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martedì 15 marzo 2016

Noemi a sul Garda: fan euforici incoronano "La borsa di una donna"

La rossa Noemi conquista i fan del lago di Garda!
La sua borsa custodisce gelosamente cellulare, idee e musica, ma dentro ci sta una vita intera. Nei suoi occhi azzurrissimi raggi di sole, energia pura. È una forza della natura Noemi, nome d’arte di Veronica Scopelliti, 34 anni di grinta, simpatia ed evidente talento che a Lonato del Garda hanno riempito il centro commerciale!

Il 6 marzo scorso, la cantante romana è stata protagonista di una domenica pomeriggio tra centinaia di fan del Leone Shopping Center di Lonato, firmando circa 300 dischi in due ore. E il suo nuovo album, “Cuore d’artista”, uscito da poche settimane, già va forte. Dentro ci sono pezzi di grandi autori come Giuliano Sangiorgi dei Negroamaro, Marco Masini e Ivano Fossati. Non hanno dubbio gli adolescenti e i giovani in coda per lei a caccia di un autografo: «Il pezzo migliore è “La borsa di una donna”». L’abbiamo ascoltata sul palco dell’Ariston lo scorso febbraio, anche se Sanremo 2016 le ha portato “solo” l’ottava posizione. Del risultato finale, però, la rossa si preoccupa relativamente. «Il festival è andato bene, è stato molto seguito e io mi sono divertita,sono contenta. Siamo solo all’inizio!».
Ora la palla passa alle radio e sembra che il pubblico, come quello radunato a Lonato per il firmacopie, abbia già deciso che è un pezzo vincente. Testo intenso, nostalgico, rappresentativo di ogni donna.
Senza musica, accenna un paio di canzoni e scherza con i fan la donna-talent, vincitrice di X Factor 2 e con un recente passato da giudice di The Voice. Incontra centinaia di bambini, ragazzi, mamme, gente di ogni età proveniente da varie province, in primis Brescia, Verona e Mantova, ma qualcuno si è fatto pure il viaggio da Bologna per abbracciare la rossa con una marcia in più. Voce calda, sorriso contagioso, per tutte le due ore non smettere di gioire con i suoi fan: saluta, scatta foto, scrive dediche, riceve e distribuisce abbracci. Piace davvero a tutti Noemi, che anche davanti alla stampa non si ritrae e, prima del bagno di folla, ci concede questa intervista…


Gioie e dolori, soddisfazioni e ricordi del tuo Festival di Sanremo 2016?
«Mi viene in mente la cabala. Dicevano tutti che il mio pezzo somiglia a “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia. Anche il mio è arrivato 8°, sarà un segno? Penso che siamo solo all’inizio… Non è un pezzo radiofonico, di quelli che ti rimangono subito in testa, ma ha qualcosa da dire, è d’impatto, è vero».

Siamo solo all’inizio, infatti, perché la partita ora si gioca in radio...
«Sono contenta che “La borsa di una donna” stia andando bene, le persone lo stanno apprezzando e lo ascoltano sempre di più».

La vera peculiarità è il testo. Si distingue, ci fa riflettere…
«Non è un testo semplice, ha un certo spessore e riuscire a sostenerlo mi dà una certa importanza».

Con Marco Masini continuerà la collaborazione?
«Con Marco mi diverto un sacco e lui scrive benissimo. Poi, adesso che la Roma ha vinto con la Fiorentina 4-1 e lui è super tifoso dei Viola...».

Il verso a te più caro, quello che senti più tuo della canzone di Masini?
«Anni spesi per ritrovare / Le cose che qualcuno è riuscito a smarrire / La voglia di sorridere, di perdonare / La debolezza di essere ancora / Come ti vogliono gli altri... Bellissime parole, che riassumono un po’ tutte le donne».

Come tutte le donne, avrai qualcosa che custodisci gelosamente nella tua borsetta?
«Senz’altro: il mio telefono, non per i messaggi o chissà che cosa, ma semplicemente perché ci custodisco i miei provini, le mie canzoni e le mie idee. Ne sono gelosissima!».

Questa canzone e l’evento di oggi, a Lonato del Garda, è un omaggio all’8 marzo e a tutte le donne. Qual è il messaggio che vorresti lanciare per questa festa?
«Il mio messaggio è di vivere con leggerezza, senza diventare frivole (anche se un po’ di frivolezza non fa mai male!), ma di non smettere mai di essere in contatto con la nostra parte più femminile. Essere forti, sì, ma mantenere una delicatezza e una dolcezza nell’affrontare i momenti della vita».

