieri la Gmg diocesana - Diocesi di Verona - con l'arrivo dei giovani a Villa Pellegrini (Rivoltella del Garda) e poi il concerto di musica cristiana "ONE NIGHT - ONE LIGHT. NOTE DI LUCE" (GUARDA IL VIDEO-PRESENTAZIONE) che ha chiamato molti giovani in piazza Malvezzi a Desenzano. "Andate e fate discepoli tutti i popoli" (Mt 28,19) il messaggio del Papa a Rio de Janeiro, al centro anche della Gmg diocesana, che unisce lago bresciano e veronese "Tutti a Rio...ltèla". Un evento con circa 500 giovani coinvolti e in un lungo week-end tra esperienze di fede, musica, preghiera, convivialità e divertimento... fino alla Messa conclusiva di domenica alle 11, sempre nel parco di Villa Pellegrini. Dove, questa sera, alle 19 parlerà il vescovo mons. Giuseppe Zenti. A seguire, per tutti i giovani e per chi desidera unirsi in questa esperienza ci sarà la grande veglia nel parco di Villa Pellegrini. 
Ingresso libero; dalle 21 è in programma la serata di musica, balli e testimonianze "...E GIOIA SIA" con il gruppo Nuovi Orizzonti.


Di seguito alcune testimonianze raccolte nella prima giornata di Gmg a Rio...ltèla.

Miriam Bampa da Rizza di Villafranca (Vr): “Stare insieme nella veglia è un’emozione unica, bellissima! Noi abbiamo scelto di fare la proposta di una settimana, del campo itinerante della Valtenesi, nell’ambito della Gmg diocesana perché volevamo fare qualcosa che lasciasse il segno; è stata dura in qualche momento per il caldo, ma ci siamo divertiti. Eravamo in sei, tra cui una ragazza di Cortina d’Ampezzo, e la guida di don Daniele Dal Bosco (da poco nominato parroco di Pozzolengo, ndr). Un’esperienza arricchente: abbiamo conosciuto varie figure di Santi. Di questa settimana mi restano impressa l’accoglienza e l’ospitalità delle varie parrocchie e le persone che ci hanno testimoniato la fede e la spiritualità di figure come don Daniele Comboni e Charles De Foucauld, per esempio”.


Eleonora Adami di Dossobuon (Vr): “Mi ha colpito la gioia e la semplicità con cui le persone che abbiamo incontrato ci hanno testimoniato la loro scelta di vita. Ci ha colpito la pace interiore di queste persone che stanno bene con se stesse e con gli altri e che testimoniano in maniera viva la loro fede”.

Viola Uggeri di San Fiorano, in provincia di Lodi: “Abbiamo scelto di fare questa Gmg diocesana invece di quella regionale di Caravaggio per far vivere al nostro gruppo di giovani un’esperienza forte, di tre giorni, per stare insieme nella preghiera, con attività e momenti di vita insieme. Rio de Janeiro era troppo lontana!”

Don Alessandro Turrina, vicedirettore del Centro di pastorale giovanile del lago bresciano (diocesi di Verona): "Viviamo con gioia l'arrivo di tanti giovani della nostra diocesi e anche di altre località a Rivoltella del Garda. L'idea di questa Gmg diocesana è nata un anno fa, in una partita a pallone con alcuni giovani e suore orsoline: ci siamo detti 'perché non portare l'evento a Rio...ltèla?!' e così è nato il progetto, che è piaciuto al nostro vescovo mons. Giuseppe Zenti, il quale ci ha incoraggiati a portare avanti il progetto". 
Il vescovo sarà presente questa sera alle 19 a Villa Pellegrini per la catechesi ai giovani, prima di cena. Poi questa sera la serata E GIOIA SIA dalle 21 e la veglia di preghiera a mezzanotte, al termine il collegamento con i giovani di Rio e papa Francesco in Brasile.

Sempre in diretta con Radio Noi Musica: www.noimusica.org

VEDI LE ALTRE FOTOGRAFIE

Grazie al bravissimo Nicolò Brenzoni (anche imitatore!) che ha condotto con me il concerto di ieri sera a Desenzano, con quattro fantastiche band di musica cristiana: La_Go Band, Minorock, Cpg Band e Ra.Dio.Luce



mercoledì 24 luglio 2013

Grande concerto di musica cristiana in piazza Malvezzi

ONE NIGHT... ONE LIGHT - Note di Luce
Il mio primo concerto in piazza Malvezzi a Desenzano del Garda!
Questo venerdì 26 luglio, dalle 21 in poi, non perdetevi il primo evento della Gmg diocesana "Tutti a Rio...ltèla". Serata di musica, riflessioni ed emozioni con quattro gruppi live: La_Go Band - Minorock - Cpg Band e Ra.Dio.Luce
Per me è un evento speciale: la mia prima conduzione in piazza Malvezzi, nella piazza più importante di casa! Dopo tanto girare, finalmente un invito nel salotto desenzanese, a presentare quattro giovani band e in particolare il decimo compleanno della La_Go Band, nata nel 2003 da un gruppo di amici della Valtenesi uniti dall'essere cristiani e dalla passione per la musica.

INGRESSO LIBERO
La serata sarà trasmessa in diretta su Radio Noi Musica

Della nostra Gmg diocesana a Rivoltella del Garda
parlano anche il Corriere della Sera e il Giornale di Brescia: