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Siamo noi che, usandole senza fantasia, le rendiamo odiose". (Umberto Eco)

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mercoledì 20 gennaio 2016

Il matrimonio da organizzare? Fiera Sposi & Progetti di Montichiari!

Questo fine settimana, dal 22 al 24 gennaio, il Centro Fiera del Garda di Montichiari (Brescia) si colora di fiori d'arancio. Migliaia di visitatori sono attesi per l'11ª Fiera Sposi & Progetti, un evento dedicato alle coppie, ai futuri sposi e a tutti coloro che sono attratti dall'affascinante mondo del "wedding".

Offrendo un’ampia panoramica di tutti i prodotti, delle varie soluzioni, dei servizi e delle proposte innovative per organizzare al meglio il giorno del matrimonio la Fiera Sposi & Progetti promette di rendere ancora più speciale e indimenticabile il romantico "passo a due". 

La bellezza di oltre cento espositori riuniti su una superficie di circa 10mila metri quadrati: passeggiando tra gli stand, gli ospiti potranno trovare abiti da sposa e da cerimonia, accessori moda, suggerimenti per le liste nozze, servizi per partecipazioni e biglietti invito, addobbi floreali, ristorazione e catering, servizi fotografici, wedding diary, decorazioni, bomboniere, soluzioni d’arredo, servizi di autonoleggi, installazioni speciali e tutto quanto può riguardare l'evento matrimonio.
E accanto a tutto questo, anche sfilate e un palco per eventi e musica live!

Vi aspetto in Fiera questo week-end per la presentazione ufficiale del mio Note d’Arancio – Your Wedding Diary e per la sfilata di sabato pomeriggio alle 17.00: “Invito a nozze”, un défilé di abiti da cerimonia e accessori per la sposa e le sue invitate, organizzata in collaborazione con la personal stylist Cristina Girelli e con l'artista Nicoletta Nicoletti e i suoi accessori moda (lanicodellemeraviglie).


Gli orari di apertura della Fiera sono: 
venerdì 22/1 dalle 17.00 alle 22.30; sabato 23/1 dalle 15.00 alle 22.30 e domenica 24/1 dalle 10.00 alle 20.00. 
L’entrata è a pagamento.
Per ulteriori informazioni: www.centrofiera.it

sabato 2 maggio 2015

Pittura e devianza. Quando la "follia" crea l'opera d'arte...

“Ogni opera d’arte è un crimine non commesso diceva il sociologo tedesco Teodoro Adorno”. Esordisce così, davanti alla platea di ragazzi dell’Istituto Bazoli-Polo di Desenzano, lo psichiatra, psicoterapeuta e criminologo Tito Gattoni, invitato a parlare di arte e devianza. Ovvero cosa succede quando la "follia" ispira il processo creativo? Può nascere l’opera d’arte, come è accaduto a dei grandi della storia dell’arte mondiale, da Caravaggio ai tempi moderni. Conferma lo psichiatra desenzanese che senza un pizzico di follia o di infelicità l’ispirazione sopraggiunge con più fatica.
«L’artista che soffre di certe patologie trasfigura la realtà perché non riesce ad accettarla e crea un proprio mondo fatto di temi e personaggi fantastici. È come un canale che parte dall’inconscio e diventa opera d’arte… Chi non crea, rischia di distruggere: il narcisismo maligno infatti ispira i serial killer!»
Comincia dall’inconscio e dalla storia dell’arte più moderna l’analisi del dottor Gattoni, autore di varie pubblicazioni e appassionato di arte e storia. «È soprattutto dopo il Medioevo, dal 1500, che l’artista inizia a trasmettere ciò che la realtà infonde in lui e comincia ad emergere la sua psicologia».
L’artista, dunque, come anche lo scrittore o il poeta, «crea per soddisfare il proprio bisogno narcisistico di continuare a vivere attraverso le sue opere. C’è un preciso desiderio che si esprime nell’arte: superare lo spazio temporale e diventare immortali, lasciando ai posteri qualcosa che racconta di noi».
Dal test di Max Luscher
Traendo spunto dagli studi dello psicologo svizzero Max Luscher, che aveva approfondito l’utilizzo del colore attraverso campioni della popolazione mondiale, Gattoni ha ricordato come l’uso del colore nasce da una scelta inconscia e la mescolanza di più colori può permettere una lettura psicoanalitica del pittore: per esempio, la predominanza del nero nei quadri di Caravaggio, del giallo in Van Gogh, del rosso in Gauguin... Luscher aveva creato un test psicologico che analizzava lo stato d’animo di un soggetto in base alla sua preferenza per i colori, e anche la pubblicità si è avvalsa dei suoi studi.
"Giuditta che taglia la testa a Oloferne"
Tito Gattoni, mostrando i quadri e l’uso dei colori e delle forme da parte di alcuni artisti psicotici o affetti da disturbi mentali, ricostruisce la personalità dell’artista stesso, la sua psicopatologia, legata anche alle caratteristiche e alle rappresentazioni dei quadri, in rapporto alla storia di ognuno. Michelangelo Merisi da Caravaggio, per esempio, soffriva di disturbo antisociale di personalità. Fu “pittore maledetto”, già famoso in vita, con un’esistenza tormentata. Utilizzava molto il nero, colore della morte e dell’assolutismo, simbolo anche di uno stato depressivo, e il marrone, fusione cromatica tra rosso-sangue e nero-morte. 
"Campo di grano con corvi"

Nell’Ottocento l'olandese Vincent Van Gogh, affetto da disturbo schizoaffettivo e morto suicida, era tormentato da disturbi dissociativi con deliri di onnipotenza. Nei suoi primi quadri prevaleva il giallo, colore del sole e simbolo di energia vitale, maestà e potere ma anche di una certa agitazione interiore e il blu con la sua voglia di pace e tranquillità. Van Gogh si ritraeva spesso nei suoi quadri, nell’ultimo periodo lui diventa il cipresso nero nel “Campo di grano” sorvolato dai corvi, presagio di morte. La prevalenza, in un secondo momento della sua vita artistica, dell’arancione (ottenuto giallo più arancio) esprime la sua eccitazione senza meta e “La notte stellata”, uno dei suoi dipinti più famosi, c’è tutta la sua voglia di quiete.

"Golgota"
Sul finire dell’800 il parigino Paul Gauguin, post-impressionista, dipingeva “visioni” in cui spiccava il rosso: era afflitto da disturbo borderline di personalità con episodi depressivi maggiori; si diede all’alcol, alle donne e contrasse la sifilide, che lo portò alla morte.
La tigre di Ligabue
Edvard Munch, tra ‘800 e ‘900, è il pittore dell’angoscia, tormentato da frequenti attacchi di panico. Infatti il quadro che meglio lo rappresenta è “L’urlo”, divenuto emblema del periodo storico e del suo stato mentale: raffigura se stesso terrorizzato, con presagio di guerra e di morte, che ritornano in altre opere, come il “Golgota” o la “Sera nel corso”. 
Antonio Ligabue invece, artista italiano visionario, era affetto da schizofrenia e “La tigre” esprime l’aggressività che sentiva dentro di sé, dipinta su un fondo blu che anela alla pace. 
"Veduta di Palazzo e Teatro imperiali"
Adolf Hitler fu anche lui artista. Sognava di diventare architetto, ma tanto era bravo nel disegnare luoghi e palazzi, tanto era negato nel rappresentare i volti delle persone. Le sue erano più caricature, poco apprezzate dai professori dell’Accademia di Belle arti di Vienna che non lo ammisero, generando in lui un senso di sconfitta e alimentando il suo disturbo paranoide di personalità, un narcisismo maligno che lo portò a desiderare di dominare gli altri e distruggere ciò che non poteva avere.