Prossimi progetti, ospitate, concerti… qualche anticipazione?
«Tenete d’occhio la tv, perché sarò molto in giro!» (E Noemi ammicca).

Dei talent cosa ti è rimasto addosso?
«Tanti ricordi. È stata una parte molto spensierata della mia vita perché cantare i pezzi degli altri è più facile e ti senti più leggero. Di queste esperienze mi restano molti amici e un senso di leggerezza e divertimento».

Come giudice di un talent cosa guardi o cerchi nelle nuove proposte?
«La novità. Si cerca sempre qualcuno che ha qualcosa da esprimere. Ma io sto ancora cercando me stessa! Per cui ho deciso di lasciare ad altri questa avventura. Resterò in tv però…».

La Noemi cantautrice, quando uscirà?
«Penso che cantare canzoni degli altri non voglia dire che non sentirle proprie. Si lavora come due sarti, si cuce insieme un abito su misura. “Made in London” era pieno di parti mie… Certo, ho la sfortuna di collaborare con grandissimi autori, e loro hanno un peso tale e scrivono cose tanto interessanti che si notano di più».

Si percepisce una tua profondità, tu hai dichiarato di essere molto religiosa. La fede ti ha aiutato nel tuo percorso?
«La musica è una preghiera. La fede mi ha aiutata e mi aiuta nella mia vita privata; sarò alternativa o fuori moda, ma a me credere dà molta forza».

domenica 27 settembre 2015

AAA Speaker apprendisti e appassionati della radio cercansi

Da questo lunedì 28 settembre è onair la quarta edizione di “Noi Speaker”, il corso per aspiranti speaker radiofonici di Radio Noi Musica, in collaborazione con radio RCS, l’onda veronese. 
Come nelle passate edizioni, il corso si terrà a Lonato del Garda, nella sede della webradio, in via Caduti del lavoro. 
L’iniziativa è pensata per chi ha un debole per la radio, ama parlare al microfono e vuole far sentire la propria voce, ma anche per chi desidera saperne di più e magari ha voglia di collaborare con Noi Musica o semplicemente vuole sfruttare meglio il proprio “strumento” vocale. 
I dieci incontri saranno scanditi da lezioni di teoria ed esercitazioni in aula e in diretta, con l’aiuto di esperti, conduttori e giornalisti radiofonici provenienti da varie emittenti locali e nazionali (Radio NumberOne, Radio Millenote, RTL 102.5, Radio 105, RCS…) e la collaborazione di Gardart. Insieme, si apprenderà come usare più correttamente la propria voce, partendo dalla basilare respirazione per arrivare a qualche nozione di dizione, fino alla conoscenza dei format radiofonici, la preparazione della scaletta, la conduzione in coppia e la diretta vera e propria.
I dieci incontri, con la possibilità di continuare poi la pratica negli studi di Radio Noi Musica, inizieranno lunedì 28 settembre dalle 20.30 alle 22 in via Caduti del lavoro a Lonato (sotto la sede della Protezione Civile, accanto all’Itis) grazie all'ospitalità del Comune lonatese. 
La prima serata di presentazione (domani) è aperta a tutti. 
Le lezioni inizieranno ufficialmente il 5 ottobre e alla fine del corso ogni partecipante riceverà un attestato e un provino radiofonico o demo. Porte aperte, quindi, a Lonato per chi vuole “fare radio” partendo dal web. 
L’iniziativa rientra nel Progetto Noi Musica, fondato dal compianto don Luca Nicocelli, parroco di Centenaro (Lonato), che ha avviato nel 2007 una serie di attività e concorsi per i giovani del basso Garda. 
Per ulteriori informazioni: tel. 338.1702911 - www.noimusica.org

martedì 22 settembre 2015

Tiro a volo, Mondiali 2015. Vincere portando nel cuore l'amore di Dio

Il tiro a volo è una delle discipline che contribuiscono al medagliere italiano e proprio la scorsa settimana, sul Garda bresciano, i riflettori dell’Italia sportiva e del mondo sono stati puntati su Lonato per il Campionato mondiale di tiro a volo 2015. 
Questo evento mondiale ha portato al Trap Concaverde, unico impianto in Italia e in Europa a disporre di ben 12 campi di tiro, oltre 800 atleti da 92 nazioni e decine di giornalisti, tecnici ed esperti del settore tra il 10 e il 18 settembre scorso.

