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"Le parole sono innocenti.
Siamo noi che, usandole senza fantasia, le rendiamo odiose". (Umberto Eco)

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sabato 4 maggio 2013

Oggi pomeriggio: intervista alla scrittrice Eliana Bordogna


Non mancate! Oggi pomeriggio venite a trovarci in piazza Deodara dalle 16.30 per l'intervista alla scrittrice emergente Eliana Bordogna, con Radio Noi Musica in centro a Rivoltella del Garda (Desenzano). 
Presentiamo il romanzo "Rosso Tulipano"


mercoledì 1 maggio 2013

Due chiacchiere in piazza

Sabato 4 e 18 maggio facciamo “due chiacchiere in piazza” con due scrittrici emergenti!
Fa tappa a Rivoltella (Desenzano del Garda) il programma itinerante di Radio Noi Musica “Torno subito”. Ospiti le scrittrici Eliana Bordogna e Katiuscia Ciancio. Se siete curiosi, ci trovate in piazza Deodara sabato questo dalle 16.30 alle 18 circa.

La cultura scende in piazza per iniziativa di Radio Noi Musica (www.noimusica.org). A maggio, un doppio appuntamento al femminile con due giovani scrittrici emergenti: Eliana Bordogna e Katiuscia Ciancio.
Sabato 4 maggio e sabato 18 maggio, alle 16.30 a Desenzano del Garda, nell’accogliente piazza Deodara in centro a Rivoltella le autrici presenteranno i loro romanzi, entrambi pubblicati dalla casa editrice Arpeggio Libero: il 4 maggio conosceremo “Rosso Tulipano”, una storia commovente che Eliana Bordogna ha scritto ispirandosi a un fatto realmente accaduto negli anni ’90 con protagonisti e luoghi bresciani, mentre il 18 maggio toccherà al thriller psicologico di Katiuscia Ciancio “La marcia delle anime”.
Interviste a cura di Francesca Gardenato, per il programma itinerante “Torno subito!” di Radio Noi Musica, con la regia di Giovanni Boscaini.
In caso di pioggia gli eventi saranno ospitati dal Bar Deodara, che si affaccia sull’omonima piazza. Ingresso libero.

sabato 4 maggio @ ore 16.30
Eliana Bordogna presenta ROSSO TULIPANO (Arpeggio Libero)

Il mistero si ambienta a Brescia e sul lago d'Iseo e si ispira a un fatto di cronaca realmente accaduto. “Rosso Tulipano” parte dal 1993, quando in Bosnia, un gruppo di volontari è stato barbaramente trucidato sulla strada dei diamanti. La storia si concentra su uno dei sopravvissuti, sui difficili momenti durante e dopo l’attentato e soprattutto sull’inferno che gli è rimasto “dentro” per lunghi anni, fino allo sbocciare di un nuovo amore.


sabato 18 maggio @ ore 16.30
Katiuscia Ciancio presenta LA MARCIA DELLE ANIME (Arpeggio Libero)
La piccola Alice scomparve nel 1984 a soli 4 anni; il mostro lasciò la famiglia della piccola nello sconcerto e nell'impotenza, con un unico indizio, un indovinello. Un thriller psicologico d’effetto, intriso di tante emozioni, un romanzo in continuo movimento, denso di azione che mira a provocare emozioni contrastanti tra loro.


Organizzazione evento a cura di: 
Francesca Gardenato
francescagardenato[at]gmail.com

lunedì 29 aprile 2013

Questa idea mi piace! E soprattutto promuove le Associazioni

Questa idea mi piace proprio e non nego di averci pensato tante volte. Io mi sarei orientata su un blog, più interattivo, ma comunque la piattaforma-vetrina per associazioni e attività di volontariato è un progetto che sento di condividere e sostenere. Leggete un po' qui sotto.

La homepage invita ad associare gratis il proprio dominio per farsi conoscere. È nato un nuovo sito internet dedicato alle associazioni, per condividere in rete i valori del volontariato e allargare il giro di amici e sostenitori. I gruppi veronesi Avis, Aido e San Martino in Calle, di Lazise, vi hanno già aderito estendendo così la loro presenza sul web, attraverso la piattaforma lanciata nei giorni scorsi dall’agenzia veronese Devinterface.


Reteassociazioni.it è il nuovo portale che dà spazio alle associazioni italiane, favorendo l’incontro tra onlus culturali, sportive, di promozione sociale, d’arma, del tempo libero e altre, con sede in qualunque parte del Belpaese. 
Per dare maggiore visibilità ai gruppi che fanno volontariato, ha spiegato Claudio Marai di Devinterface, realizzatore di quel “punto di riferimento” che mancava al terzo settore ovvero «una piazza di incontro e scambio di pensieri, altruismo e operosità», utile per «diffondere e condividere idee, progetti e informazioni».
Sul sito i volontari delle onlus possono pubblicare articoli, iniziative e immagini della propria associazione, farsi conoscere e promuovere i propri punti di forza, gestire soci, bilanci e attivare anche una newsletter. Agli utenti sono richiesti pareri per migliorare, continuamente, la piattaforma.
Reteassociazioni.it è un esempio di tecnologia utile e al servizio della comunicazione sociale, che sta raccogliendo ogni giorno nuovi iscritti. (F.Gar.)


domenica 28 aprile 2013

Intervista. La collezione di attimi del mimo più famoso d'Italia... Pass Pass!

Niente parrucca, solo il naso rosso e un trucco essenziale sul volto. Dialoga con la sua scimmietta e mantiene gli oggetti in equilibrio, con l’intento di strappare un sorriso a grandi e piccini. Il suo lavoro è far diventare possibile ciò che all’apparenza sembra impossibile. 
Cerca lo sguardo degli spettatori, forse per sentirsi meno solo. Girovaga con la sua espressione trasognata Pass Pass, il mimo elegante e malinconico alla ricerca del minimo necessario per continuare la sua “collezione di attimi” e trasformare le tristezze in piccole gioie.

«Faccio tesoro degli attimi che raccolgo, per darli ad altri». Jeanpierre Bianco, francese di nascita ma di sangue italiano – come il cognome rivela – è noto al pubblico col nome di Pass Pass. Non è un personaggio eccentrico e appariscente, è semplicemente lui. Ogni esibizione è diversa dalla precedente, i numeri variano come il pubblico, sono frutto di anni di intenso lavoro. 
La sua arte è la “pantomima” e Jeanpierre, clown di professione, fantasista, acrobata, equilibrista e giocoliere, sin da giovinetto sognava di regalare sorrisi alla gente. Ritaglia istanti di spensieratezza con la sua pantomima, affidata a gesti delicati, all’espressione dolce del volto, ai movimenti garbati del corpo e anche alla scelta accurata della musica d’accompagnamento.
Da tre anni Pass Pass lavora al parco divertimenti di Gardaland, ma è diventato famoso in tutta Italia da quando milioni di concittadini lo hanno visto in tv, nella finale dell’ultima edizione del programma di Canale 5 “Italia’s got talent”. È stato a un soffio dal vincere il talent-show condotto da Belen Rodriguez e che ha visto impegnati in giuria Gerry Scotti, Maria De Filippi e Rudy Zerbi. Finita la parentesi televisiva, il clown ha ripreso con entusiasmo il suo lavoro a Gardaland, dov’è al centro di uno spettacolo tutto suo, a tutto tondo, clownerie per adulti e bambini: il “Fantasy Show” che racchiude l’essenza della sua arte. All’apparenza un po’ retro, garbate e riflessive, le sue performance piacciono al pubblico che in tv lo ha seguito e sostenuto.
"Italia's got talent 2013"
È nato a Parigi ma il nome Pass Pass, spiega il mimo italo-francese, «è nato nel lontano nel 1996, da una delegazione di Clown Senza Frontiere a Sarajevo. 
Una notte, arrivati alla linea di confine, il nostro furgone fu bloccato da una guardia che parlava solo francese. Dialogai con lui e a un tratto lui prese a gridare in francese “passe, passe, passe” per far varcare la frontiera al nostro furgone carico di clown. Dopo poco, tutti presero a ripetere allegramente il tormentone “passe passe passe”. E così nacque l’ispirazione». Sorride al ricordo e rivela: «Mi piace molto il nome Pass Pass perché dà l’idea del passaggio, del girovagare, di quel nomadismo che è tipico delle famiglie circensi…»
Ha iniziato giovanissimo Jeanpierre a fare spettacolo: «La mia infanzia non è stata facile e ho fatto tesoro del mio vissuto, ho cercato sempre di catturare il sorriso, le emozioni e la poetica. Avevo 17 anni – prosegue – quando decisi di fare l’Accademia Fratellini di Parigi, la più prestigiosa scuola circense in Europa. Lì, mi sono diplomato e ho trovato tanti compagni di avventura; poi ho continuato a fare il clown e mi auguro di poter continuare a fare sorridere la gente per sempre. Ho fatto molte esperienze e nel mondo artistico ho conosciuto anche la mia compagna».
La sua vera esperienza come clown prese il via anni fa, quando fu scelto dall’Associazione italiana “Soccorso Clown”, attiva negli ospedali. Il naso rosso arrivò poi, nato a Firenze, se l’è portato in giro fino a Mantova, quindi nel Veronese. Tre anni fa, riprende il mimo, «sono approdato a Gardaland e poi ho voluto provare “Italia’s got talent” perché tra i tanti talent-show mi sembrava fosse più vicino al mio percorso e mi permetteva di esprimere il mio talento, ciò che faccio con gioia e sento mi appartiene». È stato il primo talent show a cui abbia partecipato, «un’esperienza – dice – che consiglio a chi ha un talento da esprimere».
Il momento meno bello, dice scherzando, «è stata la vittoria del cantante Daniel Adomako, che comunque stimo e continuo a sentire anche a trasmissione terminata. Mi ha fatto, però, molto piacere raccogliere una percentuale così alta di voti, soprattutto da parte di tanti italiani. C’era molta gente ad applaudire in teatro, poi c’erano i tre giudici. È stato davvero emozionante: che sia il pubblico o una commissione di giudici a guardarmi, non nego che la carica c’è e io non ero più abituato ad avere dei giudici davanti». La sensazione è stata quella «di tornare ai tempi della scuola!»
I numeri portati in tv sono quelli inventati da lui, frutto di una fantasia sorprendente. Pass Pass si definisce «un artigiano dei suoi spettacoli». Inventa, prova e riprova, finché il risultato ottimale non prende forma. «Il mio maestro della scuola di mimo a Parigi – rammenta – mi diceva sempre che per essere un bravo attore bisogna essere un bravo artigiano. Tutti i miei numeri nascono da me, a volte a più mani con altri artisti che incontro, a volte dall’allenamento solitario; poi io ci lavoro e loro subiscono varie modifiche nel tempo, fino al momento clou, quando arriva l’esordio davanti al pubblico».
Rimane la curiosità della compagna di vita di Pass Pass, anche lei artista. «Con mia moglie ci siamo conosciuti a un festival di artisti di strada» ed è nato l’amore. «Lei è burattinaia, è anche molto critica nei miei confronti, mi guarda, mi aiuta e consiglia. Ma anche la mia piccola Chiara osserva e giudica… ah, è terribile!» Se buon sangue non mente, forse un’altra artista sta crescendo...
Poche parole, come si confà a un mimo. Lo spettacolo sta per ricominciare.  
La nostra intervista si conclude con la frase che è ormai l'essenza dell'arte di Pass Pass: "Un sorriso che si cela dietro la malinconia è il modo più intelligente di prendere le avversità della vita alle spalle, e costringerle in un angolo".
Ultima concessione prima di tornare al lavoro e al pubblico di Gardaland. Si prepara per il mimo un'estate ricca d'ingaggi... tra piazze e appuntamenti televisivi.