Salvador Dalì, pittore catalano tra i più incisivi del Novecento, fu un visionario con eccezionale capacità tecnica. Soffriva di disturbo fobico-ossessivo con sadismo sessuale (era impotente) e nei suoi quadri, per esempio i famosi “orologi molli”, prevalgono il nero-morte e il blu-desiderio di pace, il senso del tempo che sfugge e il senso di impotenza. 
In tutti questi artisti, come in alcuni quadri realizzati dai pazienti dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, «lo stato di disagio interiore – conclude il dottor Gattoni – spinge l’artista a esprimere attraverso l’opera d’arte uno stato di tensione inconscia, che racchiude anche desideri, pulsioni ed emozioni spesso sconosciuti all’autore stesso. L’arte diventa così catartica, come supporto alle terapie tradizionali, e aumento dell’autostima nella contemplazione dell’opera finita…».

“Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida e visionaria follia”

(Erasmo Da Rotterdam)



martedì 21 ottobre 2014

Paolo Brosio e "il teatro libro" per la prima volta in Lombardia

Comunicato stampa

Questo venerdì, la testimonianza di Paolo Brosio 
sul palco del Teatro Italia

Paolo Brosio, giornalista e conduttore televisivo, sarà ospite al Cinema Teatro Italia di Lonato del Garda, in via Antiche mura 2, questo venerdì 24 ottobre alle 20.45. Brosio viene a Lonato per portare uno spettacolo, ma soprattutto la sua toccante testimonianza di fede attraverso l’arte del “teatrolibro”, ovvero il racconto in diretta che si arricchisce di video, foto, interviste e filmati.
È la prima volta che lo spettacolo sale su un palcoscenico lombardo, e con orgoglio la comunità lonatese si prepara ad accogliere l'atteso ospite.
L’idea di questo incontro in oratorio con Brosio, riferisce il vicario parrocchiale di Lonato don Matteo Selmo, «nasce da alcuni parrocchiani, che vivono una spiritualità mariana legata a Medjugorie, luogo in cui Paolo alcuni anni fa ha avuto la sua conversione, come tante altre persone che vivono un'esperienza di fede e che prima erano ‘lontani’ da Dio. Hanno così contattato Paolo Brosio, il quale ha accettato volentieri di venire a Lonato per farci dono della sua esperienza. Anche noi come parrocchia abbiamo colto questa opportunità, poiché riteniamo che ogni persona è un dono! E un dono arricchisce sempre, ancora di più se è una testimonianza di fede».

Grazie all’organizzazione della parrocchia lonatese, dunque, al Teatro Italia sarà portato in scena un libro, «appena scritto, ancora fresco d'inchiostro», spiega Paolo Brosio. «Attraverso vicende e storie che escono dalle pagine stesse del libro e che così si materializzano davanti al pubblico: “ilteatrolibro® – RAGGI DI LUCE”, servizi giornalistici, clip audio-video, testimonianze, musica, filmati, documenti inediti e fotografie, che raccontano vicende e fatti di vita che aprono il cuore alla speranza come guarigioni inspiegabili, miracoli, conversioni del cuore e storie di vocazione alla vita sacerdotale… La mia testimonianza sarà il perno sul quale ruoterà la scaletta teatrale”.
L’invito è aperto a tutti, la serata è a ingresso libero e sarà trasmessa in diretta da Radio Noi Musica, quindi ascoltabile anche da casa collegandosi al sito internet www.noimusica.org.

Altri appuntamenti prima del 24 ottobre:
Il giornalista e conduttore Paolo Brosio sarà ospite di Radio RCS e Radio Noi Musica (www.noimusica.org) mercoledì 22/10 alle 10.30 e la sera alle 21.30 (in replica); sarà poi ospite in diretta nel salotto televisivo di Teletutto giovedì 23 ottobre alle ore 19.