Un ringraziamento particolare a Renato Roberti, autore di questa fotografia, e all’ufficio stampa del Trap Concaverde.
Giovanni Pellielo nella foto di R.Roberti
È argento ai Mondiali di tiro a volo 2015 per Giovanni Pellielo, 45enne vercellese detto “Johnny”, che a Lonato ha provato a rincorrere il quinto titolo mondiale. Dopo un inizio in salita, il traguardo si è tinto d’argento.
La sua corsa si è arrestata alla fine del duello con lo slovacco Erik Varga. Pellielo ha infilato l’ultima cartuccia nel fucile con la vittoria praticamente in pugno, essendo avanti di un piattello, ma doveva posizionarsi e imbracciare il fucile in fretta. Troppo in fretta: «Sono andato in affanno – ha raccontato Pellielo alla stampa – e non ho avuto il tempo materiale di prepararmi che è partito il piattello. Non mi era mai successo». L’ultimo piattello della finale è schizzato a sinistra senza infrangersi. Agli spari supplementari Pellielo è arrivato teso e ha sbagliato il secondo tiro, mancando d’un pelo l’oro mondiale.
«La speranza dell’oro non nego che c’era – dichiara qualche ora dopo il campione a Verona Fedele – ma sono contento perché rispetto a come ero partito, in netta salita, la gara ha preso una bella piega. Il finale poteva essere d’oro, se non sbagliavo quell’ultimo colpo, ma sono soddisfatto per come è andata».
Le sensazioni sul mondiale sono tante, ma non c’è amarezza nelle parole di “Johnny”.
«È stato un campionato del mondo che ha messo a dura prova la mia tensione e i miei nervi. Lo ricorderò solo per la meraviglia di essere arrivato in finale. Mi ritengo una persona normale e so quello che ho fatto. Non traggo mai amarezza dalle competizioni, piuttosto porto via la consapevolezza dei miei limiti per lavorarci, migliorare, senza accanirmi sui risultati. Sarebbe un insulto alla vita sportiva crucciarsi per un secondo posto. Una medaglia d’argento a un mondiale, disputato individualmente, è sempre un ottimo risultato. C’è, sì, la consapevolezza di poter raggiungere un traguardo ogni volta superiore, ma la ricerca è prima di tutto interiore».
Pellielo, del resto, è uomo da circa 50mila colpi l’anno. Uno sportivo con la s maiuscola. Ha iniziato la sua carriera nel giorno del suo diciottesimo compleanno, dopo anni di ballo. Complice la madre, che da tempo praticava il tiro a volo (come anche i fratelli di Giovanni) e lo ha accompagnato per la prima volta in un poligono. Appena quattro anni dopo, è stato convocato per partecipare alle Olimpiadi di Barcellona del 1992, dove si è classificato a ridosso della finale a sei. Da lì, un’escalation di successi: ha vinto sei finali di Coppa del mondo, quattro titoli mondiali, tre titoli europei, 17 prove di Coppa del mondo, 10 titoli italiani, due volte campione ai Giochi del Mediterraneo, la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Sydney 2000, l’argento ad Atene 2004 e a Pechino 2008. Risultati a livello individuale, cui si aggiungono quelli a squadre. Tutte soddisfazioni raggiunte trascorrendo anche 10-12 ore al giorno  in campo. Sacrifici sostenibili grazie alla grande passione e alla motivazione che animano Giovanni Pellielo.
«Nella vita di uno sportivo ci sono due lati – continua l’atleta –: da una parte la soddisfazione del bisogno e dall’altra la motivazione. Se ci si ferma al primo, si è finiti come uomini e come sportivi. La motivazione invece è un qualcosa che non si esaurisce e ti spinge sempre avanti».
Pellielo è uomo di fede, cattolico convinto. E anche questo fa la differenza. Forse è un personaggio atipico nel mondo dello sport, ma che non passa inosservato per le sue riflessioni. Nel 2000 è stato convocato in udienza da papa Giovanni Paolo II in Vaticano, ed è stato premiato con il “Discobolo d’oro” per la morale, alla presenza del cardinale Ruini.
La fede per lui è un insegnamento e un invito al miglioramento continuo, nella vita come nello sport. «Non può finire con la medaglia, che è un momento di gloria, ma bisogna andare oltre – afferma –. Non possiamo vivere di speranze e di ricordi, ma dobbiamo sempre fare del nostro meglio». Come? «La preghiera aiuta a migliorare noi stessi, a scavare più a fondo dentro di noi».
Viene spontaneo chiedergli se un atleta del suo calibro, prima di un mondiale, preghi per la vittoria. «Non prego mai per chiedere aiuto o avere maggiore forza nelle gare, prego per necessità diverse, come ci insegnano papa Francesco e i padri della chiesa, come nel Padre nostro». Vincere è anche «avvicinare la preghiera al fare quotidiano» e «avere negli occhi l’amore di Dio».
Manca l’oro olimpico nel palmares di Giovanni Pellielo, ma lui non se ne fa un cruccio. «È l’unico colore che mi manca e cercherò di farcela. Altrimenti si va avanti lo stesso. Il tiro a volo è la mia vita e continuerò a praticarlo».
Francesca Gardenato
(articolo pubblicato sul settimanale Verona Fedele)