Francesca Gardenato
Un grazie particolare a mio fratello Alessandro, collega di Pass Pass.




venerdì 26 aprile 2013

Workshop: "Scriviamo... come mangiamo"

Domani pomeriggio, se non piove, vi aspetto in castello a Desenzano del Garda (a pochi passi da piazza Garibaldi) per seguire il mio workshop sulla scrittura, un concentrato di spunti e piccoli consigli per rendere più appetitosi i propri testi.


"Scriviamo... come mangiamo"
castello di Desenzano del Garda, ore 16
sabato 27 aprile 2013 - ingresso libero


Vi aspetto domani, dalle 16 alle 17 circa, sotto il gazebo nel cortile del castello, durante la seconda edizione del Festival AgriCultura organizzato dal Comune di Desenzano su iniziativa del Comitato Donne in campo. Il workshop proposto è per gli adulti, ma durante l'attività è previsto anche un laboratorio musicale (gioco e musica con giusto) per i più piccoli, a cura di Teresa Polizzotto e Patrizia Casu del Progetto Noi Musica.

Mangiare bene significa prediligere cibi sani e naturali, poco elaborati, piatti genuini e leggeri della nostra tradizione, cucinati con materie prime a "km 0", magari pure bio. Perché non applicare queste buone pratiche alimentari anche alla nostra scrittura?
Scrivere con gusto e di gusto! Per noi stessi, ma anche per chi "ci leggerà".
Meglio optare per uno stile sobrio, senza appesantire i propri testi con vocaboli lunghi e complessi, periodi contorti e ricchi di subordinate, ripetizioni e abuso di punteggiatura.
Per soddisfare il lettore è molto meglio scrivere cose sensate, masticabili e digeribili.
Evitare di cominciare il lavoro, senza aver chiaro il contenuto (l'idea, l'obiettivo) in testa.
Una scrittura naturale e "senza grassi" privilegia frasi brevi, parole semplici e chiare, senza troppi che e locuzioni inutili. Un testo chiaro, corretto e snello arriva dritto al lettore e rimane più facilmente impresso. 
Mai sacrificare la verità per lo scoop. Esagerare ha un prezzo...
Lasciar decantare e servire solo dopo aver riletto e corretto. 
A domani e... Buon appetito!

Il seguito domani in castello, se non piove. In caso di pioggia l'organizzazione non ha purtroppo previsto uno spazio alternativo, coperto, per cui il workshop salterà in caso di maltempo.

domenica 21 aprile 2013

Ogni evento, come un viaggio


Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.
La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.
Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quello che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passo già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.
(J. Saramago, Viaggio in Portogallo)


Ogni evento, artistico o culturale, riserva nuove e diverse emozioni.
Non è nuova né originale la metafora del viaggio, eppure ogni evento ha un suo percorso, e lascia in chi lo organizza e in chi lo vive come ospite emozioni ogni volta diverse e soggettive. Anche quando si tratta della ripetizione della stessa esperienza, perché ciascuno di noi può tirarne fuori il meglio (o il peggio) e ricordare quell'avvenimento come un qualcosa di arricchente (o da dimenticare). Si tratta solo di sperimentare, ancora, con coraggio e attenzione… E, per chi organizza, si tratta ovviamente di farlo con coscienza, dando un senso al progetto e qualità alla sua realizzazione.