Ufficio stampa evento: Francesca Gardenato - francescagardenato(at)gmail.com




venerdì 14 marzo 2014

Cake Design. La primavera è dolce sul Garda con "Sugar Dream"

Comunicato Stampa

Sarà presente anche la pluripremiata cake-designer bresciana Giada Farina, con le sue  “Torte di Giada”, all'esclusivo evento gardesano dedicato al fantastico mondo delle torte decorate. “Sugar Dream”, il primo appuntamento del lago di Garda per pasticceri, artigiani e appassionati della pasta di zucchero, aprirà i battenti sabato 10 maggio e domenica 11 2014 presso Expo Sirmione. Tra dolci capolavori sarà inaugurata la stagione 2014, che proseguirà con altri eventi a ingresso libero, da giugno a settembre.

Expo Sirmione è la nuova vetrina del lago di Garda, alle porte di Sirmione con oltre 1700 metri quadrati di area espositiva – di cui 620 mq al coperto – e circa 3mila mq adibiti a parcheggio. Nel nuovo polo espositivo, in via Colombarola, alle porte di Sirmione e a cinque minuti dal casello autostradale, si terranno il 10/11 maggio sono previsti corsi di cake design per adulti e laboratori per bambini, assaggi golosi e altre sorprese da scoprire.... L’evento ospiterà anche una mostra fotografica: “Wedding Cake”, l’evoluzione della torta nuziale nell’ultimo secolo, con immagini tratte dall’archivio del fotografo milanese Orlando Tonizzo, in collaborazione con Il Matrimonio Trendy.
Per gli espositori interessati  prendere parte alla manifestazione ci sono ancora alcuni posti (tel. 380 7081517; Facebook Expo Sirmione).
Dopo il 10/11 maggio, altri eventi animeranno Expo sirmionese, sempre il secondo fine settimana del mese e sempre a entrata libera: musica e amarcord con “Vinile Rock Collection” manifestazione dedicata a vinile, collezionismo e rock ‘n roll si terrà il 7/8 giugno; l’estate avrà i colori e l’allegria del “Paese dei Balocchi” con animazione, laboratori e giochi per i più piccoli e le loro famiglie, il 12/13 luglio. 
E dopo la pausa di agosto, Expo Sirmione tornerà con “Beerfest im September”, una megafesta della birra di fine estate, il 13/14 settembre.
In vista della prima manifestazione “Sugar Dream” è stato bandito anche il primo Concorso Cake Design Expo Sirmione 2014 rivolto a tutti i cake-designer di qualunque età, sesso e provenienza. Sono previste due sezioni: amatori & emergenti / professionisti. Il tema è “Dolce Mamma”, valido per entrambe le categorie; scadenza iscrizioni 5 maggio 2014. Le torte dovranno essere consegnate il giorno precedente l’inizio della manifestazione, venerdì 9 maggio 2014, presso la sede di Expo Sirmione, per essere esposte e rimanere in mostra nei due giorni dell’evento “Sugar Dream”, sabato 10 e domenica 11 maggio 2014. I partecipanti sono invitati a realizzare un’opera su base “dummy” (polistirolo); per la creazione non ci sono limiti di altezza né di grandezza né di forma; è possibile usare qualsiasi tecnica di modellaggio, purché le opere risultino perfettamente in linea con il tema del Concorso. Una commissione di esperti selezionerà il primo classificato per la sezione “professionisti”; mentre le creazioni di “amatori & emergenti” saranno votate dal pubblico presente.
Ufficio stampa eventi Expo Sirmione: Francesca Gardenato


Expo Sirmione (foto di Michele Bonazzoli)


giovedì 13 febbraio 2014

Sirmione work in progress

Se è vero quanto diceva Albert Camus - "Creare è dare una forma al proprio destino" - allora stiamo dando forma al nostro destino, un destino gardesano che speriamo possa diventare anche vostro... lavori in corso per la nuova "Expo Sirmione"