martedì 8 settembre 2015

Lonato del Garda, città del tiro a volo con i Mondiali 2015

Da domani - 9 settembre - fino a venerdì 18 settembre si disputano presso il Trap Concaverde di Lonato del Garda i Campionati mondiali 2015. E domenica 13 settembre, in occasione del grande evento mondiale, rievocazioni storiche dei giochi legati al tiro, dal Medioevo sino ai giorni nostri, saranno il tema della manifestazione “Am(mira) Lonato”, organizzata dalla Fondazione Ugo Da Como e dal Comune di Lonato del Garda. In questa bella giornata dal sapore storico e internazionale, io sarò la conduttrice del concerto-aperitivo dedicato alle autorità e alle delegazioni straniere nella Rocca viscontea.

Un invito per tutti a vivere la città sotto una diversa luce e a provare l'esperienza del tiro, mirando e ammirando!

Giulia Pintor, tiro a volo
Il percorso spazio-temporale a ritroso nel tempo si snoderà per le strade di Lonato del Garda (Bs) dal pomeriggio alle 14 partendo dalla centrale piazza Martiri della Libertà (sede del municipio), passando per l’antica Cittadella fino alla Rocca: dieci stazioni dedicate ciascuna a un tema differente, con animatori in costume d’epoca, che permetteranno al pubblico di sperimentare, conoscere e divertirsi, attraverso i giochi più antichi (come il tiro con l’arco, la cerbottana, il lancio dell’anello, la balestra, le freccette) fino al modernissimo tiro a volo elettronico.
Foto della Rocca di R.Roberti
I Campionati mondiali di tiro a volo porteranno nella cittadina gardesana centinaia di atleti e rappresentanti di ben 80 nazioni, per un’esperienza sportiva che si preannuncia memorabile. Un evento, quello di domenica 13, a ingresso libero e adatto a tutti, dedicato sia ai lonatesi che ai turisti. E, per la parte gastronomica, in collaborazione con Coldiretti e le più importanti realtà locali, saranno creati stand dove il pubblico potrà assaggiare e scoprire le specialità lacustri e bresciane.
Dalle 14.30, ci sarà una navetta che accompagnerà gli ospiti alla Mostra delle fiaccole olimpiche al Trap Concaverde, sede dei Mondiali, l’unico impianto in Italia e in Europa a disporre di ben dodici campi di tiro. Alle 19 sfileranno nel centro storico le rappresentanze degli 80 Paesi in gara: la parata con le delegazioni terminerà in Rocca, dove per gli ospiti sportivi internazionali si terrà uno speciale concerto della Banda cittadina di Lonato del Garda (che io avrò il piacere e l’onore di presentare!) seguito dalla cena. 
La Rocca viscontea vista dall'alto (foto: Armony Gallery)
Per tutti, alle 22, l’infuocata rottura di un piattello darà il via a un sorprendente spettacolo pirotecnico, “l’incendio della torre civica”, degno sigillo di una giornata indimenticabile.
Il “Villaggio mondiale” al Trap Concaverde accoglierà fino al 18 settembre numerosi stand di produttori a disposizione del pubblico e dei tiratori.
L’inaugurazione del Campionato mondiale è fissata per questo giovedì 10 settembre. La cerimonia di apertura, alle 17, ha in serbo un altro, doppio spettacolo: prima un “air show” con velivoli d’epoca, che sorvoleranno la struttura disegnando in aria il tricolore, poi uno spettacolo acrobatico con atleti contorsionisti. Anche la cerimonia di chiusura dei Mondiali, il 17 settembre, sarà animata da un suggestivo “air show” con la pattuglia acrobatica del We Fly Team, composto da piloti disabili.

Per maggiori informazioni: www.trapconcaverde.it


lunedì 13 aprile 2015

Noi Talent 2015, un podio per quattro giovani donne!

Serata tutta dedicata ai giovani talenti, lo scorso sabato 11 aprile, al Teatro Italia di Lonato del Garda. In gara, oltre trenta cantanti dai 14 ai 25 anni partecipanti alla prima edizione di “Noi Talent”, il talent-show gardesano organizzato da Progetto e Radio Noi Musica in collaborazione con il Centro di pastorale giovanile Lago di Garda Bresciano (JLB). 
Lo spettacolo è esploso con il batterista bedizzolese Etienne Perotti e la sua “Laila”, lo strumento che a soli 9 anni lo vede protagonista di un ritmo travolgente, tanta grinta e già cinque anni di studio alle spalle, varie esibizioni e registrazioni professionali.
Emozionato, ma non troppo, Etienne ha aperto il suo primo concorso in diretta su Radio Noi Musica.



La prima edizione di Noi Talent 2015 è stata conquistata da un manipolo di giovani donne dalle voci promettenti: Alma Schneider, ventunenne desenzanese, è salita sul gradino più alto del podio con la sua versione di “Mad World” (di Gary Jules) accompagnata alla chitarra da Elia Baccinelli. Secondo posto per la veronese Matilde Scarsini – 15 anni, di Castelnuovo del Garda – con “Mamma knows best e terzo posto per Anita Nodari – 21 anni, di Castiglione delle Stiviere – con il brano “Il rimedio, la vita e la cura” scritto da Daniele Magro per Chiara Galiazzo.
Il premio della critica, infine, è stato assegnato dalla giuria alla veronese Lisa Modena, quattordicenne di Bovolone, che si è cimentata con il ricordo di Mia Martini e “Notturno”.
«Alto il livello della gara – ha commentato la giuria – e tanti i talenti ascoltati nel corso della serata. Come da regolamento, il concorso si chiude con la proclamazione dei vincitori, ma l’importante è non dimenticare mai che ogni gara è un’esperienza e un’occasione per mettersi in gioco e crederci ancora di più, continuando a studiare per far fruttare il proprio talento».
La giuria era composta come sempre da esperti di canto e musica, capitanati dal critico musicale Michele Nocera e dal direttore della Banda cittadina di Lonato Carlo Righetti. Per le categorie ballo e intrattenimento (fuori gara per insufficiente numero di iscritti), si sono esibiti come ospiti due giovanissimi ballerini veronesi, Vito Andrea Felici (14 anni) e Luigi Imperatrice (12 anni) nella coreografia da loro ideata “Mix Style” e il “Duo Strampax”, composto dai lonatesi Daniel Lorini e Simone Bordiga, liberamente ispirati agli sketch di “Ale e Franz”.
L’evento, patrocinato dal Comune di Lonato, è stato trasmesso in diretta su Radio Noi Musica (www.noimusica.org).
Ora, la primavera di Noi Musica continua! 
Altra iniziativa in partenza è la terza edizione del corso “Noi Deejay”. Per i patiti della consolle, sono ancora aperte le iscrizioni e il primo incontro è fissato per questo giovedì 16 aprile alle 21, presso la sede di Radio Noi Musica, in via Caduti del lavoro a Lonato del Garda. Per otto serate i ragazzi che vorranno imparare l’arte del “disc jockey” potranno seguire il corso tenuto da esperti del settore e dj anche da Radio Studio Più, dalle 21 alle 22.30, e poi esibirsi in un evento conclusivo in diretta su Radio Noi Musica.

Continuano fino al 20 aprile anche le iscrizioni per il concorso nazionale di moda musicale “Vesti la Musica… in abito da sera”, quarta edizione per sarti, stilisti e appassionati di moda dai 18 ai 40 anni (www.vestilamusica.blogspot.com).

venerdì 6 marzo 2015

Il primo talent show del lago di Garda si chiama Noi Talent

È il primo “talent show” del lago: Noi Talent. Un nuovo concorso lanciato da Noi Musica e dal Centro di pastorale giovanile del Lago Bresciano (JLB) per incoraggiare i giovani a condividere i loro talenti artistici sul palco del Teatro Italia, in via Antiche mura 2 a Lonato del Garda, sabato 11 aprile 2015.
Il talento è un’opportunità, è dare un senso alla propria vita, è un dono da far fruttare, qualunque esso sia. Più che una sfida, Noi Talent vuole essere una serata di condivisione delle proprie abilità artistiche, in un clima di festa, dedicato ai giovani dai 14 ai 25 anni.
Le iscrizioni sono già aperte, fino al 3 aprile 2015, e il concorso abbraccia tre categorie, a scelta di ogni concorrente: canto, ballo e intrattenimento (con la possibilità di partecipare in gruppo).
Per il “canto” possono partecipare cantanti singoli, coppie o piccoli gruppi fino a cinque voci (non band o gruppi acustici) con cover o inediti. Per il “ballo”, sono ammesse esibizioni individuali o coreografie fino a sei persone (danza moderna, contemporanea, modern jazz, hip hop, breakdance, tango, balli folk…) e per la categoria “intrattenimento” spazio a comici, imitatori, clown, giocolieri, mimi, attori, cabarettisti, artisti di strada…
Ogni performance sarà seguita e valutata da una giuria di esperti, per arrivare a decretare i vincitori di ciascuna sezione. La serata-spettacolo dell’11 aprile, dalle 20.45, è a ingresso libero, con il patrocinio del Comune di Lonato.
Sono aperte fino al 6 marzo anche le iscrizioni al 5° Concorso per Voci Bianche Noi Musica 2015, per bambini e ragazzi dai 5 ai 13 anni, che si esibiranno dal vivo sabato 14 marzo alle 20.30 nel teatro di piazza Garibaldi a Desenzano.