La vetrina di Sirmione, la perla delle penisole, sul lago di Garda in provincia di Brescia. Oltre 1500 mq di area espositiva, di cui circa 600 mq al coperto, con ampio parcheggio. Expo Sirmione è a cinque minuti dal casello di Sirmione (Autostrada A4). 
Presto altre novità, intanto segnate le date del primo, dolcissimo evento, dedicato a tutte le mamme e al meraviglioso mondo del Cake Design: 

SUGAR DREAM
sabato 10 e domenica 11 maggio 2014 
a Colombare di Sirmione, a due passi dal lago!
EXPO SIRMIONE * ENTRATA LIBERA



mercoledì 2 ottobre 2013

AnyLab, tanti laboratori per ogni età!

Ci prepariamo alla nuova avventura con i laboratori creativi... AnyLab!

Nuove attività creative sono in partenza da metà ottobre, negli spazi dell'oratorio in piazza Garibaldi (Capolaterra) a Desenzano del Garda.

Nel teatro della Parrocchia di San Giuseppe lavoratore sarà presentato sabato 12 ottobre alle 16.30 il calendario dei laboratori “AnyLab” che abbiamo allestito con il Progetto Noi Musica. Un incentivo alla creatività, allo stare insieme e un’occasione per tornare a godere degli spazi oratoriali dedicati ai giovani e non solo.
Le attività artistiche e musicali partiranno da metà ottobre, grazie all’iniziativa di Noi Musica – progetto fondato dal compianto don Luca Nicocelli – e al Circolo Noi JLB Giovani lago bresciano, in collaborazione con la Parrocchia di San Giuseppe lavoratore.
Ci saranno corsi e laboratori per ogni età, a scelta fra: canto moderno con Teresa Polizzotto e Nico Fortarezza (per bambini, ragazzi e adulti), gioco-teatro per bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni, laboratori ludo-creativi Giochiamo con l'arte curato dall’educatrice Patrizia Casu (per bimbi dai 5 ai 10 anni), laboratorio creativo per ragazzi speciali SpecialArt con la psicologa Laura Bertagna (dai 5 anni in su), attività di musica e fiabe per i più piccini (dai 18 ai 36 mesi, con l'accompagnamento di un genitore), un corso di danzaterapia con Maria Grazia Guglielmucci e un laboratorio di scrittura creativa per canzoni, racconti o testi destinati al web con me e Nico (entrambi per giovani e adulti). 
Maggiori informazioni si possono trovare sul sito www.noimusica.org oppure scrivendo a info(at)noimusica.org
La prima lezione sarà gratuita, per consentire a tutti “un assaggio” delle varie attività prima di iscriversi.
“AnyLab” spera di poter accogliere prossimamente anche altre proposte, intanto vi dà appuntamento per la presentazione negli spazi dell’oratorio di Capolaterra, in piazza Garibaldi a Desenzano, sabato pomeriggio 12 ottobre. Faremo poi merenda insieme.

mercoledì 25 settembre 2013

Indian Emotion, dopo l'evento i bei ricordi...

La serata INDIAN EMOTION al Residence e Ristorante San Rocco di Soiano del Lago ha chiuso l’estate in maniera spettacolare. Una vista mozzafiato per una sfilata di emozioni, temperatura perfetta e oltre 150 persone sulla magnifica terrazza vista-lago, a bordo piscina per l’evento creato a sigillo dell’estate gardesana. Con la presenza dell'Associazione Lankama attiva nel Sud dell'India, a cui è stato destinata una parte del ricavato.

La passerella di abiti, nuova collezione autunno Indian&British della giovane stilista Cristina Girelli (di Castel Goffredo, in provincia di Mantova), ha affascinato il pubblico grazie al portamento delle undici modelle, che ringraziamo per la disponibilità e la professionalità. 
Un grazie di cuore, visto il successo della serata e le belle immagini che ci restano come ricordo, a tutti quelli che hanno collaborato e reso possibile questo evento di fine estate, a partire dalla famiglia Manestrini al completo fino ai gentili ospiti, amici e conoscenti, presenti all’apericena in terrazza. Dopo il tramonto, lo spettacolo romanticissimo a bordi piscina. 
E, in attesa della nuova collezione – questa volta primavera/estate – di Cristina Girelli desidero ringraziare ancora una volta tutto lo “staff” di Indian Emotion, evento magico e suggestivo per merito di:

Paolo e Nicoletta Manestrini, Rebecca Desenzano ovvero la “socia” Stefania Sartori, Tocco Di Luce Acconciature, Massimiliano Giovanazzi per il prezioso service, grazie alle foto e all’aiuto di Sandro Begali, Diego Giardinetto e Ilaria Pilati, i volontari di Lankama Onlus per l’India a cui è andata una parte del ricavato della nostra serata e tutte le meravigliose modelle che in passerella hanno portato con eleganza e meravigliosa presenza gli abiti di Cristina Girelli. Protagonista assoluta del nostro evento chic!

Noterete negli abiti ideati da Cristina, dai temi India&British, la scelta particolare dei colori, l’elevata tecnica sartoriale, l’attenzione e la cura dei dettagli, la voglia di sorprendere e di sedurre con classe, pur non rinunciando a quel pizzico di grinta che non guasta! In passerella sia abiti da giorno, da cocktail e anche da sera. Femminilità e personalità risaltano in ogni capo. E, novità decisamente alla moda: l’uso del macramè... 
Per vedere altre immagini della serata Indian Emotion: clicca qui o anche qui



Foto di Diego Giardinetto, Ilaria Pilati e Sandro Begali
Organizzazione evento: Francesca Gardenato & Stefania Sartori

mercoledì 28 agosto 2013

Work in progress: Indian Emotion


WORK IN PROGRESS:


"INDIAN EMOTION" 
Stiamo allestendo una serata di fine estate dai temi e dalle atmosfere indiane.
Con l'occasione presenteremo la nuova collezione della stilista Cristina Girelli. 
Ecco la data da segnare: domenica 22 settembre ore 18.00... ceneremo insieme al Residence San Rocco di Soiano del Lago (Bs). 
E dopo la sfilata, risottata per tutti!
(Apricena al chiuso in caso di pioggia.) 

Quale miglior saluto all'estate se non in un posto ricco di charme e vista lago come questo?! 










Evento a sostegno di: Lankama India onlus.


sabato 3 agosto 2013

Eniko e la sua "Resort Collection". Per distinguersi con eleganza e semplicità

Ha aperto agosto e la Festa del lago di Rivoltella del Garda (Desenzano) la stilista emergente Eniko Toth, classe 1986, di origini ungheresi, ormai rivoltellese a tutti gli effetti. 


Sarta professionista, diplomata a pieni voti in Modellismo presso l’Officina della Moda di Marzia Bazerla a Verona, alimenta ogni giorno con entusiasmo, freschezza e originalità la sua passione per la moda. Che si riassume nella sua “Resort Collection” una collezione dedicata alla donna che ama viaggiare e distinguersi con un tocco di raffinatezza.
È in Italia dal 2006 e, dopo quattro stagioni passate a Bibione, si è trasferita sul lago di Garda con il suo amore Marco. «La moda – racconta Eniko, giovane ma con le idee molto chiare e un talento notevole – è sempre stata la mia passione e finalmente è diventato anche il mio lavoro. Sono determinata e dedico massimo impegno ed energia in tutto quello che faccio. Sono un amante degli animali... Amo la vita, mi piace leggere, ma soprattutto il mio lavoro!»
La passerella della festa del lago, il 1° agosto scorso, ha riscosso successo tra le tante signore riunite in platea. Impossibile non notare nei suoi 18 abiti, proposti nel defilé, la carica di creatività e lo stile sobrio ma di gran classe. Eniko, portamento elegante e grazia naturale, ha potuto condividere le sue ‘opere d’arte’ con un migliaio di persone al porto di Rivoltella, durante la 47esima edizione della Festa del lago e dell’ospite dei Cuori Ben Nati.
L’intermezzo “Resort Collection”, con la collaborazione di alcune modelle e amiche, ha portato in passerella 18 capi da giorno, da cocktail e da sera. «Una collezione prȇt a porter», spiega Eniko, «realizzata per chi ama viaggiare, per essere alla moda  in un modo sofisticato, ma semplice e non ostentato».