Per maggiori informazioni: www.noimusica.org – info(at)noimusica.org – tel. 338.1702911

lunedì 9 febbraio 2015

San Giovanni Bosco rivive in un musical!

“C’è da non crederci”: uno spettacolo toccante, un successo sorprendente e meritatissimo.
È la nuova commedia musicale nata all’ombra del campanile del Duomo di Desenzano, realizzata dalla compagnia teatrale Oratorio Paolo VI, con la regia di Diego Belli e Micaela Rossi, la regia musicale di Luca Della Bianca, le coreografie  di Nausicàa Marchiori, i testi e le musiche originali di Ivo Valoppi, e la supervisione del curato del Duomo don Gabriele Vrech.
L’occasione è il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. Nel cuore storico della città gardesana, tra il 1896 e il 1902, i primi discepoli di don Bosco rilanciarono l’oratorio. Il Teatro Paolo VI, da cui parte il progetto teatrale “C’è da non crederci”, si trova proprio in vicolo Oratorio 19. Lì, tra scroscianti applausi e il tutto esaurito, è stato rappresentato per ben due volte il musical, sabato 7 e domenica 8 febbraio, dopo la prima del 30 gennaio scorso all’Istituto salesiano San Zeno di Verona.
«Era già tutto pronto da tempo – racconta don Gabriele Vrech, collaboratore parrocchiale del Duomo e supervisore del progetto –. Il terreno era già stato fecondato nel nostro oratorio proprio da chi don Bosco l’aveva conosciuto: i primi Salesiani». Addirittura il suo successore, il beato Michele Rua, visitò Desenzano e il suo oratorio. 
Ora don Bosco rientra non solo in scena, ma nella vita di molti giovani: «Con il suo amore, per un vangelo semplice e concreto, ci insegna a stare nella realtà con il suo sguardo e la sua dedizione».
Sono proprio i giovani i protagonisti di questo musical: cinquanta tra attori non professionisti e ballerini, che c’hanno messo il cuore e in pochi mesi hanno saputo realizzare un piccolo, grande “miracolo”, con il supporto di molti volontari e amici della parrocchia del Duomo e del parroco don Giovanni Ghirardi. Interminabili gli applausi, tutti meritati, dai giovani e promettenti attori, supportati tecnicamente anche dalla Scuola di Musica del Garda.
Il laboratorio di teatro continua e la prossima data del musical sarà a Lonato del Garda – Teatro Italia – sabato 18 aprile alle 21.
Don Bosco, fondatore dei Salesiani, a 26 anni giungeva a Torino per salvare dalla strada e dalla prigione i ragazzi poverissimi che vivevano nella città industriale. L’inizio fu difficile, la dura realtà della periferia gli mostrava miseria e sfruttamento. Dopo qualche mese di diffidenza, nel dicembre del 1841, i ragazzi iniziarono ad avvicinarsi a quel giovane prete per trovare la protezione e il conforto che egli prometteva. Guidato da un sogno, don Bosco tracciò una via nuova nel mondo dell’educazione della gioventù, seppe accogliere i giovani e nacque così l’oratorio.

Il video del backstage #cedanoncrederci #DonBosco2015




martedì 13 gennaio 2015

Gennaio, tempo di Fiera e sapori di una volta a Lonato del Garda

Si apre all’insegna di agricoltura, artigianato e commercio il 2015 di Lonato del Garda, che dal 16 al 18 gennaio 2015 organizza la 57ª edizione della Fiera regionale di Lonato del Garda. Seimila e cinquecento metri quadrati di area espositiva, di cui mille coperti, tra centro storico, scuole, palazzetti e vie adiacenti.