(Si ringraziano tutte le ragazze che hanno sfilato e Madame Rebecca per la collaborazione, i Cuori Ben Nati e l'orchestra di Maurizio Medeo per l'aiuto tecnico)







domenica 28 aprile 2013

Intervista. La collezione di attimi del mimo più famoso d'Italia... Pass Pass!

Niente parrucca, solo il naso rosso e un trucco essenziale sul volto. Dialoga con la sua scimmietta e mantiene gli oggetti in equilibrio, con l’intento di strappare un sorriso a grandi e piccini. Il suo lavoro è far diventare possibile ciò che all’apparenza sembra impossibile. 
Cerca lo sguardo degli spettatori, forse per sentirsi meno solo. Girovaga con la sua espressione trasognata Pass Pass, il mimo elegante e malinconico alla ricerca del minimo necessario per continuare la sua “collezione di attimi” e trasformare le tristezze in piccole gioie.

«Faccio tesoro degli attimi che raccolgo, per darli ad altri». Jeanpierre Bianco, francese di nascita ma di sangue italiano – come il cognome rivela – è noto al pubblico col nome di Pass Pass. Non è un personaggio eccentrico e appariscente, è semplicemente lui. Ogni esibizione è diversa dalla precedente, i numeri variano come il pubblico, sono frutto di anni di intenso lavoro. 
La sua arte è la “pantomima” e Jeanpierre, clown di professione, fantasista, acrobata, equilibrista e giocoliere, sin da giovinetto sognava di regalare sorrisi alla gente. Ritaglia istanti di spensieratezza con la sua pantomima, affidata a gesti delicati, all’espressione dolce del volto, ai movimenti garbati del corpo e anche alla scelta accurata della musica d’accompagnamento.
Da tre anni Pass Pass lavora al parco divertimenti di Gardaland, ma è diventato famoso in tutta Italia da quando milioni di concittadini lo hanno visto in tv, nella finale dell’ultima edizione del programma di Canale 5 “Italia’s got talent”. È stato a un soffio dal vincere il talent-show condotto da Belen Rodriguez e che ha visto impegnati in giuria Gerry Scotti, Maria De Filippi e Rudy Zerbi. Finita la parentesi televisiva, il clown ha ripreso con entusiasmo il suo lavoro a Gardaland, dov’è al centro di uno spettacolo tutto suo, a tutto tondo, clownerie per adulti e bambini: il “Fantasy Show” che racchiude l’essenza della sua arte. All’apparenza un po’ retro, garbate e riflessive, le sue performance piacciono al pubblico che in tv lo ha seguito e sostenuto.
"Italia's got talent 2013"
È nato a Parigi ma il nome Pass Pass, spiega il mimo italo-francese, «è nato nel lontano nel 1996, da una delegazione di Clown Senza Frontiere a Sarajevo. 
Una notte, arrivati alla linea di confine, il nostro furgone fu bloccato da una guardia che parlava solo francese. Dialogai con lui e a un tratto lui prese a gridare in francese “passe, passe, passe” per far varcare la frontiera al nostro furgone carico di clown. Dopo poco, tutti presero a ripetere allegramente il tormentone “passe passe passe”. E così nacque l’ispirazione». Sorride al ricordo e rivela: «Mi piace molto il nome Pass Pass perché dà l’idea del passaggio, del girovagare, di quel nomadismo che è tipico delle famiglie circensi…»
Ha iniziato giovanissimo Jeanpierre a fare spettacolo: «La mia infanzia non è stata facile e ho fatto tesoro del mio vissuto, ho cercato sempre di catturare il sorriso, le emozioni e la poetica. Avevo 17 anni – prosegue – quando decisi di fare l’Accademia Fratellini di Parigi, la più prestigiosa scuola circense in Europa. Lì, mi sono diplomato e ho trovato tanti compagni di avventura; poi ho continuato a fare il clown e mi auguro di poter continuare a fare sorridere la gente per sempre. Ho fatto molte esperienze e nel mondo artistico ho conosciuto anche la mia compagna».
La sua vera esperienza come clown prese il via anni fa, quando fu scelto dall’Associazione italiana “Soccorso Clown”, attiva negli ospedali. Il naso rosso arrivò poi, nato a Firenze, se l’è portato in giro fino a Mantova, quindi nel Veronese. Tre anni fa, riprende il mimo, «sono approdato a Gardaland e poi ho voluto provare “Italia’s got talent” perché tra i tanti talent-show mi sembrava fosse più vicino al mio percorso e mi permetteva di esprimere il mio talento, ciò che faccio con gioia e sento mi appartiene». È stato il primo talent show a cui abbia partecipato, «un’esperienza – dice – che consiglio a chi ha un talento da esprimere».
Il momento meno bello, dice scherzando, «è stata la vittoria del cantante Daniel Adomako, che comunque stimo e continuo a sentire anche a trasmissione terminata. Mi ha fatto, però, molto piacere raccogliere una percentuale così alta di voti, soprattutto da parte di tanti italiani. C’era molta gente ad applaudire in teatro, poi c’erano i tre giudici. È stato davvero emozionante: che sia il pubblico o una commissione di giudici a guardarmi, non nego che la carica c’è e io non ero più abituato ad avere dei giudici davanti». La sensazione è stata quella «di tornare ai tempi della scuola!»
I numeri portati in tv sono quelli inventati da lui, frutto di una fantasia sorprendente. Pass Pass si definisce «un artigiano dei suoi spettacoli». Inventa, prova e riprova, finché il risultato ottimale non prende forma. «Il mio maestro della scuola di mimo a Parigi – rammenta – mi diceva sempre che per essere un bravo attore bisogna essere un bravo artigiano. Tutti i miei numeri nascono da me, a volte a più mani con altri artisti che incontro, a volte dall’allenamento solitario; poi io ci lavoro e loro subiscono varie modifiche nel tempo, fino al momento clou, quando arriva l’esordio davanti al pubblico».
Rimane la curiosità della compagna di vita di Pass Pass, anche lei artista. «Con mia moglie ci siamo conosciuti a un festival di artisti di strada» ed è nato l’amore. «Lei è burattinaia, è anche molto critica nei miei confronti, mi guarda, mi aiuta e consiglia. Ma anche la mia piccola Chiara osserva e giudica… ah, è terribile!» Se buon sangue non mente, forse un’altra artista sta crescendo...
Poche parole, come si confà a un mimo. Lo spettacolo sta per ricominciare.  
La nostra intervista si conclude con la frase che è ormai l'essenza dell'arte di Pass Pass: "Un sorriso che si cela dietro la malinconia è il modo più intelligente di prendere le avversità della vita alle spalle, e costringerle in un angolo".
Ultima concessione prima di tornare al lavoro e al pubblico di Gardaland. Si prepara per il mimo un'estate ricca d'ingaggi... tra piazze e appuntamenti televisivi.

Francesca Gardenato
Un grazie particolare a mio fratello Alessandro, collega di Pass Pass.