Il comitato organizzatore sta lavorando da mesi all’evento che avrà come fulcro proprio la ricorrenza di Sant’Antonio abate, il 17 gennaio. 
La Fiera agricola, artigianale e commerciale è storicamente il principale evento lonatese.
Edoardo Raspelli
«Cinquantasette edizioni, di cui dieci guidate dalla nostra amministrazione – ricorda il sindaco di Lonato Mario Bocchio –. Un percorso lungo che ha visto crescere la manifestazione fieristica facendole conquistare un ruolo di spicco nel calendario degli eventi regionali, con ottimi risultati e un contenimento delle spese. Momento di aggregazione e punto di riferimento per le realtà produttive locali, questa fiera è un appuntamento imperdibile per gli espositori affezionati e per i nuovi, per gli operatori del settore, per le famiglie e per i giovani. Ogni anno, in questi tre giorni, Lonato del Garda si mette in vetrina con tutte le sue qualità dimostrando di essere una città viva e ricca di risorse: dalle eccellenze enogastronomiche e produttive al paesaggio, alle ricchezze culturali e storico-artistiche».

Quest’anno la novità principale, afferma l’assessore e presidente della Fiera Valentino Leonardi, «è la presenza straordinaria del critico, conduttore televisivo e giornalista enogastronomico Edoardo Raspelli, che già a collaborato con la nostra amministrazione in occasione dei Mercatini delle tradizioni natalizie. Sarà con noi per il taglio del nastro, sabato mattina e poi per tutta la giornata. La Fiera punta molto sull’enogastronomia locale e i prodotti Deco: ricordiamo infatti l’osso dello stomaco e i raperonzoli, iscritti al registro comunale e tutelati da denominazione comunale d’origine».
Questi prodotti, continua Leonardi, «sono testimoni eccezionali della genuinità di una cucina lonatese, che è eredità dei nostri nonni, senza dimenticare che l’agricoltura è il settore trainante della nostra zona e di tutta la Lombardia. Le nostre Deco sono state molto apprezzate da Raspelli e la sua presenza darà ancora più valore a un evento che riunisce, per lonatesi e ospiti, la cultura e il sapore di Lonato del Garda».
In mostra anche la copia dell’aratro più antico del mondo, il cui originale, rinvenuto nella zona archeologica del Lavagnone nel 1978, è oggi custodito al Museo Rambotti di Desenzano.
La kermesse fieristica sarà inaugurata dal Gran Galà Show al Teatro Italia venerdì 16 gennaio alle 21: serata di cabaret a ingresso libero, risate e allegria garantite in compagnia di Gianluca Impastato con Gianni Astone, Davide Cerri e gli Invisibili.
Sabato 17 alle 10.45 presso l’ingresso di viale Roma è invece previsto il consueto taglio del nastro con le autorità e la banda cittadina, poi due giorni di eventi legati al mondo dell’agricoltura, in modo particolare, ma anche convegni, mostre di pittura e iniziative culturali, artistiche, gastronomiche, folclorisiche e ricreative, esibizioni di automobili da competizione e il luna-park per i più piccoli. Sia sabato che domenica saranno possibili le visite guidate alla Torre civica, alla Rocca, alla Casa-Museo e alla Biblioteca Ugo Da Como.
Immancabili le gare del chisöl de la me nóna e del salàm pö bù de Lunà (valutazione del miglior chisöl, dolce tipico del basso Garda, e del salame più buono), con premiazioni e assaggi per tutti domenica alle 18 sotto il portico del comune.
Da venerdì pomeriggio e per tutto il week-end di Sant’Antonio, da mattina a sera, sono in programma numerose iniziative: il percorso espositivo con la partecipazione delle frazioni lonatesi, aziende agricole e associazioni, la vendita di prodotti d’artigianato e commercio, le degustazioni gratuite di os de stòmech e torta de San Biase, le rievocazioni storiche, l’animazione per i bambini, la mostra del ciclo, motociclo e ricambi di mezzi d’epoca. 
Sarà esposto venerdì e sabato, in piazza Martiri della libertà, “l’osso dello stomaco” gigante da "soli" 95 kg, preparato dai macellai lonatesi con la supervisione del ristoratore ed esperto Marino Damonti. 
Sabato mattina alle 10 il parroco di Lonato don Osvaldo Checchini celebrerà la santa Messa nella chiesa di S.Antonio abate e sul sagrato della chiesetta, alle 14.30, saranno benedetti gli animali. Subito dopo, si aprirà la sfilata delle squadre partecipanti al Palio di Sant’Antonio, 6ª edizione, fino alla Basilica minore per la riconsegna del Palio.
Poi, alle 15 in piazza Matteotti prenderà il via l’arrampicata del Palo della cuccagna, seguita dalla dimostrazione cinofila di controllo, abilità, difesa a cura dell’Accademia Italiana “Madonna della Strada” di Pontevico della cuccagna.
Domenica pomeriggio alle 14.30, si disputerà in piazza Matteotti (al palasport in caso di maltempo) il Palio di Sant’Antonio abate ovvero la sfida con giochi d’altri tempi in abiti d’epoca, tra le squadre delle diverse frazioni lonatesi, con l’animazione di Radio Noi Musica.
Sabato 17 gennaio, in Sala Celesti, sarà proposto un corso di primo soccorso per cani e gatti tenuto da quattro veterinari (dalle ore 20), in collaborazione con l’Assessorato all’Ecologia e il garante degli animali Fabrizio Catelli. Info e iscrizioni: ecologia(at)comune.lonato.bs.it

Il programma completo della Fiera è consultabile qui


Ufficio Stampa Fiera di Lonato d/G

Francesca Gardenato – 338 1702911
(Foto Bonetta - Gardenato)

giovedì 11 dicembre 2014

L'Ultima Luna, un film diverso per capire i giovani

Una serata tutta dedicata ai giovani per cercare di capire il loro mondo, le loro paure e i loro sogni. Domani sera a Lonato del Garda sarà proiettato in anteprima gardesana il film “L’Ultima Luna – Garda by night” prodotto da Garda Produzioni con la regia di Alberto Moroni.

L'ULTIMA LUNA - Garda by night
Venerdì 12 dicembre 2014 - ore 20.45 
Cinema Teatro Italia
via Antiche mura, 2 - Lonato del Garda (Bs)
ingresso libero - visione vietata ai minori di 14 anni

“Un film particolare, un film diverso, che nasce da un’esigenza: quella di analizzare il mondo appena entrato nel terzo millennio... Un film diverso specialmente per chi si aspetta il solito mix di azione e violenza, dove le immagini scorrono veloci e lasciano poco tempo al pensiero e all’analisi, perché appagati da effetti speciali, tanto esagerati quanto  esasperati”.
Così la critica definisce il nuovo film di Garda Produzioni, con la regia di Alberto Moroni e la sceneggiatura di Umberto Napolitano, girato in buona parte nel Comune di Lonato del Garda: “L’Ultima Luna - Garda by night”. 

L’evento è promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune lonatese per sensibilizzare il pubblico sulle tematiche giovanili e prevenire i rischi della notte e dello sballo, un’ulteriore occasione per far riflettere i giovani sul valore della vita e sulle conseguenze dei loro gesti.
Il film, girato a Lonato e in altre località del basso Garda, conduce e coinvolge lo spettatore in “un viaggio crudo e reale nel mondo dei giovani, analizzandone disperazione e aspirazioni, debacle e sogni di riscatto, a margine di una società allo sbando”.
“L’Ultima Luna” ha avuto la collaborazione del Comune di Lonato; hanno partecipato al progetto varie realtà del territorio: 
la Polizia locale, l’associazione Lonato Emergenza e la protezione civile, la Casa famiglia Rama.Dan di San Tomaso e la struttura ospedaliera “Madonna del Corlo” di Lonato. L’iniziativa ha il sostegno anche dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada.​

Il pregio del regista gardesano Alberto Moroni è di aver sfruttato al massimo i pochi mezzi a disposizione e un cast con tanti esordienti, volutamente impacciati, perché reali e genuini, che interpretano e non recitano, per creare una miscellanea di storie vere e attualissime, dove Bene e Male si fronteggiano nell’ultima sfida che durerà  il tempo di una fase lunare.

La speranza, ha dichiarato il regista Alberto Moroni, «è che questo lavoro abbia un’azione educativa immediata sui più giovani e serva agli adulti per capire cosa significa il disagio giovanile. È un film ad alto impatto sociale, vietato ai minori di 14 anni perché tratta tematiche forti, quali l’abuso di droghe, alcol, gare clandestine, violenze e abbandono di minori, in un contesto sociale dove vige la legge del più forte. Vogliamo dimostrare che non tutte le porte della speranza sono completamente chiuse e che esiste sempre, per ognuno, la possibilità di risollevarsi e ricominciare».

«Alberto Moroni ci ha chiesto la collaborazione per questo film, che tratta di un argomento importante come il disagio giovanile nella nostra zona – commenta l’assessore alla Cultura Valerio Silvestri –. Un tema molto delicato e di attualità a cui sia l’Assessorato alla Cultura che quello ai Servizi sociali del nostro Comune hanno dedicato e dedicano attenzione ed energie, attraverso attività di prevenzione e progetti mirati. Ci auguriamo che questo film possa essere visto da molti, genitori e figli, e serva ad evitare le tragedie che le scene proposte nella finzione cinematografica mostrano».